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Ammodernamento del Tettuccio, le categorie economiche: "Più confronto per le scelte strategiche"

Le terme Tettuccio

La soddisfazione di Intersindacale per il Turismo di Montecatini, riunita pochi giorni fa per valutare i risultati delle iniziative de “La città del Natale” ((analisi che sarà condivisa con gli organi di informazione durante una prossima conferenza stampa, e che qui soltanto anticipiamo) ha messo già in evidenza il grande appeal di cui Montecatini ancora gode nel grande pubblico. Montecatini ha ancora grandi potenzialità turistiche e professionalità per poterle esprimere.

Per questo motivo Intersindacale ha espresso all’unanimità enorme preoccupazione per la prospettata sorte del principale asset turistico della città; se il progetto di sistematizzazione degli stabilimenti termali, come è stato anticipato dal board della Società, andrà a buon fine, il Tettuccio accoglierà il polo “wellness” delle Terme, aggiungendosi alla più tradizionale e consolidata vocazione idropinica.

Tempi e costo dell’operazione (che sarà senza dubbio imponente) non sono noti: possiamo immaginare le enormi difficoltà di “convertire” il monumentale Tettuccio in una struttura che dovrà rispettare standard di sicurezza, igiene e confort per un pubblico sempre più esigente come è quello che frequenta le Terme di tutta Europa.

Elementi ben presenti nello stabilimento delle Terme Redi. Ci dicono che la destinazione d’uso di esse non consente di adibirle a centro benessere, di cui Montecatini si potrà dotare solo cercandolo in altra location. Ci pare un’eccezione di forma senz’altro fondata, ma che, in un momento come l’attuale ed a fronte dell’importanza della partita potrebbe essere superata con la buona volontà di tutti.

Non vediamo, come componenti di Intersindacale e quindi rappresentanti delle categorie economiche della città, alcun motivo di economicità, razionalizzazione, ammodernamento né ottimizzazione dei flussi di lavoro e livello di accoglienza in simile operazione; che, peraltro, è stato comunicato a noi come al resto dell’opinione pubblica come dato acquisito, frutto di una scelta aziendale ormai compiuta.

Preme ricordare che, aldilà della strategicità delle Terme rispetto alla città nel suo complesso, che esiste a prescindere, la natura pubblica dei suoi soci impone un maggior livello di confronto sulle scelte strategiche ed operative di Terme Spa; quella stessa natura che ha fatto sopportare ai nostri clienti la tassa di soggiorno, destinata in gran parte a finanziare operazioni ritenute necessarie e che soprattutto gli albergatori hanno subito, acquisendo lo scomodo ruolo di gabellieri.

In nome di questo sforzo cui non ci siamo sottratti consapevoli di dover dare, noi imprenditori privati, un contributo di lavoro e risorse alla città, crediamo che sia legittimo chiedere di essere ascoltati su questa vicenda, rispetto alla quale non siamo e non ci sentiamo soggetti terzi.

Fonte: Confindustria Pistoia - Ufficio Stampa

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