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Una lettrice: "I giardini della nostra città sono in un pieno stato di abbandono"

Giochi al parco di viale Buozzi a Empoli

Giardini di Empoli in uno "stato di abbandono". Lo segnala un lettore di gonews.it in una mail inviata alla redazione in cui esprime il proprio disagio per la manutenzione dei parchi giochi sul territorio comunale.

Di seguito il testo.

"Scrivo per segnalare lo stato di abbandono e completa incuria dei pochi spazi attrezzati con giochi per bambini nel Comune di Empoli.

Iniziamo dal 'bellissimo' parco di Serravalle: i giochi installati sono solo parzialmente a norma, parapetti per salire sugli scivoli tremolanti e rotte, altalene rotte e non sostituite... Quando va bene il Comune recinta con un po' di nastro bianco e rosso il gioco per evitare ai bimbi di accedere.

Parco di via Buozzi: giochi rotti ed in parte crollati! Qui il nastro bianco e rosso è stato sostituito con rete da cantiere arancione. Nella casina dei "bimbi" tappi di siringhe abbandonate. Le corde dei giochi sono talmente usurati che ormai fuoriesce il ferro arrugginito...

Piazza Gramsci stessa condizione dei giardini di cui sopra...

Il Comune tende a dare la colpa ai vandali ma non si tratta solo di questo... Cosa c'entrano i vandali con giochi non a norma e talmente usurati che si rompono? Dove sono i netturbini che dovrebbero rimuovere le siringhe abbandonate e gli altri rifiuti...

Il Comune non accomoda neanche i giochi presenti nei giardini degli asili comunali ma gli classifica come pericolanti ed impedisce ai piccoli di accedervi...

Spero che il Comune non si limiti a dare la 'solita' risposta di convenienza. Sarebbe opportuno almeno ad iniziare a passare ai fatti...

La nostra Sindaca ci ha abituato ad azioni ad effetto come la rimozione dell'ovovia, ma non si preoccupa dello stato di abbandono in cui versano i giardini pubblici e degli asili comunali. Si fanno nidi d'eccellenza per pochi 'eletti' mentre il resto della popolazione è costretta a portare i propri figli in nidi ed asili ad alta densità di frequentazione (strutture di Ponzano)".

Stefania Lamagna

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