Una maxicartolina, di 2 metri per 1, che sostituisce la popolarissima espressione “tanti saluti” con un mosaico di immagini fatto di uffici postali che non ci saranno più e di quelli che assicurano aperture ‘fantasma’. Tolto o ridotto l’unica didascalia. Con tanto di francobollo e indirizzo. Destinazione: Poste. E’ questa la prossima mossa condivisa con la quale sindaci dell’area fiorentina promettono di replicare provocatoriamente ai tagli del piano di riorganizzazione di Poste. Un’idea concepita al termine della manifestazione di protesta che si è tenuta questa mattina in piazza Brandi a Marcialla, nei pressi dell’ufficio postale della frazione. Al presidio, promosso dai Comuni dell’Unione comunale del Chianti fiorentino, hanno aderito centinaia di cittadini, dieci Comuni dell’area metropolitana (Barberino Val d'Elsa, Tavarnelle Val di Pesa, San Casciano in Val di Pesa, Greve in Chianti, Rufina, San Godenzo, Dicomano, Scandicci, Certaldo, Castelfiorentino, Pescia) e l’Uncem nella persona del presidente Oreste Giurlani, nonché sindaco di Pescia.
“E’ ora di alzare la voce – tuona il sindaco di Barberino Val d'ELsa Giacomo Trentanovi – il prezzo più caro del piano di ridimensionamento di Poste lo pagheranno inevitabilmente le frazioni dei piccoli Comuni come Marcialla, San Donato, La Romola, aree densamente popolate che rischiano l’isolamento a causa di un processo di impoverimento di servizi come questo; quella di Poste è una scelta poco razionale che in realtà colpisce nel mucchio, effettuata sulla base del solo criterio di economicità del servizio, non accettiamo di farne le spese, soprattutto pensando alle fasce più deboli della popolazione come i diversamente abili e gli anziani che popolano particolarmente la nostra area, già fortemente penalizzata sul piano dei trasporti pubblici, e sui quali questa decisione peserà in maniera considerevole. E’ un vero e proprio attacco al cuore delle nostre comunità, non possiamo accettarlo. E poi non dimentichiamo che Poste è chiamato a svolgere un servizio pubblico e che dovrebbe far prevalere l’interesse della collettività su quello del profitto dell’azienda”.
Doccia fredda dunque per migliaia di cittadini di tutta l’area fiorentina. Solo nel Chianti l’operazione di razionalizzazione, messa in campo da Poste colpirà con il taglio di tre uffici postali nelle frazioni di San Donato, Marcialla e La Romola. Cittadini, commercianti, imprenditori, giovani e anziani si dicono pronti a gonfiare la protesta con raccolte firme, fino a ipotizzare di annullare tutti i loro depositi, conti e risparmi e occupare gli uffici postali. “Soprattutto nei piccoli centri – aggiungono alcuni abitanti della Romola e di Marcialla – l’ufficio postale che ha un ruolo sociale e di vitalizzazione dell’area può rappresentare un servizio indispensabile, siamo sicuri che tutti, compresi gli anziani e i cittadini con problemi di mobilità, siano in grado di accedere a servizi virtuali, essendo forniti di tablet, carta di credito e conto on line?”. Cittadini e sindaci non vogliono essere una voce nel deserto tanto che il vicesindaco di Tavarnelle Davide Venturini ha lanciato un appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi “affinché intervenga in modo deciso bloccando il decreto ministeriale che autorizza il provvedimento”. E aggiunge “la cessazione degli uffici postali 77 in tutto il territorio regionale sommata alla riduzione oraria di almeno altri 100 uffici procura un disagio di fruizione e di raggiungibilità del servizio in questi territori per distanze di 10km”. A rincarare la dose è l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di San Casciano Roberto Ciappi: “abbiamo un ufficio a Mercatale - commenta - che è stato dimezzato e ridotto ad un solo sportello e anche quello di Cerbaia, al collasso sul piano logistico, è sottodimensionato e inadeguato alle esigenze della frazione, operando in questo modo di fatto Poste lascia che un’intera area, quella a nord di San Casciano popolata da migliaia di persone, rimanga scoperta di un servizio essenziale”.
Fonte: Comune di barberino Val D'Elsa - Ufficio Stampa
