"Il Comitato per la difesa della Costituzione empolese/valdelsa, aderisce alla manifestazione nazionale promossa a Roma il prossimo 28 marzo nella speranza che si possa avviare una nuova stagione di impegno civile e politico, capace di coinvolgere tutti coloro che stanno pagando i costi di una crisi prodotta dall’emergere di una economia globale sempre più lontana dalle esigenze della stragrande maggioranza delle popolazioni.
Le scelte politiche finora operate di fronte alla grave crisi economica e sociale che sta attraversando anche il nostro Paese sono andate nel senso di erodere i diritti fondamentali sanciti nella Costituzione che è ormai costantemente violata: il diritto al lavoro, mortificato nella sua forme e privo di tutele, il diritto alla salute e il diritto all’istruzione, messi in discussione dai tagli alla spesa pubblica mentre nello stesso tempo si sprecano risorse pubbliche per finanziare scuole private, o le grandi opere, inutili per i cittadini ma volute solo per l’arricchimento di affaristi corrotti, o per incrementare le spese militari.
Il Comitato per la difesa della Costituzione ricorda che nella Carta Costituzionale i diritti sociali sono sanciti nella prima parte e rappresentano i valori fondamentali ai quali la politica deve guardare per il suo agire e tendere alla loro attuazione.
Ogni altra azione, tra cui quella di mutamento dell’impianto costituzionale nella direzione di una forte accentuazione dei poteri dell’esecutivo e ridimensionamento degli spazi della rappresentanza dei cittadini, è un pericolo che mette a rischio proprio i diritti sociali e civili che sono invece l’unico baluardo a tutela delle persone contro il prevaricare di interessi economici di una minoranza di oligarchi.
Cambiare si può, cambiare si deve, ma per allargare la democrazia, per renderla più matura ed efficiente, non per limitarla od affossarla, sulla scia delle sirene di una modernità, evocata spesso solo per consolidare il potere dei più forti.
Ci auguriamo quindi che su questi temi, strettamente connessi a quelli del lavoro e dei diritti, si possa formare una nuova corrente di opinione che sappia fronteggiare il discorso unico della superiorità del mercato e della sfrenata competizione, anche guardando ad una Europa dei popoli, solidale ed aperta al cambiamento, contro nuove egemonie e spiriti nazionalisti".
Sandra Sani, Presidente del Comitato per la difesa della Costituzione Empoli
