Noi difendiamo la libertà di espressione ma esprimiamo il nostro dissenso a questo eccesso di attenzione del Comune di Empoli a temi che riguardano poche persone in questo momento non facile per il nostro Paese. Alla luce della crisi, dei reali problemi cittadini, dei fatti anche dolorosi di questo giorno, riteniamo che patrocinare un evento del genere non sia cultura. Questa è piuttosto una lotta ideologica che rappresenta un piccolo gruppo che vuole agire contro il corso naturale dello sviluppo di una società.
Qui non si parla di impedire a due persone dello stesso sesso di vivere insieme il loro sogno d'amore, bensì si tratta di difendere la famiglia, quella naturale, quella che permette di crescere numericamente e culturalmente. E soprattutto si parla di difendere i diritti dei bambini ad avere un padre e una madre. Diritto universalmente riconosciuto.
Empoli è davanti a grandi cambiamenti e a tante emergenze urgenti come la evidente problematiche legate alla sicurezza e alla salute pubblica. Una delle cause è il grande mutamento della nostra società in termini culturali che deve essere gestito con nuovi mezzi e nuove risorse. Ma il Comune cosa fa davanti a questo? Con le scuole di Empoli che necessitano di interventi strutturali importanti e con le famiglie che non arrivano a fine mese, il Comune promuove un incontro contro la famiglia, contro lo sviluppo, contro la società? C’è il subdolo tentativo di istillare nelle nostre menti che questa sia "la storia d’amore che promuove i diritti civili", ma questa non lo è decisamente. E i recenti dati Eurispes con oltre il 60% degli italiani contrari ai matrimoni gay lo confermano.
Fonte: La Manif Pour Tous Empoli
