In Grecia per respirare aria di sinistra e di vittoria. Questo l’intento di Dusca Bartoli, consigliera comunale a Empoli per FabricaComune per la Sinistra e del marito Mauro Valiani, coordinatore di Sel nella provincia di Firenze.
C’erano anche loro, infatti, domenica 25 gennaio, in piazza Klathmonos ad Atene a festeggiare il nuovo presidente greco Alexis Tsipras, insieme a moltissimi attivisti della sinistra italiana riuniti nella cosiddetta ‘Brigata Kalimera’.
“Gli italiani erano moltissimi – ci ha raccontato Dusca – il legame tra la sinistra italiana e quella greca è sempre stata molto forte e si è confermata tale”.
Come è stato prendere parte a quel momento di festeggiamento?
Molto bello, ovviamente. Ci rendiamo conto che quel momento potrebbe fare la storia. Oltre che a festeggiare siamo andati anche ad imparare. Il partito di Syriza dovrebbe essere un modello per la sinistra italiana. La vittoria di Tsipras è infatti la dimostrazione che si va al governo se si ha un programma radicale, nel senso di andare alla radice dei problemi. La gente non ha bisogno di moderatismo ma di risposte concrete.
Dopo la vittoria Tsipras ha fatto un accordo di governo con un partito di centro destra (che era fuoriuscito da NeoDemocrazia proprio contro il sostegno al Memorandum della troika) per avere i numeri per governare e la scelta ha creato alcuni malumori. Come la pensi?
Il programma è in primo piano. Il partito di destra è poi di tipo scoiale e su alcuni grandi temi, come la lotta all’austerità europea e le prime fondamentali misure di sostegno sociale, sono d’accordo e non dovranno mediare. Le prime mosse del nuovo governo siano più che positive: dal piano bollette per venire incontro alle persone in difficoltà, al percorso che riporterà la sanità ad essere pubblica, al sostegno alle pensioni più basse.
Dopo la vittoria Tsipras ha fatto un accordo di governo con un partito di destra per avere i numeri per governare e la scelta ha creato alcuni malumori. Come la pensi?
Il programma è in primo piano. Il partito di destra è poi di tipo scoiale e su alcuni grandi temi, come la lotta all’austerità europea, sono d’accordo e non dovranno mediare. Credo poi che le prime mosse del nuovo governo siano più che positive: dal piano bollette per venire incontro alle persone in difficoltà, al percorso che riporterà la sanità ad essere pubblica.
La sinistra empolese ed italiana cosa deve imparare da questa vittoria?
Dovremmo imparare per prima cosa a stare vicini alle persone. A maggio abbiamo la possibilità di provare a livello regionale che la sinistra può essere una forza di governo. Il progetto che stiamo mettendo in campo con le liste civiche e con l’Altra Europa per Tsipras va proprio in questa direzione. Nelle città, come Empoli, nelle quali abbiamo creato una proposta di ‘sinistra allargata’ abbiamo triplicato i consensi della sinistra che si presenta in solitaria. La sfida che lanciamo al Partito Democratico è di governo, non di rappresentanza. Dobbiamo puntare al ballottaggio.
