Si complica la situazione per le sedi Cesvot toscane. Oggi, lunedì 2 febbraio, la dirigenza ha abbandonato il tavolo di trattativa. Ridimensionare la struttura, laddove possibile, e risparmiare sui costi accessori del personale non è sembrata un'idea da prendere in considerazione, secondo l'opinione dei sindacati e della Rsu.
La situazione potrebbe farsi disastrosa anche per la sede empolese di via Salvagnoli. Le sorti dell'unico dipendente potrebbero legarsi a quello della sede stessa, e l'area potrebbe diventare di competenza della sede pisana. Nella migliore delle ipotesi la trattativa potrebbe risolversi mantenendo la situazione stabile, comunque a scapito di qualche sacrificio. Si prevede una minore presenza di Cesvot sul territorio.
Nel frattempo il dibattito va avanti. Il 7 marzo ci sarà l'elezione del direttivo. Nel frattempo le parole di lode e incoraggiamento del presidente Enrico Rossi e dell'assessore regionale Simoncini (“un punto di riferimento nelle politiche regionali inerenti le organizzazioni di volontariato”) non sembrano risolvere la situazione.
Di seguito il comunicato della Rsu di Cesvot:
"Le OO.SS. e la RSU del Cesvot denunciano l’abbandono del Tavolo di trattativa da parte della Dirigenza del Cesvot. La rottura è avvenuta sulla mancata disponibilità del Cesvot ad introdurre un momento di confronto successivo alle prime fasi dell’accordo che dovevano riguardare eventuali esodi volontari.
I lavoratori del Cesvot chiedono un momento di verifica che possa prendere in considerazione sia il numero di dipendenti disponibili a lasciare volontariamente la struttura, sia la possibilità di ulteriori risparmi sui costi accessori del personale. Questo prima di arrivare ai contratti di solidarietà, supponendo che le prime fasi possano portare ad una riduzione dell’incidenza di questa misura.
L’abbandono della trattativa in un momento così delicato e difficile per il Cesvot è quindi ritenuto un atto gravissimo.
I lavoratori invitano la Dirigenza Cesvot a non dimenticare quanto già sottolineato dalla Regione Toscana nelle persone del Presidente Rossi e dell’Assessore Simoncini, che hanno considerato il Centro servizi, con i suoi diciotto anni di attività, “un punto di riferimento nelle politiche regionali inerenti le organizzazioni di volontariato”, esprimendo preoccupazione per la crisi che lo coinvolge e per cui veniva auspicata una soluzione positiva e condivisa per salvaguardare anche il personale dipendente.
I lavoratori del Cesvot esprimono infine forte preoccupazione per il così detto “piano smaltimento straordinario ferie residue” comunicato dalla Direzione il 30 gennaio u.s. che prevede per i mesi di febbraio e marzo il calendario ferie, a cui il personale dipendente dovrà attenersi, e che intaccherà il normale svolgimento delle attività del Centro in un periodo di notevole impegno lavorativo comportando gravi disservizi per le associazioni di volontariato toscane.
Le OO.SS. e la RSU del Cesvot invitano la Dirigenza Cesvot ad un attento ripensamento affinché la preoccupante situazione che si è venuta a creare possa essere ricomposta con una proficua e attenta valutazione delle questioni trattate."
