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Fondazione 'Nuovi Giorni': “L’accreditamento delle piccole strutture di accoglienza è il futuro”

La fondazione Nuovi Giorni di Firenze

“Questa conferenza è un’occasione importante per la Giunta Regionale della Toscana per cambiare passo nelle politiche di welfare”, ha dichiarato Luigi RemaschiPresidente della Fondazione Nuovi Giorni, Onlus attiva dal 2010 nella realizzazione di progetti finalizzati a una crescente autonomia delle persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale nell’affrontare il futuro senza genitori e parenti prossimi, che prenderà parte all’importante appuntamento in programma il 23 e 24 gennaio 2015 a Firenze.

Con il progetto “Futuro Insieme” – prosegue Remaschi - abbiamo sperimentato concretamente nel 2014 nuovi percorsi di autonomia per più di 100 ragazzi, secondo il criterio evolutivo del modello VAI (Vita Adulta Indipendente), in piccole strutture di accoglienza da 6 a 8 persone. La normativa regionale vigente che privilegia l’utilizzo di strutture da almeno 40 persone limita i percorsi di autonomia e indipendenza dei soggetti ospitati e non affronta in maniera esauriente il tema del Dopo di Noi. Auspichiamo che da questa conferenza emerga una concreta volontà di affrontarlo per il bene soprattutto delle tante famiglie che si affidano a realtà come la nostra ”.

La disabilità – prosegue Remaschi - è oggi un tema molto critico per il nostro territorio, specie dopo il lungo e complesso iter di approvazione del Piano socio sanitario integrato regionale. Il tema del Dopo di Noi e dei percorsi di indipendenza assume in questo contesto una rilevanza ancora maggiore in quanto vera emergenza sociale.

“Ritengo che i documenti congressuali contengano interessanti aperture sul ruolo delle Fondazioni. Sono emersi spunti interessanti anche in riferimento all’impiego dei fondi strutturali FSE, nell’area del lavoro, ma anche sui servizi di cura socio educativi, sui progetti sperimentali d’intervento sociale e la riqualificazione dell’assistenza domiciliare e il sollievo. Ma tengo a sottolineare ancora una volta che per consentire l’autonomia e l’indipendenza la piccola struttura risulta la dimensione ideale dove garantire ai soggetti una prospettiva di vita serena e autonoma, anche in assenza del supporto delle famiglie. Perché l’autonomia è la condizione indispensabile per realizzare il massimo dell’indipendenza”, conclude il Presidente Remaschi.

Fonte: Ufficio Stampa

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