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Lega indignata: "Orti cinesi? Chiudere gli occhi ancora sarebbe criminale"

"Se l’acquisizione di un quarto dei terreni coltivabili nel Pratese da parte di aziende e contadini cinesi può avere un pregio, uno solo, è quello di essere stata scoperta abbastanza in tempo per dar modo a chi di dovere di interrompere sul nascere questa nuova forma di imprenditorialità orientale.

Prato ha pagato in modo durissimo il lassismo e la sottovalutazione dell’arrivo dei cinesi in città ormai più di 25 anni fa: chi doveva controllare chiuse gli occhi facendo diventare in breve tempo una ferita curabile un’emorragia mortale.

L’esperienza ci serva di lezione, sia nel modo di affrontare la questione per risolverla, sia nell’impedire che peggiori. Ed in questo facciamo appello anche ai nostri concittadini, ai toscani, a coloro che una volta erano contadini e ora si trovano con terreni inutilizzati: resistete alla tentazione di venderli cedendo al richiamo di soldi facili ma di dubbia provenienza; fate in modo che il vostro terreno non diventi un luogo dove piantare semi importati illegalmente e spazio per colture che niente hanno a che fare col nostro territorio; non fateci crescere piante, frutti e ortaggi coltivati con sostanze e concimi illegali; non consentite che le serre diventino case, dormitori e rifugio di lavoratori a nero, magari clandestini, sicuramente sfruttati; non rendetevi complici di un oltraggio alla nostra città e alla nostra storia che potrebbe diventare uguale se non peggiore di quello causato al settore tessile e al tessuto sociale pratese.

Perché un giorno quello che viene coltivato dai cinesi potrebbe finire nel vostro piatto o in quello di chi vi è caro e a quel punto sarà tardi per rimpiangere il terreno venduto.

Agli amministratori, alle forze dell’ordine e a chi deve vigilare e intervenire chiediamo pugno duro fin da domani: arrestare chi brucia la plastica nei terreni coltivati, arrestare chi importa illegalmente piante e sementi, arrestare chi vende frutta e verdura abusivamente al mercato o lungo le strade, distruggere tutti i raccolti illegali.

Chiudere gli occhi anche in questo caso sarebbe criminale e noi vogliamo tenerli ben aperti, per i nostri figli, per noi, per la nostra città che merita più rispetto".

 

 

Patrizia Ovattoni

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