“Si tratta di un settore frammentato e poco rappresentato dalla narrativa classica sull'economia, ma è un settore che nella crisi economica va in controtendenza, perché si rivolge ai Paesi più ricchi, e sul quale vale la pena investire, anche in termini organizzativi”, ha detto Leonardo Croatto (Flc Cgil Firenze), stamani al seminario a Palazzo Sacrati Strozzi a Firenze “Istruzione e cultura nell'era della globalizzazione: gli studenti stranieri negli istituti di alta formazione in Toscana” (organizzazione Flc Cgil Toscana e Asaui, patrocinio di Regione Toscana). Al seminario sono intervenuti, tra gli altri, il docente Tomaso Montanari, Abigail M. Rupp (Console Generale degli Stati Uniti d'America a Firenze) e Sara Nocentini (assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Toscana), ed è stato presentato il rapporto Irpet Educating in Paradise: il valore dei programmi universitari nord americani in Italia – caratteristiche, impatto e prospettive)
“E' in questo settore che si può dare senso alla retorica degli investimenti sulla cultura. Il seminario di stamani è un esempio positivo a cui dare seguito, perché dimostra che il modo giusto di lavorare è quando si mettono intorno a un tavolo il soggetto pubblico, le parti sociali, i datori di lavoro e il mondo della conoscenza. Serve un impegno congiunto”, ha aggiunto Croatto.
I NUMERI
In Toscana ci sono almeno 50 università/scuole americane o straniere che si rivolgono a studenti stranieri. Sono almeno 5.000, l'80% dei quali al termine dell'esperienza dice di voler tornare in Toscana, i ragazzi coinvolti per periodi medio lunghi (per il 25% di loro un aspetto negativo è il costo della vita in Italia).
Il giro d'affari è di circa 150 milioni di euro (la Toscana è seconda solo al Lazio), prodotti dalle seguenti fonti:
- investimenti delle varie istituzioni, pubbliche e private
- le rette degli studenti
- fornitori delle scuole (edilizia, affitti o compravendite immobili, alimenti, attrezzatura per ospitalità o gestione struttura, ecc.)
- recuperi di immobili di prestigio del territorio
- 3000 posti di lavoro, di cui 1000 di personale delle scuole, con varie forme contrattuali
- interesse turistico prodotto dall'indotto e grande promozione del territorio rispetto agli aspetti economici, culturali
Fonte: CGIL Toscana
