Scade il 28 febbraio il termine per il pagamento dei compensi Siae 2015 che ogni impresa che diffonde musica e video coperti da diritto d’autore è chiamata a pagare. In breve, esercizi commerciali, alberghi, circoli ricreativi, bar, ristoranti, villaggi turistici, sale d’attesa e imprese artigiane (anche non aperte al pubblico) che riproducono video e musica con radio, televisori, filodiffusione, lettori CD e MP3, jukebox (meccanici e digitali), video jukebox, lettori DVD-VHS, PC, Internet e consolle come la Playstation
Il contributo, che include addirittura le “attese telefoniche in musica” dei centralini, varia in base al tipo di abbonamento (annuale o periodico), al tipo e al numero di apparecchi utilizzati e alla tipologia del locale (impresa aperta al pubblico o meno, ampiezza del locale, numero di dipendenti ecc.), variando, per un solo apparecchio, da un minimo di 21,10 euro (radio tradizionale, in ambiente di lavoro non aperto al pubblico, con al massimo 25 dipendenti) a un massimo di 1.321,80 euro (televisore in esercizio commerciale con superficie superiore a 5000 mq) .
Se si possiedono più apparecchi dello stesso tipo, il compenso è dovuto per intero per il 1° apparecchio, con una riduzione del 10% per il 2° e del 20% per il 3° e successivi. In caso invece si disponga di apparecchi di tipo diverso, devono essere corrisposti tanti abbonamenti quanti sono i tipi di apparecchio (eccetto l’utilizzo contemporaneo di televisore e videolettore, quando l’imprenditore è chiamato a pagare “solo” l’abbonamento dall’importo più elevato). Infine per ogni altoparlante e/o monitor aggiuntivi, Siae richiede un versamento del 10% del compenso base relativo all’apparecchio utilizzato.
Un modo di proteggere il sacrosanto diritto d’autore che Daniela Checchi, direttore di Confartigianato, ritiene ”talora, un po’ troppo estensivo e costoso. Si pensi che un laboratorio artigiano con 1 solo dipendente, non aperto al pubblico, ma dotato di centralino, televisore, pc e radio arriva a spendere in un anno 265,20 euro più Iva e diritti amministrativi. Proprio per contenere questi costi, abbiamo stipulato un’apposita convenzione con Siae che permette ai nostri soci di abbattere i costi Siae del 25% sull’intero importo dovuto, a prescindere dal numero di apparecchi”.
La convenzione consente inoltre di ridurre i costi Siae del 40% per gli apparecchi installati sugli automezzi pubblici e del 10% per i cosiddetti “trattenimenti musicali senza ballo”, cioè quegli esercizi pubblici o locali aperti al pubblico che utilizzano abitualmente la musica per intrattenere i lori clienti, ricorrendo a dj, karaoke ecc.
Per godere delle agevolazioni occorre solo presentare la tessera d’iscrizione a Confartigianato valevole per il 2015 (o documento che attesti l’iscrizione in corso all’associazione, rilasciato dalla stessa) alla sede Siae territorialmente competente, al momento del pagamento.
Per chi evade il pagamento, non rispettando così la legge sul diritto d’autore, sono previste multe da 2.500 a 15.000 euro.
Per chi ha dubbi, Confartigianato consiglia di consultare una serie di apposite FAQ all’indirizzo: http://www.siae.it/Faq_siae.asp?click_level=4000.2400.0400&link_page=musica_faq_EsecuzioniPubbliche.htm
Fonte: Confartigianato
