Lo scorso 5 marzo a Roma, all’Iss-Istituto superiore di sanità, si è tenuto il convegno dal titolo: “Sorveglianza della mortalità materna in Italia: validazione del progetto pilota e prospettive future”.
L’evento ha coinciso con il compimento del periodo di sorveglianza di due anni (gennaio 2013 - gennaio 2015) previsto dal progetto del Ministero della salute sul “Monitoraggio della mortalità materna” (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_629_allegato.pdf).
Si tratta di un progetto pilota nato per definire e sperimentare un modello di sorveglianza attiva della mortalità materna al fine di validarne l’efficacia nel produrre rilevazioni affidabili, monitorando e raccogliendo le informazioni utili a prevenire i decessi materni evitabili, avendo riscontrato una sottostima del 63 %. Nei primi due anni sono state coinvolte solo sei Regioni (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia) in cui avvengono il 49 % del totale delle nascite nel Paese.
La Regione Toscana aveva identificato nel dottor Vincenzo Nardini, direttore dell’Unità operativa di Anatomia patologica 2 dell’Aoup, il referente regionale per l’anatomia patologica. A seguito dei brillanti ed incoraggianti risultati raggiunti in questi due anni, così come è emerso dal convegno, il Ministero ha deciso di includere nel progetto anche le Regioni Lombardia e Veneto, raggiungendo, in tal modo, una “copertura” di circa il 75 % delle nascite in Italia.
Nel corso di questi primi due anni, gli anatomo-patologi hanno elaborato il protocollo da eseguire nei casi di “riscontro diagnostico” in casi di mortalità materna (diretta o indiretta) che è stato approvato dalla Siapec-Società italiana di anatomia patologica e citopatologia, che lo ha pubblicato sul suo sito ufficiale. Chiunque volesse prenderne visione può collegarsi al seguente link: http://www.siapec.it/content/file/3626/AUTOPSIA%20morte%20materna_versione%20finale%20inviata%20per%20pub%20on-line_con%20logo%20SIAPEC.pdf
Fonte: Ufficio Stampa Aoup
