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La Asl passa a Careggi il Centro per la riabilitazione degli ipovedenti

ono solo due i centri in Toscana che si occupano della riabilitazione di chi ha importanti problemi di vista: uno a Pisa che fa da punto di riferimento per tutta l’area vasta nord-est e per la popolazione della Asl 9 di Grosseto e l’altro a Firenze, all’ex Palagi sul viale dei Colli, che accoglie anche pazienti della provincia di Arezzo. Entrambi si fanno carico anche dell’utenza che risiede in provincia di Siena.

Dall’estate prossima il Centro riabilitazione visiva dell’Azienda sanitaria di Firenze all’ex Iot si trasferirà al Cto, dove l’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi dal novembre scorso ha inaugurato il polo di oculistica affidato al professor Stanislao Rizzo.
I direttori generali delle due Aziende, la dottoressa Monica Calamai e il dottor Paolo Morello Marchese, hanno infatti messo a punto un accordo che consentirà di mettere in stretto collegamento le due importanti strutture, quella squisitamente medica e specialistica e quella appunto riabilitativa.

Scade infatti il 30 giugno la convenzione fra l’Irifor – l’Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione costituito nel 1991 dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti per gestire le attività formative e riabilitative per chi ha problemi di vista – e l’Azienda sanitaria di Firenze per il funzionamento del Centro.

Centro che nel 2014 ha preso in carico 570 pazienti garantendo loro l’acquisizione di quelle tecniche indispensabili a facilitare l’autonomia degli ipovedenti: orientamento, mobilità, utilizzo della barra braille e di altri sistemi di lettura scrittura, addestramento all’uso di ausili tecnici, riabilitazione visiva e neuropsicosensoriale.

Quasi 600 pazienti con diversi livelli di cecità e, soprattutto, con un’incidenza sempre maggiore di persone in una fascia di età anziana: sono infatti 256, il 45% del totale, i pazienti ultrasessantacinquenni che lo scorso anno si sono rivolti al Centro di riabilitazione ora ospitato nella struttura ai piedi di piazzale Michelangelo, mentre equamente distribuite in una percentuale di poco superiore al 27% le fasce da zero a 18 e da 18 a 65 anni.

Ad assistere questi pazienti 2 medici specializzati in oftalmologia, 2 psicologi, un ortottista assistente in oftalmologia, una neuropsicomotricista e 3 operatori specializzati in riabilitazione visiva che nel 2014 hanno erogato quasi 6.400 prestazioni.
Proprio l’aumento della popolazione anziana sta alla base della decisione di spostare l’attività del Centro dal Palagi a Careggi, dove è stato istituito il nuovo super reparto oculistico del professor Rizzo che sta eseguendo numerosi interventi contro la degenerazione maculare, una patologia multifattoriale progressiva che colpisce la zona centrale della retina, per lo più legata proprio all'età e che può portare alla perdita completa ed irreversibile della visione centrale.

«L’attività oftalmica dell’Azienda sanitaria di Firenze effettuata all’ex Iot – afferma il direttore generale della Asl 10 Paolo Morello Marchese – continuerà a dare il proprio importante contributo specialmente con gli interventi alla cataratta e con la diagnosi dei disturbi alla retina causati dal diabete. Il trasferimento del Centro riabilitazione visiva, stabilito d’intesa con gli uffici dell’assessorato al diritto alla salute della Regione, ha riscosso il parere favorevole da parte dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, proprio perché ottimizza i collegamenti fra le attività mediche specialistiche e quelle riabilitativa».

«L’unione in una sola sede di diagnosi, terapia e riabilitazione per pazienti affetti da gravissimi problemi visivi – dice Monica Calamai, direttore generale dell'Azienda ospedaliera-universitaria di Careggi – è la soluzione migliore non solo dal punto di vista di ottimizzazione delle risorse ma anche e soprattutto la migliore risposta possibile a persone bisognose di assistenza sanitaria di altissima specializzazione. Se tutto questo poi avviene in un centro all'avanguardia nella ricerca sulle malattie visive potremo offrire ai nostri utenti la migliore delle terapie possibili».

La dottoressa Calamai conclude: «Ringrazio la direzione della Asl 10, l'Irifor, l'Unione ciechi e l'assessorato alla salute della Regione per aver permesso la creazione di questo nuovo centro che rientra perfettamente nello spirito di integrazione delle migliori offerte di salute della Toscana ».
«La disabilità visiva è una condizione complessa che richiede quindi risposte complesse da parte di personale con lunga esperienza nel settore specifico – dice Antonio Quatraro, responsabile fiorentino dell’Unione ciechi –. Il trasferimento a Careggi contribuirà a consolidare la sinergia fra il personale addetto alla riabilitazione visiva ed alla educazione funzionale del paziente ipo e non vedente con il settore oculistico per l'età adulta e infantile, sempre più meritevole di attenzione».

«Riabilitazione visiva, prevenzione, diagnosi precoce e terapia – dice Giorgio Ricci, presidente del comitato toscano della Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, anch'essa partner del progetto – sono la risposta più intelligente che può ridare speranza a chi perde la vista. Il Centro fiorentino potrà inoltre dare il suo contributo a qualificare ulteriormente la Toscana nel campo della cooperazione internazionale».

«Irifor – dice Barbara Leporini, responsabile toscana dell’istituto – vede nella propria mission l'importanza fondamentale della riabilitazione visiva per il raggiungimento di un significativo livello di autonomia ed indipendenza per coloro che in età infantile o adulta si trovano a dover affrontare le difficoltà connesse ai problemi della ipovisione o non visione. Per questo motivo, congiuntamente all'Agenzia per la prevenzione della cecità, ci siamo sempre adoperati affinché il Centro potesse dare adeguate e professionali risposte nel settore della riabilitazione, e in tale direzione rinnoviamo il nostro impegno a proseguire nella gestione del Centro. L'auspicio è indubbiamente che la collaborazione nata con l'Azienda ospedaliera di Careggi e le sue professionalità possa dare un nuovo impulso e un maggior slancio alle tanto complesse quanto delicate attività di riabilitazione visiva».

Fonte: Azienda Sanitaria Firenze

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