gonews.it

Il presidente del consiglio regionale: "La Corte dei conti chiede il deposito dei conti giudiziali, mai evocata finora"

Come ampiamente ripreso dagli organi di stampa, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente della sezione giurisdizionale per la regione Toscana della Corte dei conti ha lamentato “a titolo esemplificativo del mancato rispetto dell’obbligo di deposito dei conti giudiziali” che il Consiglio regionale non abbia provveduto allo spontaneo deposito alla Corte dei conti del conto del proprio Tesoriere.

Preso atto di questa posizione, con la quale evidentemente la Corte dei conti intende innovare una prassi finora pacifica – per il Consiglio regionale quanto per la stessa Corte - in essere da quarantacinque anni, cioè dalla data di creazione delle Regioni, il presidente del Consiglio regionale, Alberto Monaci, ha provveduto a chiedere un appuntamento con il presidente Del Castillo, al fine di provvedere personalmente alla consegna di quanto viene ora richiesto.

Si rileva comunque che il conto giudiziale del Tesoriere del Consiglio è regolarmente richiesto e verificato dagli uffici consiliari (quest’anno è stato richiesto in data 12 febbraio 2015) e che la verifica di cassa con il Tesoriere è sempre allegata al rendiconto annuale, con l’attestazione della perfetta coincidenza tra le scritture contabili dell’ente e le operazioni contabili del Tesoriere. Tutti i riscontri hanno sempre avuto esito positivo.

La convinzione che non si dovessero produrre invii di altro tipo alla Corte dei conti è stata del resto suffragata sia dal fatto che il bilancio del Consiglio è solo una parte del complessivo bilancio della Regione, sia dal fatto che in nessuna delle varie occasioni di confronto e coordinamento procedurale tra la Corte dei conti e gli uffici regionali intervenute negli ultimi anni, specialmente dopo le innovazioni della materia contabile sopravvenute nel 2012, sia mai stata evocata una simile questione.

Non c’è stata quindi alcuna volontà omissiva ma semplicemente una incontestata lettura – dal 1970 ad oggi – della normativa (R.D. 23 maggio 1924 n. 827) tesa a considerare il deposito del conto solo a seguito di formale richiesta.

Quanto all’altro aspetto richiamato dalla relazione del dott. Del Castillo, relativo all’equiparazione dei presidenti dei gruppi consiliari ad agenti contabili dell’amministrazione, si tratta, come è noto, di questione assai controversa, che ha dato luogo a pronunciamenti diversificati all’interno della stessa magistratura contabile e sulla quale è attualmente aperto un contenzioso in sede di Corte di Cassazione e di Corte costituzionale volto ad ottenere un chiarimento definitivo.

Come sempre di fronte ad un contenzioso giudiziario aperto, il Consiglio regionale ne attende tranquillamente l’esito, al quale uniformerà i propri comportamenti, astenendosi doverosamente, nel frattempo, da ogni ulteriore commento.

 

Consiglio Regionale, il Presidente

Exit mobile version