Riportiamo il documento che è stato licenziato dall'assemblea dell'unione comunale del PD di San Miniato nel corso della riunione del 16 febbraio.
"Si tratta di un documento condiviso da tutto il partito sanminiatese in quanto votato all'unanimità. Frutto di un importante lavoro della segreteria anche in rapporto al livello istituzionale e di governo del comune. In tema di scelta sulla collocazione del nostro comune, e più in generale del territorio del Valdarno, all'interno della nuova organizzazione del sistema delle ASL, crediamo che occorra più tempo per impostare una discussione necessariamente articolata, visto che si parla di temi che incidono concretamente sulla vita dei cittadini.
E' importante sottolineare che nel Valdarno su questo si sta discutendo, e di questa discussione in atto il governo regionale dovrà tenere conto, ma dobbiamo anche evitare fughe in avanti. Adesso si tratta solamente di impostare un percorso che dovrà poi concludersi nei tempi che la legge regionale prevederà per l'entrata a regime della riforma. Viviamo una fase di profonda trasformazione in materia di riassetto istituzionale e di riordino delle funzioni, in cui la dimensione per la gestione ottimale di tutta una serie di servizi, oltre a quello socio-sanitario, sarà quella di area vasta. La stessa legge Delrio individua il territorio del Valdarno, formato dai quattro comuni di San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli in Val d'Arno, e da loro solamente, come un ambito di distretto, ovvero il livello di governance a cui dovrebbero essere trasferite gran parte delle funzioni delle vecchie province. Per tutti questi motivi per noi è fondamentale fare un ragionamento condiviso che tenga insieme tutto il valdarno."
Questo il testo del docmento
La legge regionale sulla riorganizzazione del sistema sanitario in Toscana proporrà uno scenario completamente nuovo: verranno costituiti, accanto a tre aziende universitarie-ospedaliere, tre aziende sanitarie territoriali di area vasta corrispondenti alla Toscana centrale (sulla base dell’articolo 7 della proposta di legge regionale l’USL 11 entrerà a far parte della azienda sanitaria di questa area vasta), alla Toscana nordoccidentale e alla Toscana meridionale e, essendo lo scopo dell'operazione quello di realizzare un risparmio di circa 200 milioni di euro sul bilancio regionale, essa dovrà necessariamente comportare non solo un ridisegno territoriale, ma anche una razionalizzazione profonda dei servizi: l'eliminazione di sprechi e doppioni, la riduzione delle Unità operative e conseguentemente del numero dei primari, la concentrazione delle risorse in alcuni punti per avere una rete diversificata di situazioni di eccellenza. E' nostro obiettivo politico, e ne dipende in modo imprescindibile il mantenimento e, possibilmente, il miglioramento della qualità dei servizi globalmente erogati ai cittadini, che venga razionalizzato, qualificato e diversificato ma non diminuito l'intervento sul sistema integrato socio-sanitario e sui servizi di carattere territoriale.
La riorganizzazione del sistema sociosanitario prevede anche una crescita delle dimensioni demografiche delle aggregazioni corrispondenti alle attuali società della salute, che dovranno essere all'incirca doppie di quelle attuali, che fanno coincidere la nostra società della salute con la nascitura Unione dei Comuni del Valdarno Inferiore, e renderanno obbligatoria l'aggregazione col circondario dell'Empolese Valdelsa o con la Valdera.
Il tema della riorganizzazione del sistema sanitario toscano impone al Valdarno Inferiore, che fin qui è stato parte integrante dell'ASL 11 insieme ai Comuni dell'Empolese Valdelsa, ed è l'unica area della Toscana a trovarsi in una situazione di confine tra due aree vaste, di avviare una seria riflessione sulla dislocazione all'interno dell'ASL che coinciderà territorialmente con l'area vasta della Toscana centrale o con quella dell’area vasta delle province della costa nordoccidentale. Tale scelta non coincide assolutamente con una scelta tra le attuali ASL 11 e 5, che verranno entrambe sciolte.
