“Gentili signori, Sindaco della Città di Bagno a Ripoli, del "22 NOIR" e della Biblioteca comunale, su invito del Partigiani dell'ANPI di Bagno a Ripoli, Vi invio, per la attenta lettura, il Documento allegato col quale si chiede la non concessione dei Vostri locali al signore Matteo Salvini “ - comincia cosi la lettera di Barboni, del 24 febbraio – “ personaggio antidemocratico, ben definito nella descrizione, lucida, leggibile nel Documento.
Conto sul Vostro impegno democratico per far vivere la libertà e la democrazia, da non offuscare. Vi ringrazio anticipatamente auguri, saluti cordiali. Gennaro Barboni, Partigiano combattente, deputato del PCI, VI^ Legislatura”.
Il novantunenne ’esponente politico, residente a Follonica dalla fine degli anni ‘ 70, della sinistra riformista e animatore dell’Anpi, nel suo scritto, si appella alla popolazione di Bagno a Ripoli: “ Una città democratica e partecipata che si è sempre distinta per i valori che si richiamano alla resistenza, valori decisamente opposti a quelli propagandati da questo personaggio”.
Definito: “ una vera “Mummia”, che mentre soffia sul fuoco dello scontro, si è posto al seguito della Le Pen, contro l’Unione Europea, la conseguente intolleranza verso i popoli più deboli, vessati dalle guerre tribali e dalle pratiche dei carnefici Jihadisti che obbligano la loro evasione lungo il mare, ridotti poveri immigrati, nudi, ormai senza “Patria” legittima”
A Salvini è infine rimproverata “l’Alleanza alle prossime elezioni regionali con i “fascisti” di Casapound” per evitare che il sindaco di Verona Tosi si candidi contro il presidente Zaia”.
Barboni conclude rinnovando la revoca dell’ospitalità, giovedì 26 febbraio, a tale personaggio “Mummificato”per evitare uno spettacolo provocatorio nei confronti della grande maggioranza di Bagno a Ripoli, che ha lottato per la libertà dell’Italia, contro l’occupante nazista ed il servo fascista, e che pertanto non si deve tornare indietro”.
Fonte: Ufficio Stampa
