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'Popolari e Riformisti' invita il consiglio di istituto di Casalguidi a ripensarci sulla benedizione pasquale a scuola

Niente benedizione, in vista della Pasqua, nelle scuole comunali di Casalguidi (Serravalle Pistoiese). Il parroco, don Renzo Aiardi, ha dato la notizia oggi in chiesa, al termine della messa pomeridiana, non nascondendo una certa amarezza.

"Per il terzo anno consecutivo - ha detto - il consiglio d'istituto, di cui fanno parte la preside, una rappresentanza del personale insegnante e Ata e dei genitori, ha deciso di evitare il rito cattolico, come forma di rispetto verso gli alunni che praticano altre religioni".

"Per il terzo anno consecutivo è stato impedito al Parroco di Casalguidi di benedire le aule delle locali scuole.

Il motivo sarebbe il rispetto verso chi ha un altro credo religioso.

Giusto rispettare la sensibilità di ciascuno, ma chi rispetta quella di noi cristiani?

Oppure la presenza di qualche alunno di religione diversa è solo un comodo paravento di qualche laicista?

Se la scelta fosse dovuta alla ormai crescente presenza multietnica e multireligiosa delle nostre scuole, ritengo che tutti abbiano gli stessi diritti: come per mussulmani viene studiato un menù rispettoso delle regole imposte dal Corano, altrettanto  chiedo che vi sia la medesima attenzione verso i riti cristiani.

Il rispetto che doverosamente dobbiamo alle minoranze non significa imporre la dittatura delle minoranze stesse.

Se invece la volontà scaturita dal Consiglio di Istituto si ispira alla laicità, vorrei sommessamente ricordare che la laicità, come ricorda la Corte costituzionale, è un valore in positivo che non richiede di forzare la vita pubblica in una grigia neutralità. 

Laicità vuol dire creare uno spazio in cui tutte le fedi, e anche tutti coloro che non ne hanno una, abbiano eguali diritti e uguale rispetto.

Le esagerazioni laiciste sono nemiche della laicità che è basata sul massimo rispetto dei diversi sentimenti religiosi.

Pertanto, caro Consiglio di Istituto di Casalguidi, con rispetto, mi permetto di dirti "ripensaci":  difendere una cerimonia religiosa del nostro Paese vuol dire difendere la matrice culturale cristiana e, quindi, la nostra identità nazionale".

Federico Gorbi, Consigliere Comunale Serravalle P.se 'Serravalle Popolari e Riformisti'

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