Dal 2018, quando dovrebbero entrare in funzione anche le linee 2 e 3, saranno trentotto milioni le persone trasportate dalla tramvia ogni anno a Firenze.
Un dato importante, che fa capire come la realizzazione di un sistema di mobilità su ferro è destinato a cambiare la dinamica del trasporto urbano a Firenze e quindi le esigenze collegate, intese come strade e parcheggi. L'obiettivo a regime è dunque ridurre in modo determinante il flusso veicolare privato e ridisegnare la città in base alle nuove necessità.
Della mobilità fiorentina e di un possibile equilibrio tra auto e tramvia si parla in un incontro organizzato dal'IdV Toscana e tuttora in corso a cui partecipano l'assessore alla Mobilità del Comune di Firenze Stefano Giorgetti, il presidente Aci Firenze Massimo Ruffilli, il segretario regionale IdV Giovanni Fittante e il responsabile Infrastrutture IdV Toscana Giuseppe Santarelli.
Al di là dei disagi connessi ai lavori, la tramvia resta un'occasione preziosa per ammodernare il sistema della viabilità metropolitana, considerando che le linee su rotaia avranno propaggini che raggiungeranno anche Sesto, Campi e Bagno a Ripoli.
Fondamentale resta secondo IdV calare la nuova infrastruttura in maniera oculata in un contesto preesistente, apportando miglioramenti e favorendo riqualificazioni urbane, come è accaduto lungo la tratta che congiunge Scandicci con la stazione di S.M. Novella, favorire l'accesso al tram con un sistema di parcheggi scambiatori funzionali e garantire spazio adeguato alle auto per evitare che vengano penalizzati coloro che hanno bisogno di far ricorso al mezzo di trasporto privato.
Fonte: Idv Toscana - Ufficio Stampa
