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Chiusura degli uffici postale sulla Montagna, il No di Confcommercio: "Fermare il progressivo impoverimento dei servizi"

No di Confcommercio alla chiusura degli uffici postali sulla Montagna Pistoiese. No alla privazione di una funzione essenziale per il normale svolgimento della vita sociale ed economica del territorio, già duramente provato da un progressivo impoverimento di servizi pubblici.

Sulla Montagna è scattato l’allarme a seguito dell’annuncio della società Poste spa sulla riduzione dei presidi postali previsti entro la primavera. Questa scelta rappresenta un duro colpo per la sopravvivenza dell’intero territorio, creando grandi disagi per le imprese e i cittadini che si troverebbero costretti a spostarsi per chilometri soltanto per pagare una bolletta o spedire una comunicazione.

Non soltanto. Continuare nella direzione di una crescente diminuzione dei servizi pubblici significherebbe togliere attrattività al territorio montano, spingendo sempre più giovani a cercare casa e lavoro vicino alla città e spopolando così un’area che è sempre stata un’importante risorsa per tutta la provincia.

È quindi necessario fare una riflessione che non guardi soltanto all’aspetto economico e di bilancio dei singoli presidi, ma che valuti attentamente l’importanza sociale che questi hanno per la comunità, alla quale garantiscono un servizio pubblico indispensabile.

Nessuno vuole che la Montagna Pistoiese perda la propria autonomia di funzioni e servizi perciò è doveroso che gli uffici postali presenti vengano mantenuti nella misura attuale e con i preesistenti orari.

Per Confcommercio la permanenza degli uffici postali non può essere messa in discussione ma, in alternativa, è doveroso valutare l’affidamento delle funzioni postali a bar e botteghe locali, trasformandoli in empori polifunzionali volti a tamponare la mancanza di un servizio che danneggerebbe la totalità del territorio montano.

Fonte: Ufficio Stampa

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