L’attacco terroristico dei sedicenti appartenenti ad Al Qaeda del 7 gennaio scorso, che ha portato al massacro dei componenti della redazione parigina del giornale satirico Charlie Hebdo, di due poliziotti e di alcuni ostaggi del supermercato casher, dove successivamente si era barricato uno degli attentatori fuggiaschi, ha colpito al cuore l’Europa e l’Occidente facendo suonare, ancora una volta, i rintocchi di una campana d’allarme irresponsabilmente inascoltata da tempo.
All’orrore di chi ha vissuto, anche da lontano, tutti i momenti del feroce attacco è immediatamente seguito il dolore per le vittime e per i loro familiari, la condanna per l’incontenibile e ingiustificata violenza nel nome del proprio dio e un profondo sentimento di rabbia e frustrazione.
La furia omicida del gruppo dei giovani estremisti islamici, capaci di uccidere e massacrare a sangue freddo, non può non leggersi come la testimonianza di un profondo odio nei confronti dell’Occidente che pervade l’Islam e, in modo sempre meno strisciante e sempre più manifesto ed aggressivo, si è radicato tra le popolazioni che in nome di Allah vivono, pregano ed uccidono innocenti, sino ad arrivare alle porte delle nostre case.
L’estrema ed esasperata coerenza dei fedeli musulmani, che riconoscono e rispettano una totale identità tra il precetto religioso e quello giuridico stride fragorosomente con l’assoluta odierna incoerenza dell’Uomo occidentale, sopraffatto dal sommo relativismo che lo ha disgregato nella sua identità di uomo libero ma, soprattutto, di uomo spirituale.
Piangiamo i morti, temiamo per i rischi alla libertà e alla democrazia, ma non potremo difenderla se non recupereremo la nostra identità, anche ‘laicamente cristiana’ , le nostre tradizioni e la nostra cultura, difendendola e trasmettendola ai nostri figli, se per loro vogliamo un futuro degno di tal nome.
Onorati i morti, ricercati e condannati i terroristi, con forza e determinazione dovremo opporci agli insidiosi infingimenti di tolleranza ed accoglienza, dai pericolosi dichiarati buonismi della sinistra che, peraltro, si è dimostrata supina anche ad una scellerata politica estera dell’Occidente, che ha contribuito ad armare le braccia anche dell’Islam più moderato.
Non basterà urlare all’infedele ma dovremo recuperare, doverosamente la capacità di contrapporre all’Islam le nostre risorse morali e spirituali, quelle di cui il nostro partito è portatore e testimone da sempre nel centro destra.
Non possiamo né vogliamo lasciare a chi ha contribuito fino a qualche tempo fa a disgregare l’Italia, per noi, una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor, minando le radici della storia e del destino comune del nostro Paese, lo spazio per gridare ma non costruire, di allarmare ma non proteggere.
Non ci sarà libertà, non ci sarà democrazia se, partendo dalla nostra amata Patria, non ricostruiremo un fronte comune europeo ed occidentale capace di contrapporsi alle scelleratezze di chi pensa di poter ‘far affari con chiunque’ e ‘di poter essere chiunque’.
Siamo Italiani e vogliamo continuare a vivere nel nostro paese liberi e secondo le nostre tradizioni e valori.
Un ultimo affranto pensiero va a tutti i Cristiani – e sono, purtroppo, milioni – che sono stati perseguitati ed uccisi nel mondo, dimenticati in un assordante e colpevole silenzio che disonora l’Occidente. Anche in questo senso, non posso che affermare e spero molti con me: Je suis Chrétien.
Raffaella Bonsangue
(vice coordinatore regionale di Forza Italia Toscana)
