"La FP CGIL e i lavoratori del sistema giudiziario italiano hanno a cuore soprattutto che i cittadini italiani possano avere una Giustizia che funzioni.
Per molto tempo in Italia si sono succeduti Governi che non hanno affrontato lo stato reale della Giustizia. Il nostro Paese è stato richiamato più volte dalla UE circa i tempi dei processi, lo stato delle carceri e le concrete politiche amministrative sui troppi punti che non funzionano. Molti si sono accorti solo ora che una giustizia inefficiente e inefficace deprime l’economia e lo sviluppo e danneggia le politiche di coesione sociale.
Il Governo Renzi e il Ministro Orlando hanno messo in campo una riforma in 12 punti ma, se il buongiorno si vede dal mattino, nulla è stato fatto per quanto riguarda l’organizzazione, gli organici, le risorse materiali aggiuntive.
Le proposte e le piattaforme che come FP CGIL e unitariamente con CISL e UIL sono state presentate non hanno avuto risposte e concreti atti di governo. Lo stesso “ufficio per il processo”, come è stato delineato nel D.L. 90/14, è un contenitore vuoto se non accompagnato da una visione di medio periodo e da una interlocuzione con il sindacato a tutto campo.
Come FP CGIL abbiamo lanciato a Napoli nel 2012 una proposta che ricalca i modelli europei (Austria, Spagna). L’abbiamo spiegata in incontri, convegni, articoli in giro per l’Italia ma, ad oggi, ci troviamo in una situazione paradossale: il Governo forza le situazioni, bandisce una mobilità dall’esterno per importanti figure professionali senza risolvere i nodi politici del problema: la riqualificazione del personale (di tutto il personale!) sia sul piano giuridico che economico e un contratto integrativo nuovo che risolva una volta per tutte i problemi del salario accessorio e dell’organizzazione contrattata del lavoro. Lo stesso bando per la mobilità dall’esterno rende difficilissimo per i dipendenti di altre Amministrazioni essere collocati negli uffici giudiziari. A questo proposito il Ministro Madia dovrebbe spiegare molte cose, anche se si vende un prodotto allo stato non vendibile facilmente! Bisogna partire dalle donne e dagli uomini che lavorano negli uffici giudiziari per far marciare realmente qualsiasi riforma.
Il Ministro Orlando si era presentato con il 12° punto (la riqualificazione del personale) che i lavoratori aspettano da 20 anni, ma ad oggi la trattativa è ferma perché non c’è stata contestualità delle procedure di mobilità e reclutamento con quelle, tutte politiche, della riqualificazione. Non si possono illudere i lavoratori giudiziari; devono essere messi in campi atti concreti al tavolo di trattativa. Ecco perché i lavoratori giudiziari d’Italia e di Firenze sono in stato di agitazione.
Il Ministro Orlando conosce molto bene queste questioni, come conosce molto bene la questione dei tirocinanti della giustizia, che da anni collaborano con il personale e la questione dei giovani del servizio civile pagati con pochi spiccioli.
Come FP CGIL diciamo basta!
I cittadini hanno diritto a una Giustizia efficiente ed efficace.
Per questo i lavoratori giudiziari italiani e fiorentini hanno diritto a delle risposte chiare. Il tempo delle parole è finito. Occorrono atti concreti, risposte, risorse (nel solo Ministero della Giustizia mancano 9000 persone rispetto alla dotazione organica! A Firenze e nel distretto Toscana circa 500!). Altrimenti anche quest’anno, dopo la denuncia degli infiniti problemi dei nostri uffici giudiziari, si passerà all’ennesima presa in giro delle persone che lavorano e soffrono in strutture dove è difficilissimo rendere un servizio sufficientemente dignitoso per tutti i cittadini."
Donato Petrizzo Responsabile Giustizia FP CGIL di Firenze
