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L'archivio dell'antico ospedale arriva alla casa della cultura

Il legato testamentario del Cavalier Benedetto Naldini del Riccio è datato 1879. È con quell’atto che una decina d’anni dopo, nel 1888 per la precisione, nacque nel territorio di Tavarnelle una struttura per assistere i poveri infermi, “gli affetti da malattie suscettibili di cura attiva”: l’ospedale Naldini Torrigiani, andato in pensione nel 1984 quando fu trasformato in una residenza protetta per anziani e dal 2009 residenza sanitaria assistita convenzionata col Servizio sanitario nazionale.

Chiamato ospedale di Tavarnelle benché all’epoca della sua fondazione quel Comune della val di Pesa propriamente non esistesse, faceva capo invece alla Lega del Comune di Barberino Val d’Elsa, fin quando, il 1 maggio 1893, con Regio decreto ne fu sancita l’autonomia amministrativa.

Il doppio nome, Naldini Torrigiani, fu assegnato all’ospedale nel 1944 benché – come si legge in una nota storica del dottor Roberto Baglioni, l'archivista a cui l’Azienda sanitaria di Firenze ha affidato con una borsa di studio il compito di compilare l’inventario dell’archivio di quell’ente – fin dalla sua nascita «l’ospedale contò anche sulle elargizioni del Marchese Carlo Torrigiani per l’acquisto delle attrezzature sanitarie e su una succesiva donazione a lui intestata».

Ma alle beneficenze e alle magnanimità si assommarono ben presto anche le elargizioni del Comune e i contributi volontari tanto della locale Cooperativa di produzione e consumo quanto della Misericordia: insomma, avrebbe detto Guareschi, di Peppone e don Camillo.

Le cartelle cliniche, i fogli di ricovero, gli atti con cui venivano accettate donazioni, i certosini incolonnamenti della gestione amministrativa, contabile e patrimoniale, in possesso della Asl 10 che lo aveva ereditato dalla Usl 10 H del Chianti fiorentino, conservati prima e recentemente riordinati e catalogati, costituiscono un vero e proprio archivio storico che, ad eccezione delle cartelle cliniche di ricovero, è stato trasferito, depositato e reso consultabile pubblicamente nei locali della Casa della cultura “A. Merini” di Barberino Val d’Elsa, d’intesa con la Soprintendenza Archivistica per la Toscana e con l’Unione Comunale del Chianti Fiorentino: la firma della convenzione è stata apposta venerdì scorso. Tutti I documenti custoditi restano tuttavia di proprietà dell’Azienda sanitaria di Firenze.

Dotato di sala operatoria, di ambulatorio e gabinetto radiologico, dagli iniziali 16 posti letto l’ospedale raggiunse alla fine degli anni Sessanta, i 61. Nella struttura venne installata una divisione di medicina generale in convenzione con l’ospedale San Giovanni di Dio con vari servizi diagnostici fruibili anche dall’esterno e, nel corso del 1976, soccorse ben 1.268 ricoverati.

La memoria storica della sanità fiorentina, dunque, si arricchisce di questo nuovo patrimonio a disposizione di chiunque intenda studiarlo.

Fonte: Ufficio Stampa

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