Sale la tassa di soggiorno a Firenze: il tributo, attivato nel 2011 dall'allora sindaco Matteo Renzi, passa da un euro a persona per ogni stella dell'albergo nel quale si è ospiti a 1,50 euro per gli hotel a 1 stella, 2,50 per quelli a 2 stelle, 3,50 per 3 stelle, 4,50 per 4, mentre l'imposta resta immutata per le strutture a 5 stelle, dove era già fissata a 5 euro, cifra massima consentita dalla legge. Ad approvare la delibera contenente la misura dell'aumento, varato nelle scorse settimane dalla giunta presieduta da Dario Nardella, è stato oggi il Consiglio comunale, con 22 voti favorevoli (Pd) e 8 contrari (Sel,Forza Italia,Fratelli d'Italia, Movimento 5 Stelle, la consigliera civica Cristina Scaletti).
La consigliera Scaletti (La Firenze viva) è intervenuta oggi in consiglio comunale sulla delibera di aumento della tassa di soggiorno; questo il suo intervento
“Il consiglio comunale discute della tassa di soggiorno con l'assessore al bilancio. Dov’è l'assessore al turismo? Questo è il valore che si dà al turismo nella nostra città. L'aumento della tassa di soggiorno è l'ammissione da parte di un comune che si attende il turista per poterlo spennare e giustificarne l'aumento come una necessità di fronte ai minori trasferimenti dello stato ne è un'implicita quanto disarmante ammissione. Perché non lottare contro il vero problema che è l'abusivismo e l'evasione invece di penalizzare ulteriormente chi lavora in chiaro e produce occupazione, gli albergatori. E’ l'ammissione che il governo e a cascata i comuni che impongono la tassa di soggiorno non hanno una politica per il turismo, né programmatica né economica. Il comune si è posto il problema che con la legge regionale sulla riattribuzione delle deleghe delle province avrà il turismo. Come pensa di valorizzarlo? Sfruttandolo? E’ la conferma che non si capisce come un aspetto fondamentale delle dinamiche turistiche sia la competitività visto che la tassa a Firenze sarà decisamente più cara di città come Parigi. E’ la miopia di non capire che così si favorirà il turismo mordi e fuggi a discapito dei pernottamenti che verranno tassati . L'assessore Perra dice che visti i tagli del governo l'aumento della tassa di soggiorno è funzionale anche per garantire la cultura. Ricordo che la promozione dello sviluppo della cultura è sancita dalla Costituzione e la sua salvaguardia è un dovere dello Stato, non dei turisti”.
Stella (FI): “Questa è l’amministrazione delle tasse, ennesimo balzello”
Questo l’intervento del capogruppo di Forza Italia Marco Stella
“Questa è l’amministrazione delle tasse, in meno di un anno è stato aumentato tutto quello che si poteva aumentare e sono certo che non finirà certamente qui. Quali saranno i prossimi balzelli, cosa aumenterà?
Fino ad oggi è aumentata l’Imu con il passaggio alla Tasi, è aumentata di 0,50 centesimi l’imposta di soggiorno, e più volte si è detto di una possibile aumento della cosap. Cosa dobbiamo aspettarci?
Riteniamo assolutamente sbagliato aumentare l’imposta di soggiorno, in Consiglio comunale faremo una battaglia perché si riveda questa scelta.
È un vero errore, in un momento come questo, colpire le imprese che lavorano in maniera regolare e che danno un servizio ai turisti e alla città.
L’amministrazione comunale con questo provvedimento tratta gli albergatori come dei bancomat, questo è inaccettabile.
Dall’introduzione dell’imposta di soggiorno abbiamo sempre criticato due punti: il criterio di applicazione del Comune di Firenze che tiene conto solo delle stelle e non della localizzazione geografica dell’albergo e la destinazione dei proventi.
Invece di aumentare il costo dell’imposta di 0,50 centesimi occorrerebbe fare un ragionamento serio sull’applicazione: dopo tre anni cosa ha funzionato e cosa no?
Invece ci si ostina solo ad incassare i soldi senza fare nessun tipo di valutazione insieme alla categoria degli albergatori.
Due sono i punti cardine della tassa di soggiorno:
Il primo è che il gettito dell’imposta di soggiorno ‘è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compreso quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali’; il secondo è che ‘l’imposta di soggiorno può sostituire, in tutto o in parte, gli eventuali oneri imposti agli autobus turistici per la circolazione e sosta nell’ambito del territorio comunale’. Chiediamo che questi cardini vengano rispettati e che i proventi non vadano a finire genericamente nel bilancio del Comune come accaduto fino ad oggi.
