Neuropsichiatri dell'Infanzia e dell'Adolescenza toscani hanno inviato agli Organi della Giunta Regionale Toscana un documento di ferma critica in seguito alla delibera della GRT n.117 del 16.02.2015, che prevede l'inserimento della Neuropsichiatria Infantile all'interno della struttura delle c.d. Case della Salute.
La lettura della delibera rivela un'idea della Neuropsichiatria Infantile come disciplina medica che può anche essere svincolata dalle attività di riabilitazione cognitiva, motoria e linguistica dei disturbi e delle disabilità dello sviluppo infantile, nonché isolata dall'integrazione con il complesso di attività legate alla salute mentale.
Di fatto, con questa impostazione il ruolo della Neuropsichiatria Infantile appare del tutto snaturato rispetto alle competenze che le sono proprie, vale a dire la promozione e la tutela dello sviluppo neuropsichico del bambino.
In realtà il gruppo multiprofessionale, alla base dell'intervento in Neuropsichiatria Infantile, è costituito dall’aggregazione di diverse figure professionali, in una coesiva e unitaria organizzazione del lavoro: queste figure sono il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, l’operatore della riabilitazione, l’educatore professionale, l’assistente sociale, l'infermiere.
Dalla diagnosi e cura dell’epilessia alle neuroimmagini, dalle forme genetiche rare alla diagnostica dei disturbi di personalità, dalle psicoterapie mirate su specifiche psicopatologie alla diagnosi e alla riabilitazione dei disturbi del linguaggio e degli apprendimenti, della disabilità intellettiva e dei disturbi dello spettro autistico, l’intervento del neuropsichiatra infantile rappresenta solo il primo passo di un percorso che, partendo da una base di evidenze scientifiche, viene poi necessariamente modulato ed articolato in un progetto diagnostico e terapeutico multiprofessionale e individualizzato per ogni singolo paziente.
La recente delibera si pone nei confronti della Neuropsichiatria Infantile come un salto all’indietro di almeno 50 anni, con il rischio concreto di riportare la disciplina ad una condizione di assoluta inefficacia, relegandola a un livello privatistico di interventi singoli e frammentati che nulla possono modificare, in particolare nei casi più complessi. In assenza di un'organizzazione dei servizi della Neuropsichiatria Infantile che mantenga un carattere multiprofessionale e di rete, l'accorpamento delle ASL toscane che nei prossimi mesi diverrà operativo non farà che aumentare la frammentazione e la disomogeneità degli interventi.
I Neuropsichiatri toscani non sono disposti ad accettare passivamente questa involuzione e hanno prodotto un documento critico, chiedendo un confronto con la Regione. Le Unità Funzionali di Salute mentale Infanzia e Adolescenza, legate alla rete specialistica delle Aziende Ospedaliere e degli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), con tutta la loro storia pluridecennale e la realtà operativa che le contraddistingue rappresentano un patrimonio della sanità toscana da salvaguardare e proteggere con orgoglio.
L’inserimento della Neuropsichiatria Infantile in un poliambulatorio generico come singola disciplina specialistica provocherebbe un danno concreto, ingiustificabile e dalle inimmaginabili conseguenze alla salute dei bambini e dei giovani toscani.
Fonte: Az. USL 11 Empoli - Presidio 'La Badia'
