Qui di seguito pubblichiamo uno stralcio dei risultati finali della Commissione d’inchiesta finalizzata alla verifica delle operazioni immobiliari delle aziende sanitarie toscane a partire dalla Asl 10 di Firenze. La Commissione d’inchiesta ha approvato questa relazione nella seduta regionale del giorno 18 dicembre 2014.
LOTTA CON IL COMITATO 21 MARZO PER LA PRESENZA NEL QUARTIERE DEL PRESIDIO SANITARO!
La Commissione d’inchiesta è stata istituita con deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Toscana n. 112 del 10 dicembre 2013. Essa si è insediata il 20 marzo 2014 ai sensi dell’articolo 21 dello Statuto della Regione Toscana dopo che la sua attivazione era stata richiesta il 2 dicembre 2013. Vale la pena ricordare, per completezza, che la richiesta di attivazione di una Commissione analoga, per quanto attiene specificamente una parte degli immobili dell’Azienda sanitaria fiorentina, era stata approvata dal Consiglio comunale di Firenze con la mozione 845/2013. L’organismo non è però finora stato istituito. Fin dalla prima seduta, i Commissari hanno inteso affermare la loro intenzione di attenersi con meticolosità – nel loro lavoro – al mandato istituzionale definito dall’Ufficio di Presidenza ed esplicitato dal nome stesso con cui la Commissione è stata istituita.
I Commissari hanno poi proceduto a circoscrivere l’attività di indagine a far data dall’inizio della IX legislatura, ovvero a partire dal 15 aprile 2010, riservandosi la possibilità di accesso ad atti precedenti a quell’ambito temporale qualora – nel corso dei lavori – si rivelasse necessario.
In data 28 maggio 2014 la Commissione ha chiesto e ottenuto la proroga della durata del mandato fino al 31 dicembre 2014. A conclusione dei lavori, nella fase di redazione della presente relazione, la Commissione ha aderito – pur non condividendola – alla prassi consolidata di richiedere ai singoli soggetti ascoltati la liberatoria all’impiego di quanto da loro esposto per come contenuto nei verbali delle sedute: le liberatorie sono state tutte concesse, tranne che dal direttore generale dell’organizzazione della Giunta regionale Carla Donati per la quale dunque, nelle pagine seguenti, non verranno utilizzati passaggi virgolettati.
2.2.3.1 Il caso di scuola: viale Europa, il distretto che non c’è (né ci sarà) Correva l’anno 1997. Il 31 dicembre la Ausl 10 dava «atto che l’intervento inerente la costruzione di un Centro Socio-sanitario e di un Distretto nel viale Europa […] risulta interamente finanziato». Effettivamente, è parte integrante della delibera l’ordinativo di pagamento «al Comune di Firenze – Servizio espropri –, in attuazione della nota Prot. 2627 del 23.10.1997 […] la somma di L. 515.000.000»74. Si arriva al 2006, ed ecco un Accordo di Programma tra Regione Toscana, Provincia di Firenze e Comune di Firenze (ratificato con Deliberazione del Consiglio Comunale di Firenze (2006/C/00074 - Proposta N. 2006/00738; All. 2)" in data 13/11/2006) «per la realizzazione del P.R.U. (fuori ambito)» del Centro Socio-sanitario e Distretto in viale Europa a Firenze. In quell’atto si prevede, tra le altre cose, che il Comune provveda «alla restituzione della somma di lire 515.000.000 (ora euro 265.976,00) versate a titolo di pagamento dell’indennità di esproprio dell’area edificatoria», come riportato «nell’Accordo di Programma al punto C dell'art. 4»75. Da allora, apparentemente più nulla. Rispondendo in forma scritta all’interrogazione 403 del 28 luglio 2011 sullo «stato dell’arte inerente la realizzazione del nuovo Distretto Socio-sanitario di viale Europa» in cui si ripercorreva, in narrativa, l’iter ricostruito poco sopra, l’allora assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia dichiarava: «Si conferma che quanto riportato nella premessa corrisponde a quanto a suo tempo venne concordato dalla Direzione della Asl 10 […]. In attuazione di tali accordi l’Azienda versò al Comune l’importo di Lire 515.000.000 (ora Euro 265.976,00) a titolo di partecipazione, in termini di finanziamento, alle procedure espropriative dell’area da edificare.
La proprietà del terreno è stata poi acquistata dal Comune, che non ha però utilizzato l’iter previsto per l’espropriazione. D’altro canto, la gratuità della cessione del terreno da parte del Comune era subordinata all’utilizzo da parte dello stesso di attrezzature sociali da realizzarsi nell’ambito di tale intervento edilizio a carattere socio-sanitario. Successive valutazioni sulla distribuzione delle attività sociali nel Quartiere76 hanno comportato un ripensamento da parte dell’Amministrazione Comunale, conseguentemente la cessione dell’area all’Azienda avrebbe dovuto avvenire a titolo oneroso con riferimento ai valori di mercato. Tale spesa – conclude l’assessore regionale – di notevole entità, non prevista nel Piano Investimenti Aziendale, ha determinato una più accurata valutazione del progetto, tutt’ora in corso, nell’ambito della realizzazione delle sedi»77. Il distretto ancora non c’è.
Non c’è e non ci sarà, in viale Europa, il distretto sanitario: questo è quanto acquisito durante i lavori della Commissione in particolare grazie agli interventi dell’ex direttore sanitario e del responsabile della struttura patrimonio della Asl 10, rispettivamente Pierluigi Tosi e Guido Bilello. Proprio quest’ultimo ha spiegato che in una fase iniziale «il Comune di Firenze recepì favorevolmente il fatto che in quella zona si fosse costruire un distretto, tant’è che venne approvato addirittura un avviso pubblico nel quale si tendeva a modificare quello che era il Piano regolatore urbanistico per chiedere se c’era qualcuno che presentava dei progetti per la modifica di questo piano e in questi progetti chiaramente si potesse prevedere anche la possibilità di costruire un distretto, cosa che venne fatta, venne fatta questa gara si presentarono due imprese le quali presentarono un progetto»78.
Più tardi, però: «Il Comune, in una riunione del 17 marzo 2009, prospettò che era cessato un interesse a questa operazione […] e […] venne fuori il fatto che non poteva essere ceduto gratuitamente lo spazio. Evidentemente […] l’azienda sanitaria considerò onerosa questa operazione […] e decise diversamente»79.
Dal canto suo la Asl è attualmente in fase di recupero dei soldi versati: «Io – testimonia Bilello – ho chiesto un reintegro che parzialmente è stato già in bilancio, […] l’altra parte tornerà a breve in azienda perché deve essere prima effettuata una presa in possesso dei terreni da parte del Comune, perché comunque l’operazione è andata avanti dal punto di vista urbanistico, perché queste ditte si sono impegnate a effettuare delle opere di urbanizzazione, degli svincoli, delle sistemazioni… nel momento in cui questo terreno, avviene la cessione, il passaggio di proprietà al Comune, la Cassa depositi e prestiti ci darà la parte rimanente»80. Resta un fatto: ad oggi, a seguito di questa operazione protrattasi senza esito per quasi un ventennio, il quartiere è privo di un distretto sanitario pubblico.
Per tutti gli altri casi, e non sono "noccioline" si rimanda alla lettura della relazione completa allegata e che sarà prossimamente all'ordine del giorno del Consiglio Regionale.
Fonte: Comitato Gavinana
