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Appalto dei servizi per l'infanzia, al circolo Arci di Isolotto un'assemblea pubblica di L'infanzia non si appalta

Ieri sera si è tenuta l’assemblea cittadina in cui il Comitato L’Infanzia non si appalta ha condiviso con la città le sue preoccupazioni per la scelta dell’Amministrazione di appaltare i servizi pomeridiani delle scuole dell’infanzia comunali.

Dopo quasi un mese di mobilitazione, nata dal basso e rapidamente diffusasi tramite web e social networks (quasi 5.000 like sulla pagine fb de L’infanzia non si appalta), numerosi presidi in Consiglio comunale e una manifestazione di piazza, il comitato dei genitori ha scelto infatti di lanciare un appello alla città.

In nome della difesa della scuola dell’infanzia e del diritto sia delle famiglie a essere correttamente informate e partecipi delle decisioni relative all’istruzione, in quanto parte della comunità educativa, che dei cittadini e delle cittadine a tutelare un bene comune, più di 200 persone si sono incontrate ieri sera al Circolo ARCI Isolotto per confrontarsi a partire da un’analisi che si presenta già articolata.

5 i punti chiave individuati dal Comitato e presentati alla cittadinanza in un documento condiviso:

- nessun coinvolgimento delle famiglie nella scelta dell’Amministrazione;

- evidenti problemi di gestione in termini di compresenze, sostegno e attività aggiuntive; nonché ostacoli concreti nel realizzare il POF, in particolare in termini di coordinamento;

- mancanza di fondamenti pedagogici alla base di un progetto sperimentale educativo che su questi si dovrebbe invece fondare;

- impossibilità di realizzare la continuità didattica, ampiamente prevista anche dalle linee guida regionali sulla scuola dell’infanzia;

- una scelta politica e di bilancio mascherata da miglioramento educativo, che sceglie il sistema dell’appalto senza disponibilità a individuare soluzioni alternative.

Forti perplessità sono state poi espresse sui termini della tempistica e della legalità del tutto: “ La clausola sulla possibilità di attività scolastiche proposte da eventuali soggetti terzi –spiega Francesca, genitore ed esperta legale del comitato - “era presente solo nei moduli di iscrizione dei bambini del primo anno ma non in quelli di riconferma per secondo e terzo anno. L’Amministrazione comunale ha mancato totalmente di trasparenza nei confronti dei genitori. Inoltre, le linee guida regionali sulla scuola dell’infanzia parlano esplicitamente di presenza di due insegnanti e, nelle cooperative, non esiste la figura dell’insegnante come categoria giuridica. Nonostante l’incontro con l’Assessore Giachi, non c’è stato alcun tentativo di venire incontro alle nostre ragioni e di avviare un vero dialogo”.

Nel corso della serata si sono alternati brevi interventi di genitori, insegnanti, educatori delle cooperative, esperti del mondo dell’infanzia e rappresentanti dei sindacati, che si sono confrontati e hanno condiviso i diversi approcci nella critica alla decisione di Palazzo Vecchio.

Come è stato illustrato, la mobilitazione proseguirà su più fronti, informazione e mobilitazione in primo luogo, anche attraverso una lettera aperta ai candidati alle elezioni regionali dei diversi schieramenti.

Il Comitato ha poi presentato i prossimi appuntamenti in calendario:

Per saperne di più e offrire il proprio aiuto alla protesta è possibile visitare il sito www.linfanzianonsiappalta.it e la pagina FB L’infanzia non si appalta

Fonte: Ufficio Stampa

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