Si è svolto il 25 febbraio, in Regione l’incontro richiesto dalla Filcams-Cgil Toscana all’Assessorato alle Attività Produttive per illustrare la grave e complessa situazione in cui versano i circa 200 lavoratori del gruppo Mercatone Uno Holding Spa dislocati sui 5 punti vendita presenti in Toscana nei comuni di Cascina, Colle Val D’Elsa, Lucca, Altopascio e Calenzano:
All’incontro, presieduto dalla Responsabile della segreteria politica dell’Assessorato, Dottoressa Dello Sbarba, erano presenti oltre all’Organizzazione Sindacale , alcune delle Amministrazioni Comunali e di Area metropolitana dei territori coinvolti.
Anche se si tratta di una vertenza che per le dimensioni aziendali è a carattere nazionale (Mercatone è presente con 79 punti vendita e 3500 dipendenti in tutta Italia ) - dichiara Caterina Ballanti Segretaria della Filcams di Pisa con delega regionale al tavolo di crisi- abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere la Regione per le forti ripercussioni occupazionali e sociali che si avranno in Toscana non solo per i 200 lavoratori diretti, ma anche per i lavoratori dell’indotto, di cui non abbiamo una precisa quantificazione, impiegati in cooperative per effetto di terziarizzazioni delle attività logistiche e di magazzino e per coloro che hanno un contratto non subordinato con l’Azienda.
La situazione emersa dagli incontri sindacali, l’ultimo del 24 febbraio u.s. a Bologna , è fortemente critica e di incerta definizione.
Ricordiamo che Mercatone il 19 gennaio u.s. ha depositato presso il Tribunale di Bologna ricorso di concordato preventivo in bianco che oltre a bloccare le situazioni debitorie pregresse , consente all’Azienda di presentare il piano concordatario entro 60 giorni, con possibilità di ulteriore proroga.
Data la reticenza e l’indisponibilità di Mercatone ad anticipare i contenuti del piano, i lavoratori vivono in una condizione di assoluta incertezza.
Mercatone ha solo comunicato che vi potrebbero essere possibili acquirenti e che delle manifestazione d’interesse, in virtù del bando pubblicato sul Sole24 Ore con scadenza al 28 febbraio, sono già state presentate, ma ad oggi non sappiamo quanti punti vendita potrebbe essere oggetto di eventuali acquisizioni e quali invece destinati a rimanerne esclusi.
Le nostre priorità- continua Caterina Ballanti- sono la salvaguardia occupazionale e anche reddituale perché i lavoratori non potranno più usufruire degli anticipi, da parte dell’Azienda, dei trattamenti di integrazione salariale del contratto di solidarietà ed è intuibile quali possono essere le ripercussioni con un abbattimento del 50% dell’orario di lavoro.
Questo è il quadro preoccupante che abbiamo rappresentato alla Regione che ha dato la propria disponibilità a monitorare costantemente la situazione, sollecitando il MISE a rispondere alla richiesta d’incontro presentata dalle strutture sindacali nazionali, richiesta che è ad oggi senza risposta.
A sostegno delle giuste istanze dei lavoratori del Mercatone, a tutela del loro posto di lavoro anche nella prospettiva futura di cessione dei punti vendita a terzi, è stato proclamato lo stato di agitazione con lo svolgimento nella giornata di lunedì 2 marzo di 4 ore di assemblea da svolgersi contemporaneamente in tutti i punti vendita del territorio nazionale nel corso delle quali decidere i percorsi di mobilitazione.
Fonte: Filcams Cgil
