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Marcia di Parigi, il cardinale Betori: "Grave vedere la fede nella radice della strage"

Giuseppe Betori

"Sarebbe grave voler vedere nella fede religiosa la radice di queste stragi: la morte non può trovare in alcuna fede il proprio fondamento; questo però può accadere nella sua contraffazione e nella sua corruzione, quelle sfociano nel fondamentalismo e si alimentano della negazione del valore della vita e della persona".

Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, riferendosi ai fatti di Parigi, ma anche ai morti in Nigeria, nell'omelia in occasione della festa del battesimo del Signore. "Abbiamo bisogno di recuperare questo riferimento - la dignità della persona e la sua intangibilità -, ineludibile sia per la sana ragione sia per ogni fede che riconosca in ciascuna creatura umana un dono di Dio. In questo - ha affermato Betori - le religioni hanno una speciale responsabilità.

Lo è stato in alcune epoche del passato per il cristianesimo, lo è oggi in particolare per l'islam". "Spetta alle religioni - ha proseguito l'arcivescovo di Firenze - educare le coscienze, reagire al vuoto di una cultura nichilista che nega ogni vero umanesimo, dare prova di dialogo, come felicemente avviene nella nostra città. Nessun religioso può sfuggire a tale impegno, come pure è compito di ogni uomo favorire insieme la libertà e la concordia, rifiutando ogni forma di intolleranza e di disprezzo".

"Preghiamo per le vittime di questi giorni, chiediamo a chi ha responsabilità nelle religioni, nelle istituzioni pubbliche e nelle culture di vigilare perché cresca in tutti la coscienza del rispetto dell'uomo, della sua vita, della libertà di espressione e del rispetto delle convinzioni dell'altro, così che crescano tra noi il dialogo e la comprensione reciproca", ha sottolineato il cardinal Betori.

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