Micro, piccole e medie imprese italiane: è ancora nera la stagione dell’accesso al credito. Scende del 8,3% il credito bancario alle imprese da giugno 2011 a settembre 2014.
A dirlo è un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio Imprese per l’Italia che evidenzia la forte contrazione del credito bancario e il conseguente calo nel numero delle pmi che riescono ad accedere al credito. 97,2 miliardi di euro è la somma richiesta dalle imprese italiane e che le banche, negli ultimi 4 anni, non hanno erogato.
Secondo l’Osservatorio confederale sul credito, infatti, soltanto il 4,8% delle pmi è stato completamente finanziato nel terzo trimestre del 2014, mentre appena il 29% ha visto accolta la propria richiesta.
Dati questi che rimandano all’immagine di un Paese nel quale le scelte fatte dagli istituti di credito non soltanto danneggiano il tessuto imprenditoriale, ma ne limitano lo sviluppo.
A consolidare la tendenza negativa dei crediti bancari alle imprese, infatti, non è stata soltanto la crisi economica degli ultimi anni. Al suo fianco il crescente fenomeno del credit crunch – restrizione dell’offerta da parte degli intermediari finanziari in presenza di domanda – ha limitato in modo consistente il numero di finanziamenti concessi.
Al contempo, le poche pmi che riescono ad accedere al credito bancario, si trovano a pagare tassi di interesse sempre più alti, molto al di sopra di quelli degli altri Paesi Europei (addirittura doppi rispetto alla Francia).
Un triste primato italiano che si somma a quello sui costi accessori al credito che a fine 2013 hanno registrato un aumento del 60%.
“Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un crescente trand negativo per le imprese italiane che hanno richiesto accesso al credito bancario - commenta Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio Pistoia – Anche Pistoia conferma questa tendenza e, secondo i dati della Camera di Commercio di Pistoia, chiude il secondo trimestre del 2014 con -1% rispetto allo stesso periodo del 2013.
Un dato qquesto meno negativo rispetto a quelli registrati nei due trimestri precedenti che fa sperare, seppur lievemente, in un lento cambiamento di direzione.
Per fare ciò è necessario innanzitutto riportare al centro dell’azione legislativa le piccole e medie imprese, riducendo fra le altre cose le percentuali della garanzia diretta concessa alle banche.
Al contempo – continua Tempestini –è importantesostenere il ruolo dei confidi radicati sul territorio sia come garanti, che come conoscitori delle imprese minori”.
Fonte: Confcommercio Pistoia - Ufficio Stampa
