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Azienda sanitaria, dimezzati gli infortuni sul lavoro dal 2000 al 2013. Da 12mila a 6mila all'anno

La conferenza all’ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze per presentare i risultati dell’indagine svolta dai Servizi di prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro

Dimezzato il numero degli infortuni sul lavoro nel territorio dell’Azienda sanitaria di Firenze dal 2000 al 2013. In questo periodo si è passati da circa 12.000 riconosciuti dall’Inail a quasi 6.000 all’anno, un trend in linea con quello nelle altre aree della Toscana.

Il dato confortante è stato fornito dal direttore del Dipartimento della prevenzione della Asl 10 Giuseppe Petrioli nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi presso la sala conferenze dell’ospedale di Santa Maria Nuova per presentare i risultati dell’indagine svolta dai Servizi di prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle aziende di lavorazione del legno per valutare i rischi, compresi quelli cancerogeni, connessi con l’esposizione a polveri di legno. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche l’ingegner Mauro Giannelli, responsabile della ricerca, e il dottor Riccardo Sabatini responsabile ambiente e sicurezza della Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) di Firenze.

Rilevate 1.165 irregolarità

La consistente diminuzione degli infortuni sul lavoro, in buona parte connessa con l’attuale crisi occupazionale, non può non essere messa in relazione anche all’intensa attività di vigilanza e controllo nella quale sono impegnati 86 operatori – medici, ingegneri, tecnici di prevenzione, infermieri – che, nel corso del 2014, hanno sottoposto a controllo 3.255 attività produttive, di cui 1.306 cantieri (all’interno dei quali spesso sono presenti più imprese), e 81 aziende agricole.

Nell’ambito di questi controlli sono state riscontrate 1.165 irregolarità, delle quali 400 in edilizia che hanno interessato l’11,3%  delle imprese sottoposte a controllo. Sono state elevate sanzioni nel corso dello scorso anno per 1.039.249 euro e, in 31 casi, è stato necessario procedere a sequestri di macchine, impianti o locali.

Ma è proprio la valenza preventiva, più che gli aspetti repressivi della vigilanza effettuata, che hanno contribuito a migliorare sensibilmente il quadro della sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutte le situazioni di rischio riscontrate, infatti, sono oggetto di prescrizione e determinano, nella maggior parte dei casi, una rimozione della situazione di rischio riscontrata. Il timore di poter subire dei controlli è inoltre un incentivo per le imprese a rendere più sicuri i posti di lavoro. Peraltro i servizi della Asl hanno anche garantito un consistente lavoro di informazione e assistenza tanto ai lavoratori quanto ai datori di lavoro, nonché ai tecnici di fiducia delle imprese, ai medici competenti, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, alle forze sociali.

 

Attenti alle malattie professionali

Da parte degli operatori del Dipartimento della prevenzione sono state condotte anche 157 inchieste per infortuni e 56 per malattie professionali. Mediamente pervengono circa 25 segnalazioni al mese per interventi urgenti a seguito di infortuni sul lavoro e nella metà circa dei casi viene attivato l’intervento in emergenza, molto utile per una ricostruzione dei fatti quanto più aderente possibile alla realtà. I settori che hanno determinato il maggior numero di interventi in condizioni di emergenza sono le industrie manifatturiere ed il settore delle costruzioni.

Nel caso specifico del settore del legno, su cui era incentrata la ricerca presentata, gli infortuni registrati nel periodo dal 2000 al 2013 sono stati complessivamente 8.548 di cui oltre 4.000 hanno interessato le mani ed oltre 800 gli arti inferiori. Le lesioni di gran lunga più frequenti sono le ferite, seguite da contusioni e fratture.

 

 

Le verifiche sugli impianti

L’Unità funzionale di prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro nel corso del 2014 ha inoltre effettuato circa 6.000 verifiche di impianti e macchine, ha esaminato 724 progetti relativi all’avvio di nuovi insediamenti lavorativi o a sostanziali modifiche degli stessi, 1.290 piani di bonifica per strutture contenenti amianto con tanto di sopralluoghi di verifica nelle situazioni a maggior rischio. È stato inoltre controllato il 5% degli impianti sportivi presenti sul territorio della Asl 10, anche sotto il profilo della sicurezza per i lavoratori e per gli utenti.

Un ambulatorio di consulenza specialistica di medicina del lavoro è stato istituito presso l’ex Iot-Palagi nell’ambito di un progetto mirato a far emergere le malattie professionali, a facilitarne la diagnosi, a favorirne la denuncia, a sensibilizzare i medici coinvolti.

Particolare attenzione è stata rivolta all’assistenza alle microimprese che rappresentano la stragrande maggioranze delle attività produttive ed hanno maggiori difficoltà a garantire il pieno rispetto delle norme su igiene e sicurezza.

 

Occhio alle imprese cinesi

Infine è iniziato il progetto lavoro sicuro Area vasta Centro, coordinato e finanziato dalla Regione Toscana e per il quale sono stati assunti 14 operatori dedicati, finalizzato ad effettuare entro il dicembre 2016 controlli a tappeto in tutte le aziende condotte da imprenditori di etnia cinese.

Obiettivo dell’intervento, realizzato con protocolli concordati con la Procura della Repubblica, è quello di favorire l’emersione delle imprese e di eliminare le situazioni a maggior rischio per pericolo di incendio, per promiscuità tra ambienti di vita e di lavoro o per la fatiscenza degli impianti elettrici. Su questi interventi, sotto il coordinamento della Prefettura, si è registrata una ottima collaborazione con forze dell’ordine, vigili urbani, vigili del fuoco e, soprattutto, Direzione provinciale del lavoro.

Da settembre, data di inizio dell’intervento, al 31 dicembre 2014 sono stati effettuati controlli in 427 aziende per lo più di piccole o piccolissime dimensioni (277 delle quali con non più di 3 addetti e 106 con non più di 10 addetti). Di queste 369 sono pelletterie e 44 effettuano commercio all’ingrosso o al dettaglio.

In 194 aziende non si sono riscontrate irregolarità, in 64 casi si sono riscontrate situazioni ad elevato rischio. Complessivamente sono state formulate 345 prescrizioni con altrettante comunicazioni di notizie di reato.

Fonte: Ufficio stampa Az. Sanitaria Firenze

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