Il progetto Articolo 1 e il sostegno lavorativo alle persone coinvolte nella vicenda del Forteto non sono in conflitto tra loro, sono progetti ancorati al Mugello e offrono possibilità di reinserimento sociale a chi proviene da un percorso di fragilità”. Così l’assessore regionale al welfare e all’integrazione socio-sanitaria Stefania Saccardi ha risposto all’interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia, sul fatto che “gli immigrati vengano preferiti alle vittime del Forteto per i progetti della società della salute per l’inserimento lavorativo di soggetti deboli nel Mugello”.
Il progetto Articolo 1 è stato presentato dalla società della salute del Mugello, per favorire lo sviluppo di nuovi processi di inclusione lavorativa e sociale, e si basa sul lavoro per fasce deboli e giovani.
Nell’interrogazione, il capogruppo Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli chiede all’assessore regionale “perché questo progetto che considera tra le fasce deboli gli immigrati abbia priorità rispetto al sostegno anche lavorativo alle vittime del Forteto, testimoni al processo in corso”. Donzelli ha ricordato che “alcuni di questi testimoni lavorano tutt’ora in condizioni umane e sociali delicate, all’interno della cooperativa, ricevendo pressioni”. Donzelli si è detto “parzialmente soddisfatto della risposta e speranzoso” e ha sollecitato la vicepresidente a realizzare interventi “a tutela dell’inserimento lavorativo delle vittime del Forteto”.
“Con la delibera di Giunta 1198 del dicembre 2014 – conclude Saccardi – abbiamo stanziato 165 mila euro per iniziative progettuali per la riacquisizione dell’autonomia dei minori e giovani in uscita dal Forteto”.
Il commento di FdI
"La Regione garantisca alle vittime del Forteto bandi per avere un lavoro fuori dalla struttura: solo così le persone coinvolte nei gravi abusi commessi Rodolfo Fiesoli e degli altri leader della comunità potranno essere liberi da testimoniare al processo in corso a Firenze". A chiederlo è il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione e candidato a governatore Giovanni Donzelli che, insieme ai colleghi di gruppo Paolo Marcheschi e Marina Staccioli, ha presentato un'interrogazione sul tema alla quale ha risposto in aula la vicepresidente Stefania Saccardi.
"La Regione stamani ci ha dato una notizia: la prossima settimana dovrebbero uscire i bandi sui percorsi di reinserimento delle vittime del Forteto - spiegano gli esponenti di Fratelli d'Italia - ne siamo felici perché avevamo perso le speranze che, dopo l'annuncio di uno specifico percorso di reinserimento, non ne avevamo saputo più niente. Vigileremo affinché non questi bandi abbiano applicazione immediata, perché queste persone devono essere libere di testimoniare al processo sugli abusi senza essere ricattabili dalla cooperativa il Forteto, dove alcuni di loro lavorano tutt'oggi. Saccardi deve dare subito una risposta, non fra 6, 8 mesi o un anno, perché il processo è in corso adesso. Crediamo che sia un dovere della Regione far sì che questo accada, specie dopo che le istituzioni hanno
finanziato e avuto gravissime responsabilità nei confronti di ciò che è successo al Forteto".
"Speriamo davvero che la Regione possa prevedere percorsi efficaci - concludono Donzelli, Marcheschi e Staccioli - il fatto che la Regione abbia comunque dato priorità ad altri soggetti svantaggiati dando loro sostegno attraverso la cooperativa 'Articolo 1' è una decisione che non condividiamo. Se il punto di partenza per l'aiuto delle vittime del Forteto è quello indicato da Saccardi in aula, cioè quello legato ai percorsi dei servizisociali della zona, che hanno già così clamorosamente fallito, o peggio ancora si sono dimostrati conniventi, non ci porta ad essere ottimisti".
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - ufficio stampa
