"Ad un’attenta analisi delle candidature del mio Partito, il PD, alle prossime elezioni nel collegio empolese-valdelsa, non mi sfugge l’acume politico delle scelte.
Infatti i nomi in campo sono in grado di coprire tutte le sensibilità politiche del Partito, e non solo.
La candidatura della giovane e bravissima Denise Latini, espressione della Sinistra progressista democratica, potrà trovare l’appoggio e la preferenza di tutti coloro che non si riconoscono nelle politiche del lavoro e sociali del governo Renzi e che vogliono rimanere nel P.D., dando però un messaggio chiaro al Presidente del Consiglio: devi cambiare. Voteranno Denise anche molti che vogliono un vero riformismo, magari apprezzano in parte l’azione di governo, ma chiedono cambiamenti su alcuni fronti.
Le candidature di Serena Buti e Luca Belcari sono invece quelle di due giovani, bravi, “renziani” DOC; persone fortemente convinte del riformismo renziano al governo, avranno il voto di coloro che vogliono mandare a Firenze al Consiglio Regionale dei veri renziani a controllare Rossi. Le referenze sono ottime e non ho difficoltà a credere, ad esempio, che il “renziano di ferro” Dario Parrini, vero e coerente riformista, voterà sicuramente Belcari e Buti (sono ammesse due preferenze se uomo e donna).
Infine, abbiamo la candidatura del segretario di Federazione Enrico Sostegni, prima bersaniano di ferro, convintamente antirenziano, bastava parlarci fino al 2012 per rendersene conto, e non parlo di conversazioni soltanto sui due nomi in questione, ma anche delle sue posizioni, ad esempio, sul lavoro. Sostegni è ora il “renzianissimo” segretario; le cronache, vere o presunte, parlano di una frase di Laura Cantini: “Ci manca il segretario? Che problema c’è? Si va dal Sostegni e si fa diventare renziano”. Sostegni avrà la preferenza dell’apparato (ma non del vero riformista Dario Parrini), dei sindaci, degli assessori, dei consiglieri, degli “assistiti” dal Partito; e avrà anche i voti di chi non è né carne né pesce, di chi si sentiva prima bersaniano, ora dice di essere renziano e domani, chissà…..civatiano, speranziano, barniniano, torrigianiano e così via. Sono tanti, costoro, e avrà tanti voti.
Ecco, spero di aver contribuito a chiarire le idee ai tanti elettori del PD che il 31 maggio si troveranno a scegliere con la preferenza chi mandare a Firenze come Consigliere Regionale (i nomi sono già stampati sulla scheda).
Sullo sfondo, il voto per la Toscana e per Rossi; ma indubbiamente in questa occasione la partita è anche nazionale e come tale va trattata.
ALESSANDRO PAMPALONI (membro dell’Assemblea comunale del P.D. di Empoli, iscritto al P.D. dalla sua fondazione, ex consigliere comunale, presidente Associazione culturale SiamoEmpoli)
