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Licenziamenti alla Cisl, i Cobas: "Loro soddisfatti di un licenziamento, logica da Jobs Act"

foto d'archivio

"Abbiamo letto (sul “Tirreno” dell’8/2/15) la presa di posizione, gonfia di insana soddisfazione, del segretario della Cisl sulla sentenza della Corte di Appello, che ha di fatto disinvoltamente decretato la licenza di quel sindacato di far licenziare due dipendenti della Nuova Pisana Servizi (NPS), da cui, trattandosi di società ampiamente partecipata dalla stessa Cisl, essa attingeva lavoratori in affitto da adibire ad attività tipicamente sindacali, come quelle che si svolgono nell’Ufficio Vertenze.

Ci scusiamo per il ritardo con cui interveniamo sulla vicenda, ma eravamo (e siamo tuttora) impegnati nell’informazione e nella mobilitazione contro la libertà di licenziare, che il Jobs act del governo garantisce alle imprese e che vede la Cisl affiancata alla Confindustria e dintorni nel salutare quel provvedimento di legge come ciò che ci voleva per domare la volontà dei lavoratori di farsi rispettare nei diritti e nella dignità.

Ma, anche se in ritardo, non possiamo non dire la nostra di fronte alla iniqua sentenza di appello (la quale ha riformato in peggio quella del Tribunale di Pisa, che disponeva il reintegro “presso la Cisl quale effettivo datore di lavoro” dei due ex-dipendenti NPS, con le indennità previste dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, e ha di fatto spalancato la porta al loro licenziamento, “compensandolo” con un’indennità pari alla vergognosa miseria di quattro mensilità e mezza di retribuzione) e di fronte alla spavalderia vendicativa dell’intervento cislino.

Siamo arrivati al punto che, nonostante il licenziamento sia stato dichiarato illegittimo sia in primo che in secondo grado di giudizio, la Cisl (un’organizzazione, cioè, che si definisce “sindacato”) si dichiara impudentemente soddisfatta per l'esito della causa e non si sente nemmeno lontanamente in difetto per avere, tramite la SUA società, la NPS appunto, optato per il risarcimento del danno, anziché procedere al reintegro dei dipendenti licenziati, come (con l’alternativa, naturalmente adottata dalla NPS, dell’indennità delle quattro mensilità e mezza di retribuzione) disposto in Appello.

E non dice il segretario della Cisl che di quel licenziamento, eseguito dalla NPS, il suo sindacato è stato il vero artefice e mandante, e che alla sua base non si trovavano, certo, ragioni relative alle modalità con cui i dipendenti colpiti dal licenziamento svolgevano il loro lavoro.

D’altronde, quel licenziamento è perfettamente in linea con la “filosofia” del Jobs act, che la Cisl si è ben guardata dal contrastare, come si guardò bene dal contrastare, nel 2002, l’analogo progetto del governo Berlusconi, naufragato grazie alla mobilitazione dei milioni di lavoratori che vi si opposero.

Dire, però, queste verità è “fare una campagna denigratoria nei confronti dell’Unione territoriale di Pisa della Cisl”, come afferma a mezzo stampa il segretario cislino.

“Che fegato!”, viene da esclamare."

Confederazione Cobas Pisa

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