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Pit, Sgherri(Prc): "Sviluppisti e picconatori, difficile per loro salire sul carro dei vincitori

Monica Sgherri

Piano paesaggistico. Nella forma una “catastrofe”,
nell’esito un buon risultato. Una catastrofe perché per la prima volta si
usa il mezzo di un “maxiemendamento” per annullare mesi di lavoro della
commissione, anche se a mio giudizio lavoro in commissione con esito
devastante. Nel merito una marcia indietro (positiva) rispetto alle
“picconature” del Pd in commissione. E’ stato necessaria la tenacia
dell’Assessore Marson, l’intervento diretto del Presidente Rossi  e non
ultimo il tour de force per 4 giorni al Ministero dei Beni Culturali (co
pianificatore insieme alla Toscana) per tornare semplicemente e
sostanzialmente alla versione di luglio.

Nella sostanza ritrovo infatti nel maxi emendamento accolto il merito degli
emendamenti più rilevanti che io avevo già presentato e che chiedevano di
ripristinare il testo adottato a  luglio.
Questo quanto avvenuto fra ieri e oggi.

Una situazione questa che ha registrato fortissime e contrapposte pressioni
di coloro che hanno manifestato sotto il Consiglio, quelle dei potentati del
marmo e quelle più ragionate ma ferme e ampiamente partecipate di quel mondo
ampio e variegato che cerca di difendere il territorio e il paesaggio e che
ci chiedeva di tornare alla versione del Piano adottata a luglio, e che ha
visto la consegna di oltre 100.000 firme sulla petizione  “Salviamo le
Apuane”, promossa da Avaaz.

Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in
Consiglio Regionale.

Con grande fatica abbiamo “incrociato” i testi: quello adottato a luglio,
quello con le proposte di modifica della Giunta a seguito delle
Osservazioni, quello “picconato” dai consiglieri PD in commissione e quanto
uscito emendato frutto della collaborazione col Ministero.

Il risultato ci porta da dire che,  se è pur vero che ormai siamo abituati a
vedere molti recitare tutte le parti in commedia pur di rimanere aggrappati
al carro del vincitore, ci appare davvero difficile che la triade
picconatrice del piano adottato a luglio (cioè i consiglieri De Robertis,
Pellegrinotti e Tortolini) possa riconoscersi nel piano dopo il passaggio
romano!

Quest’ultimo infatti è un sostanziale ritorno proprio alla versione
adottata a luglio, soprattutto per quanto riguarda i punti controversi e
“picconati” in commissione e quindi un accoglimento sostanziale di quanto
chiedevo con i miei emendamenti, presentati e ignorati in quella sede (in
particolare nella Disciplina di Piano e in quella dei Beni Paesaggistici):
cancellato il tentativo di aggirare le norme per l’escavazione sopra i 1200
metri, salvaguardati i circhi glaciali e vette e crinali integri sotto i
1200 metri e contestualmente regolata l’attività di escavazione.
 
Per quanto riguarda la riattivazione delle cave dismesse esprimo grande soddisfazione
perché è stato accolto quanto chiedevo, ossia che fosse eventualmente
riattivata solo l’area di cava autorizzata con LR36/80 e non l’intera cava
(magari secolare) e che questo limite valesse anche per il calcolo del 30%
del marmo ulteriormente scavabile (e non sull’intero scavato della cava
negli anni come era uscito dalla commissione).

Per quanto riguarda la fascia costiera, cancellato l’emendamento
“cementificatore” inserito in tutte le schede del sistema costiero (ad
eccezione di quella Parco dell’Uccellina), dove si dava il via a una
massiccia edificazione con ampliamenti, cambio di destinazione, ecc.,
cancellata la possibilità di realizzazione di nuovi interventi sugli
arenili; Un buon risultato quindi, grazie al lavoro dell’assessore Marson,
qualificato e tenace, all’impegno di contrasto e costante informazione e
denuncia che noi abbiamo fatto (che ha contribuito al fatto che la
demolizione del piano in Commissione non avvenisse nel silenzio assoluto
delle sue “segrete stanze”), ma anche della mobilitazione ampia, multiforme
e variegata di associazioni, movimenti, e partiti, un “mondo” che si
caratterizza per la scelta di assumere la salvaguardia di ambiente e
paesaggio come motore di  sviluppo sostenibile e qualificato, e non come
freno.

Il difficile inizia ora ed è consegnato alla buona applicazione del Piano,
al controllo e alla vigilanza pubblica che deve continuare, al protagonismo
delle popolazioni che non si deve sopire: ora saranno i Consigli Comunali ad
approvare i piani di bacino che normano come e quanto scavare.

Ora piani di bacino, piani di recupero e valorizzazione paesaggistica  e
progetti di recupero saranno sottoposti a valutazione paesaggistica con
parere vincolante da una commissione regionale appositamente istituita.
E’ la sconfitta del partito renziano, che al di là della facciata
rinnovatrice nasconde invece una visione sviluppista di sfruttamento del
territorio attenta solo ai grandi interessi.

Fonte: Ufficio Stampa

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