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Legge 194 in Toscana, Romanelli (Sel): "Situazione migliore che in altre Regioni, ma non ci si può accontentare"

Mauro Romanelli

"Dalla risposta dell'Assessore Marroni ad un'interrogazione del Collega Carraresi, e dai numeri che ci ha fornito, si evince che in Toscana l'applicazione della Legge 194 è certamente migliore che in altre realtà. La percentuale nei servizi consultoriali dei medici ginecologi obiettori è pari a 21,59%. Si tratta di una buona percentuale specialmente se confrontata con altre percentuali presenti nella relazione ministeriale riferita agli anni 2012 sui dati di altre Regioni.

Il numero dei colloqui pre-IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza) svolti in ambito consultoriale sono stati n. 4.634 (riferito ai colloqui svolti dal personale consultoriale e non solo a quelli svolti dai ginecologi). I certificati di autorizzazione all'IVG rilasciati dai consultori familiari secondo il flusso dati compilato dai servizi consultoriali è pari a 3573. Secondo il flusso compilato dalle strutture dove si effettua l'IVG il certificato compilato dai consultori è invece pari a 3170. Pur considerando alcuni missing di registrazione è quindi molto probabile che una parte delle certificazioni non abbia avuto seguito nell'effettuazione dell'IVG. Infine, su 100.000 donne in età fertile il tasso dei punti nascita in Regione Toscana è pari a 3,1 mentre il tasso dei punti IVG è pari a 3,5. Questo è un dato positivo che indica una buona offerta e presenza sul territorio" dichiara Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà.

"Tuttavia nella risposta non vi è traccia alcuna dell'impegno che lo stesso Assessore aveva preso alcuni mesi fa rispondendo positivamente ad una nostra interrogazione firmata anche da molti altri colleghi nella  quale si chiedeva che la Regione Toscana seguisse le orme della Regione Lazio, intervenuta con decreto sull’applicazione della Legge 194, specificando che l’obiezione di coscienza dei medici riguarda solamente l’intervento materiale d’interruzione di gravidanza, mentre non è possibile esercitarla nel lavoro presso i Consultori Familiari: il medico obiettore non potrà più esimersi dal parlare con la donna che ha deciso di abortire e rilasciarle la certificazione prevista dalla legge 194/78, dal prescrivere la contraccezione di emergenza (pillola del giorno dopo o dei cinque giorni dopo), dal prescrivere la normale contraccezione ormonale, dall'inserire la spirale (IUD). Se in Toscana lo stato di applicazione della Legge 194 è ad un buon livello, non significa per questo che si debba rinunciare a intraprendere tutti i possibili atti al fine di salvaguardare le attività d’informazione, consulenza e assistenza previste dall’articolo cinque della Legge 194" - conclude Romanelli.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana

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