La CISL FP e la UIL FPL di Pistoia intervengono in merito alla risposta che il presidente Rossi, governatore della Regione Toscana ha dato a mezzo stampa all’ANAAO sulla discussa riforma toscana del servizio sanitario regionale. Molte sono le perplessità che incontriamo andando ad analizzare la bozza di proposta di riforma, prima fra tutte l’esiguo risparmio riportato nei documenti regionali presentati al Consiglio regionale.
In relazione al contenimento dei costi il presidente della Toscana afferma nell’articolo uscito su Quotidiano Sanità il 22 Febbraio 2015: “Dunque, si dovrà ridurre il personale del comparto ma anche i tanti, a volte troppi e ingiustificati, primariati ospedalieri a favore di un'organizzazione più snella e più efficiente. Almeno in parte sarà possibile sostituire il gran numero di infermieri, che potranno andare in pensione, con un certo numero di giovani Operatori Socio Sanitari preparati, pieni di voglia di fare, e non ancora colpiti da quel fenomeno serio, come il burn out, che in sanità fiacca molte energie che tanto hanno dato, e stanno dando, al Servizio Sanitario”.
Senza niente togliere all'importantissimo ruolo in termini professionali ed operativi degli Operatori Socio Sanitari, quindi si all'implementazione di queste professionalità, le affermazioni del Presidente, oltre ad essere pesanti e denigratorie nei confronti di una professione così importante per il SSR come quella infermieristica, denuncia un pressappochismo preoccupante. In termini di risparmio ricordiamo che il numero di infermieri su cittadini in Toscana è ampiamente sotto i livelli europei (circa 6/1000 invece di 8/1000) con una mancanza globale di circa 7500 unità in Toscana. Scendere sotto questi numeri vuol dire minare seriamente la qualità assistenziale ed un O.S.S. ben formato e preparato, non svolgerà mai le funzioni di un infermiere.
Disinvestire sulla figura infermieristica vuol dire mettere a rischio i percorsi clinici assistenziali, il controllo delle infezioni ospedaliere etc. con peggioramento degli outcome di salute e conseguente aggravio dei costi sanitari. Molti sono i percorsi da studiare ed implementare al fine di mettere in moto il volano della sanità Toscana, questo però si fa investendo in tutte le figure dell’assistenza, che con il proprio lavoro può aumentare la compliance alla terapia nelle malattie croniche, sviluppare percorsi domiciliari al fine di non intasare i pronti soccorso e gli ospedali per acuti già carenti di posti letto.
Lei con queste fattive affermazioni mette a rischio 3.750.000 cittadini della Toscana!!
Le Segreterie Sanità CISL FPS - UIL FPL
