"Ormai è in atto una sorta di conto alla rovescia , e c'è che guarda con enfasi al 31 marzo prossimo come data di chiusura dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, nel quadro del processo di dismissione di tali strutture.
Per la scarsa chiarezza con cui è stato portato avanti il processo, che abbiamo sempre ritenuto viziato da forme di "ideologia giudiziaria", per le incerte prospettive che si sono ad oggi delineate( non è dato di sapere dove verranno ubicate le REMS destinate ad accogliere i degenti, ed è ancor più incerto il destino di quei soggetti che sono portatori di gravi pericolosità sociali necessitanti di sorveglianza), non possiamo, quali esponenti del gruppo consiliare INSIEME PER MONTELUPO , associarci a quei cori che vedono un sicuro progresso per Montelupo nella chiusura della struttura, così come abbiamo sempre dissentito dalle posizioni strumentali di chi, utilizzando impropriamente il ruolo istituzionale affidatogli, ha inteso fare il demagogo , dimenticando l'abnegazione degli operatori.
Da quando ha iniziato a profilarsi " ex lege " con il DPCM del 1 aprile 2008 il superamento degli OPG , sulla struttura di Montelupo si sono fatti cospicui investimenti non di ordinaria amministrazione, e voremmo ci fosse spiegato in quale ottica rientravano.
Sembra quasi che l'unica preoccupazione, quasi costituisse una sorta di traguardo, sia quella di liberare la struttura da presidio ospedaliero e non destinarla a struttura carceraria a basso livello di criminalità, ma ci sono ragioni per le quali noi non possiamo esultare in presenza di tanta incertezza istituzionalmente ipocrita.
Non ci pare che ad oggi ci si sia preoccupati chiaramente del destino degli operatori della struttura, e non ci sembra che ci siano certezze circa il futuro prossimo della Villa Medicea.
In un quadro di questo tipo noi non siamo tra quelli che faranno eventuali feste in occasione dello sgombero, e se qualcuno ci dicesse che questa nostra impostazione è condizionata dall'essere figlio di un agente di polizia penitenziaria che si è speso nella struttura fino alla morte, risponderemmo con orgoglio che la nostra presenza sugli scranni del Consiglio comunale , insieme a quella di tanti altri colleghi nel tempo succedutisi , è la dimostrazione di come l'O.P.G. abbia prodotto integrazione di nuclei familiari sul territorio e non certamente danni d'immagine".
Daniele Bagnai, Gruppo consiliare INSIEME PER MONTELUPO
