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Estorsioni e truffe a donne titolari di bar, tre arresti

foto d'archivio

Tre persone sono state arrestate questa mattina dalla polizia, in esecuzione di custodia cautelare ai domiciliari, per i reati di truffa, estorsione e lesioni, commessi nei confronti di tre donne fiorentine, titolari di bar e tabaccherie. Destinatari delle misure, disposte dal gip di Firenze, due uomini originari di Salerno, padre e figlio, e uno di Bari, già noti alle forze dell'ordine.

Agli arresti domiciliari, su disposizione del Gip di Firenze, Davide Monti - che ha accolto la richiesta del pm Christine von Borries -, sono finiti padre e figlio di 60 e 32 anni, originari della provincia di Salerno, e un 44enne di Bari, pregiudicato, che operava sotto falsa identità. La vicenda ha avuto inizio nel dicembre 2013 quando gli indagati si sono accordati con la titolare di un negozio bar tabacchi nel quartiere dell'Isolotto per costituire una società, impegnandosi a rilevare, successivamente, le quote di maggioranza.

Al momento della stipula dell'atto la donna è stata, tuttavia, convinta a sottoscrivere un contratto d'affitto a favore di una prestanome già titolare di un'altra attività, rimasta anche questa successivamente truffata. I problemi per le titolari del bar, madre e figlia, sono cominciati immediatamente. Infatti, gli indagati non solo non pagavano il canone mensile ma, quotidianamente, prelevavano gli incassi con ripetute minacce e aggressioni nei confronti delle titolari e di un giovane dipendente dello stesso esercizio. Nel bar, al fine di controllare l'attività delle vittime, era stata imposta la costante presenza di un 'guardaspalle' della famiglia di padre e figlio coinvolti.

La gravità della situazione costringeva le donne a chiedere la risoluzione del contratto d'affitto, per la quale gli estorsori richiedevano alle malcapitate la somma di 120.000 euro, anche per evitare il fallimento. La Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile ha puntualmente ricostruito le diverse fasi della complessa vicenda consentendo alla procura di Firenze di richiedere ed ottenere l'emissione delle misure cautelari. Contestualmente, sempre nel capoluogo fiorentino sono state eseguite diverse perquisizioni presso alcuni esercizi commerciali riconducibili agli indagati.

"Paga o ti bruciamo il locale"

"Vi facciamo ammazzare tutte, non andate più sul luogo di lavoro", "vi facciamo bruciare il locale". Queste il tenore delle minacce che sarebbero state rivolte ad alcune donne titolari di bar e tabaccherie di Firenze da padre e figlio di 60 e 32 anni, arrestati oggi dalla polizia insieme a un complice, in esecuzione di custodia cautelare agli arresti domiciliari. In un caso i due avrebbero picchiato una delle donne, strattonandola nel tentativo di portale via l'incasso dell'esercizio e costringendola a ricorrere alle cure mediche.

Minacce di morte sono state rivolte anche a un dipendente di uno dei locali, da parte di Ignazio Minervini, considerato dagli investigatore il loro 'guardaspalle': "Faccio venire su la mala e almeno fanno pulizia - avrebbe detto l'uomo a uno dei camerieri -, brucia tutto, vi ammazzano tutti". Questa mattina gli agenti della squadra mobile di Firenze hanno eseguito perquisizioni in altri due bar, uno in viale Europa e uno in via dell'Oriuolo, che sarebbero gestiti di fatto da padre e figlio. Nei confronti dei due locali la questura di Firenze ha avviato anche controlli di natura amministrativa. Acquisiti anche documenti presso lo studio di un avvocato e di un notaio di Firenze che avevano curato alcune pratiche per conto loro.

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