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Amministrazione digitale: nuova disciplina sul patrimonio informativo pubblico

Marco Manneschi

Per valorizzare il patrimonio informativo pubblico come strumento di trasparenza, diffusione della conoscenza, risorsa per la crescita economica e sociale del territorio, la commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi (Tcr), ha licenziato con voto unanime una proposta di legge sui dati aperti (open data) ed i servizi di tipo aperto (open services).

La proposta regola e incentiva l’apertura e il riutilizzo dei dati pubblici, delinea obiettivi, strumenti ed il modello organizzativo di riferimento, promuove interventi per la sensibilizzazione ed il coinvolgimento attivo dei soggetti pubblici e privati della Toscana.

La Regione ha già creato la piattaforma tecnologica per la pubblicazione dei dati regionali come dati di tipo aperto ed ha già definito le linee guida ed i  criteri generali, secondo gli standard internazionali. Con questo intervento legislativo tale piattaforma viene messa a disposizione degli enti locali e dei loro consorzi, associazioni ed agenzie, degli enti dipendenti dalla Regione, degli organismi privati sotto il controllo della Regione o degli enti locali, delle aziende sanitarie e del territorio, dei concessionari di servizi pubblici. Tali soggetti potranno, su richiesta, avere uno spazio autonomo e realizzare forme di collaborazione tra portali e cataloghi di dati. L’accessibilità ed il riutilizzo avvengono a titolo gratuito, nel rispetto dei limiti e delle esclusioni previsti dalla normativa nazionale.

In particolare nella proposta di legge vengono precisate le forme di riutilizzo, disponibilità, gestione, accesso, trasmissione, conservazione, fruibilità in formato digitale dei dati pubblici e dei documenti che li contengono. A tal fine saranno promosse intese anche con le associazioni senza scopo di lucro attive nel settore per lo sviluppo di software a codice sorgente aperto e saranno introdotte specifiche clausole nei contratti di servizio con le aziende di servizi pubblici per incentivare l’utilizzo degli open data. Nella scelta delle licenze, saranno favorite quelle facilmente risconoscibili anche da utenti internazionali, come le Creative Commons.

Fonte: Consiglio regionale - ufficio stampa

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