Se il Comune di Firenze ha bisogno di soldi, perché questa è la verità, non li trovi aumentando l’imposta di soggiorno, ma tagliando consulenze ed incarichi esterni.
Dal 2010 il Comune di Firenze ha speso oltre 10 milioni di euro tra consulenze ed incarichi esterni, occorre azzerarle e destinare quelle risorse ad abbassare le imposte comunali, e così si potrebbe evitare anche l’aumento dell’imposta di soggiorno: il Comune ha oltre 4.000 dipendenti, perché affidare consulenze ed incarichi a personale esterno?
I soldi ci sono, occorre la volontà politica di trovarli ed il coraggio di tagliare i privilegi”.
Trombi e Verdi: “E’ dalle piccole cose che si vede la stoffa di un'amministrazione"
"L’aumento indiscriminato della tassa di soggiorno su tutte le tipologie di struttura ricettiva è indice di un modus operandi che abbiamo sempre criticato, perché non c’è peggior ingiustizia che trattare in modo uguale soggetti che uguali fra loro non sono". Questo il commento a caldo dei consiglieri Trombi e Verdi di Firenze Riparte a Sinistra.
“Aumentare di 50 centesimi la tassa di soggiorno per tutte le strutture ricettive, da una stella fino a quattro (ricordiamo che i cinque stelle non sono stati toccati perché erano già al massimo), ci sembra un disattendere il principio costituzionale della progressività, e di fatto una piccola ingiustizia - proseguono i consiglieri - una famiglia di tre persone che pernotta in un hotel a una stella si vedrà infatti aumentata la tassa di soggiorno più di quanto non capiti ad un facoltoso single che dorma in un quattro stelle. Per non parlare del magnate che dorme in un cinque stelle, e che non avrà aumenti di tassa di soggiorno. A norma di legge, certo, ma non ha un buon sapore".
"Infine, non approviamo l’idea di spremere i turisti per mancanze che sono tutte italiane, prima fra tutte i tagli pesantissimi imposti dal governo agli enti locali" concludono i consiglieri di Firenze Riparte a Sinistra.
Perra: "Con questi soldi continuiamo ad offrire servizi nonostante i tagli dei trasferimenti statali"
«Con questi soldi continuiamo ad offrire servizi nonostante i tagli dei trasferimenti statali».Lo ha sottolineato l’assessore al bilancio Lorenzo Perra presentando al consiglio comunale la delibera che contiene l’adeguamento della tariffa per l’imposta di soggiorno, approvata questo pomeriggio dall’assemblea di Palazzo Vecchio.
«Dall’introduzione dell’imposta di soggiorno, nel 2012, ad oggi sono intervenuti due fenomeni – ha ricordato l’assessore Perra – uno, positivo, riguarda l’incremento molte forte delle presenze turistiche. L’altro è invece negativo: il Comune avrà un taglio dei trasferimenti statali, pari a 25 milioni di euro. Che si aggiunge all’effetto dell’applicazione delle norme sull’armonizzazione dei bilanci che comporterà una spesa maggiore di altri 25 milioni di euro. In tutto, dunque, 50 milioni in meno da utilizzare per i servizi».
«Di fronte a questo scenario – ha proseguito Perra – ci siamo trovati a fare delle scelte. Tra maggiori entrate e minori spese abbiamo deciso di agire su queste ultime. Quanto alle entrate si è optato di farle gravare su coloro che non risiedono a Firenze, ma che nella nostra città vengono e la utilizzano. Concentrandoci, inoltre, in quei settori che non sono in crisi ma, invece, si trovano in una fase di espansione economica».
«L’aumento di 50 centesimi a testa per ogni notte trascorsa a Firenze nelle strutture ricettive è dunque compatibile e corente con questi obiettivi - ha spiegato l’assessore al bilancio – e serve a finanziare l’apertura dei musei e delle biblioteche, il patrimonio arboreo, parte dei trasporti pubblici del Comune. In assenza di queste risorse avremmo dovuto ridurre proprio alcuni servizi che contribuiscono a rendere Firenze una città desiderata e appetibile».
«Nessuno è contento quando si aumentano le imposte – ha concluso – ma con l’associazione albergatori abbiamo convenuto sul fatto che sarebbe stato molto peggio il taglio dei servizi. Non dimentichiamo che da una semplice analisi dei dati, viene fuori che l’offerta dei prezzo alberghieri di Firenze si è adeguato alla domanda, che per fortuna è cresciuta sensibilmente».
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa
