"Nulla di nuovo sotto il sole: pur agendo in maniera giusta e necessaria contro l'abusivismo in ambito lavorativo e abitativo, il Comune di Castelfiorentino non perde occasione di sottolineare la sua marcata deriva (o arrivo?) a destra nel suo ultimo comunicato.
“È guerra all'abusivismo cinese” si legge fin da principio. "Abusivismo cinese" qualifica l'abusivismo (che ovviamente va combattuto) e lo qualifica, appunto, con la nazionalità cinese.
Una istituzione pubblica deve combattere l'abusivismo di tutti i tipi, indipendentemente dalla nazionalità di chi commette il reato. Non solo: deve anche individuare e denunciare le cause e gli interessi che determinano l'abusivismo. Deve differenziare chi ne trae vantaggi personali da chi ne è vittima perché costretto a subirlo per uno stato di necessità.
Ci dissociamo dunque da queste parole apparse nel comunicato ufficiale del Comune, le quali cercano di cavalcare l'ondata xenofoba e l'interclassismo più becero che stanno caratterizzando l'Italia dei Berlusconi e dei Renzi.
Nello specifico caso di laboratori irregolari e di riduzione in schiavitù di lavoratori privi di qualsiasi diritto, consideriamo indegno di un'amministrazione pubblica accomunare sfruttatori e sfruttati per il solo fatto di condividere la stessa nazionalità. Soprattutto, sarebbe criminale astenersi da individuare per chi lavorano questi laboratori abusivi, cioè non interessarsi chi è che acquista i loro prodotti.
Si deve assolutamente indagare su chi affitta gli immobili, e in primis su chi ordina la produzione della manifattura considerata.
Cosa sta facendo l'amministrazione Falorni in questo senso?
In che modo è supportata o supporta le forze dell'ordine in questo tipo di indagini? (sempre ammesso che vengano svolte).
Alcuni imprenditori non rispettano i diritti dei lavoratori (quei pochi diritti lasciatici dal Jobs Act di Renzi e dalle precedenti leggi di Berlusconi e Lega); altri imprenditori acquistano le merci a prezzi ribassati perché frutto di uno sfruttamento selvaggio: tutti questi sono i beneficiari delle irregolarità riscontrate (e visibili ogni giorno!), mentre le donne e gli uomini costretti a lavorare in condizioni disumane ne sono le vittime, allo stesso modo di tutti gli altri lavoratori che lavorano regolarmente e che subiranno la concorrenza sleale di chi ha meno tutele ed interessi di loro.
L'interesse di tutti i lavoratori, regolari e non, è lottare per avere tutti gli stessi diritti: nel caso specifico lavoratori cinesi e delle altre nazionalità hanno interesse a lottare uniti contro l'abusivismo che oggettivamente determina l'occupazione dei soli lavoratori costretti e quindi disposti a subire condizioni di schiavitù.
In questa direzione chiediamo quindi che l'Amministrazione Comunale e l'Unione dei Comuni sviluppino degli incentivi sociali (residenza e/o diritto all'assistenza sociale, per esempio) per i lavoratori che denunciano lo sfruttamento. Solo così si potrà combattere l'abusivismo senza ledere gli stessi sfruttati!
Facciamo notare, per chi soffre di vuoti di memoria, che già nel maggio 2008 l'allora assessore Claudia Firenze (oggi segretario locale del PD) ammetteva che la paura per gli “stranieri” a Castelfiorentino non era collegabile a nessun dato reale, cosa sottolineata più volte dalle forze dell'ordine; a differenza di quest'ultime, Firenze e tutto il PD hanno continuato in questi anni a difendere l'utilizzo di “misure palliative” (telecamere e altri interventi senza risultato certo) invece di investire maggiormente contro la crisi e contro l'esasperazione sociale.
Un chiaro segno di un cambio di direzione da parte dell'amministrazione Falorni sarebbe un intervento più sostanziale e forte nelle crisi aziendali: per esempio sposando la nostra proposta di riconversione della ex Shelbox in un centro di Recupero-Riuso-Riciclo, e instaurando un tavolo sociale contro i licenziamenti alla Confezione Pucci.
Soprattutto riguardo quest'ultima vertenza è necessario vedere azioni reali di difesa del lavoro regolare, e non soltanto azioni pubblicizzate da atti xenofobi.
Siamo legalitari, e dunque antirazzisti".
Castello A Sinistra
