"Preg.mo Sig. Prefetto,
nel porgere il nostro più cordiale benvenuto a Pisa a Lei ed alla Sua gentile famiglia, Le rechiamo il saluto del personale della Polizia di Stato che è rappresentato sindacalmente da questa organizzazione.
Siamo lieti del Suo arrivo a Pisa, sede che non poteva restare vacante ancora a lungo, perché questa città e la sua provincia hanno un ruolo strategico dell’economia generale della regione Toscana tale da meritare la presenza qualificata ed esperta di un Prefetto come Lei, dr. Visconti, che possa farsi sia punto di riferimento delle molte e prestigiose eccellenze pisane sia portavoce delle esigenze di queste nei confronti del governo centrale.
Particolare importanza ha, per noi che siamo e rappresentiamo tanti operatori della Polizia di Stato nella provincia, l’attività di coordinamento e di impulso generale che Lei sicuramente saprà dare alle dinamiche della sicurezza in una realtà territoriale che è - per la presenza di un aeroporto internazionale tra i primi d’Italia, di una università frequentata da decine di migliaia di studenti da tutt’Italia, per essere meta turistica tra le più conosciute al mondo e per molteplici altri aspetti - complessa e delicata particolarmente negli ultimi anni.
Pisa e la sua provincia non sono insicure, a dispetto di alcune ingenerose ed imprecise statistiche nazionali, anche grazie ad una azione costante, difficile ma strenua delle Forze dell’ordine e di quanti alla tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini e delle istituzioni democratiche dedicano la loro vita, ma certamente non sono più sicure come appena un paio di decenni fa, come chiunque abbia onestà intellettuale potrà confermarLe.
Tra le problematiche più delicate che, in tema di sicurezza, incidono sulla qualità di vita dei cittadini di Pisa e provincia riteniamo vi sia il progressivo degrado di alcune zone e quartieri, dove la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini e degli imprenditori si è fatta sempre più pressante e comprensibile, giungendo anche alla ribalta delle cronache nazionali.
Non parliamo, semplicisticamente, di degrado dell’arredo urbano – che l’amministrazione comunale fa di tutto per curare nei limiti dei vincoli impostigli - ma dell’ambiente nel quale il cittadino si sente insicuro, perché l’insicurezza è come una spirale perversa: più il cittadino si sente
insicuro più tende a vivere meno la città e certe strade, più certe strade sono abbandonate o vissute frettolosamente più queste si degradano, divenendo comodo teatro di reati e così via …
Lo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti, per quanto ottimamente combattuto dalle Forze di polizia e perseguito dalla magistratura, viene segnalato quotidianamente da cittadini anche mediante la stampa locale; i furti – per quanto percentualmente in calo – sono ancora motivo di forti doglianze dalla collettività.
Non devono essere sottovalutate altre forme di illegalità, forse meno gravi sotto il profilo della pericolosità del reato ma che comunque incidono pesantemente nel tessuto socio-economico della città, che vanno dal commercio abusivo alle truffe a danni di anziani, dalle risse per ubriachezza al disturbo del riposo delle persone, oppure – grave danno questo all’immagine della città a livello internazionale – i furti a bordo di autovetture di cittadini stranieri o i borseggi sui mezzi di trasporto pubblici, tutte situazioni alle quali i cittadini chiedono si trovino rimedi urgenti.
Non vogliamo causare sterili diatribe (Lei avrà modo - purtroppo - di constatare quanto vi siano tanti “polemisti” di professione) ma la presenza di stranieri irregolari senza stabile attività lavorativa e di una forte comunità rom meriteranno una Sua particolare attenzione alla ricerca di soluzioni che siano sia di tutela dei più deboli sia utili per una integrazione/convivenza che la attuale mancanza di regole condivisibili rischia di rendere sempre più difficoltosa, foriera di intolleranze pericolose che la gravissima situazione internazionale rischia di far deflagrare.
Altra questione – della quale Lei ed il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubbliche hanno diretta competenza – che i cittadini segnalano come fortissima criticità, è quella relativa all’ordine pubblico, sia per la presenza di uno stadio di calcio inserito troppo profondamente nel tessuto urbano sia per lo svolgersi di manifestazioni che, nate come occasionali, hanno finito per essere da troppi anni tenute sempre e solo a Pisa.
Le Forze di polizia a Pisa, poi, hanno organici che risentono di quella crisi che recentemente lo stesso Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Pansa, ha individuato in oltre il 10% a livello nazionale. Donne ed uomini la cui età si sta innalzando in modo preoccupante e che risentono di una attività riconosciuta unanimemente come usurante, eppur necessaria di efficienza psicofisica superiore a qualsiasi altra categoria di lavoratori.
Donne ed uomini che – siamo certi i rispettivi dirigenti e comandanti sapranno confermarLe – operano incessantemente pur con tutti i gravi limiti imposti da risorse economiche sempre più ridotte, perché hanno a cuore il presente ed il futuro di questa splendida terra, non solo quali operatori della sicurezza, ma anche come genitori, coniugi, insomma cittadini che hanno l’onore e l’onere di indossare una uniforme.
Dicevamo che Pisa non è una città insicura, se comparata con altre e ben più critiche situazioni nel Paese, ma chiediamo: perché attendere che lo diventi per fare domani in emergenza quello che si può fare preventivamente oggi?
La lasciamo, preg.mo sig. Prefetto Visconti, ringraziandoLa per la Sua attenzione ed augurandoLe “Buon Lavoro” e buona permanenza a Pisa, confermandoLe fin d’ora la nostra piena
disponibilità ad ogni confronto Lei riterrà utile e proficuo per perseguire quel condivisibile obiettivo che Lei stesso, insediandosi, ha voluto ben individuare in: “… sempre maggior prosperità e benessere per la Provincia di Pisa e per i suoi abitanti in un contesto di ordinato e sereno vivere civile".
Il Segretario Generale Provinciale Pietro Taccogna