La scelta dovrà essere guidata da quattro criteri di fondo:
a) la continuità della permanenza sul territorio del patrimonio che oggi afferisce all'ASL 11 e l'attuazione dei progetti di investimento che in quell'ambito erano stati definiti rappresentano una condizione preliminare imprescindibile qualunque sia la collocazione finale del nostro territorio. In particolare, per quanto riguarda il comune di San Miniato un obiettivo irrinunciabile è la conferma degli impegni già assunti per la realizzazione della “casa della salute” di Ponte a Egola, e il rapido passaggio alla fase attuativa. Sempre in quest’ottica chiediamo da parte del livello di governo della sanità regionale una presa di posizione chiara e definita circa le prospettive future della struttura ospedaliera di San Miniato;
b) in coerenza con una tradizione di concentrazione delle risorse sui servizi territoriali, che viene da lontano e che ha contribuito all'eccellenza delle performance dell'ASL 11, le scelte di razionalizzazione che daranno sostanza alla riorganizzazione della governance dovranno prevedere, in ogni caso, una specializzazione e una diversificazione, ma in nessun modo una riduzione quantitativa e qualitativa dei servizi territoriali, che operano nei campi della prevenzione, del filtro rispetto al ricovero ospedaliero ( anche con soluzioni come le case della salute), dell’assistenza domiciliare dopo la dimissione dall’ospedale, della promozione dell’autosufficienza della popolazione anziana;
c) dovranno inoltre essere mantenute le possibilità attualmente esistenti di accesso agli ospedali anche indipendentemente dall'area di riferimento, specialmente per coloro che risiedono in aree di confine o in aree particolarmente decentrate o isolate del nostro territorio ; in questo senso dovrà essere orientata anche la riorganizzazione del 118; e dovranno essere attentamente verificate le dimensioni delle infrastrutture ospedaliere esistenti, attuando regole che, indipendentemente dai confini delle ASL, garantiscano il pieno soddisfacimento delle esigenze dei cittadini e una piena e corretta utilizzazione di tutte le strutture esistenti;
d) si dovrà puntare di conseguenza su soluzioni che potenzino il peso politico del nostro territorio nelle sedi in cui si decide l'allocazione delle risorse, in una dimensione che sarà in ogni caso infinitamente più vasta di quella delle ASL attuali, in cui la nostra collocazione sarà comunque quella di una zona di confine e in cui nessuno dei nostri comuni, da solo, potrà sperare di avere un peso adeguato nelle decisioni.
PER QUESTO E' DI PRIMARIA IMPORTANZA che la scelta di integrazione in una delle aree vaste sia compiuta in maniera unitaria da tutti e 4 i Comuni della nascitura Unione e che essi operino rispetto alle scelte di programmazione dell'ASL di area vasta in cui saranno inseriti come un unico soggetto.
Riteniamo altresì che l’attuale situazione di incertezza in materia di riassetto istituzionale e di effettiva portata della riforma debbano consentire tempi più lunghi per una discussione necessariamente articolata, che ci consenta di espremere un orientamento definitivo nei tempi che la legge regionale prevederà per la zonizzazione delle future ASL.
L'Unione dei Comuni dovrà contribuire, diventando sede di programmazione politica delle scelte della Società della Salute, a valorizzare il ruolo di indirizzo dei Comuni e l'integrazione tra la dimensione sociale e quella sanitaria, e si dovrà puntare sul naturale inserimento unitario dei quattro Comuni a livello di area vasta in una dimensione che faccia il più possibile coincidere gli ambiti territoriali di gestione del settore socio-sanitario con quello di tutti gli altri servizi, che attualmente fanno riferimento alla provincia di Pisa.
IL CONFRONTO E LA DISCUSSIONE IN SEDE POLITICA E ISTITUZIONALE SI DOVRANNO SVOLGERE IN TEMPI CHE CONSENTANO DI INFLUIRE SULLA DISCUSSIONE DELLA LEGGE NELLA COMMISSIONE CONSILIARE E IN CONSIGLIO REGIONALE.
QUALORA NON SI ADDIVENISSE A UN ORIENTAMENTO COMUNE DEGLI ORGANISMI DIRIGENTI DELLE QUATTRO UNIONI COMUNALI, SI DOVRA’ CERCARE UNA RICOMPOSIZIONE UNITARIA ATTRAVERSO UNA DISCUSSIONE CHE COINVOLGA TUTTO IL PARTITO DEMOCRATICO DEL VALDARNO INFERIORE.
approvato in data 16/02/2015 con unanimi voti favorevoli
Fonte: Unione Comunale PD San Miniato
