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Consiglio regionale: via libera al bilancio di previsione 2015, alla Finanziaria e al pluriennale fino al 2017. Il dibattito

foto di archivio

L’assemblea regionale ha approvato all’unanimità – 35 voti favorevoli su 35 votanti – il bilancio di previsione del Consiglio per il 2015 e pluriennale 2015-2017. Alla votazione non ha partecipato il gruppo di Forza Italia che, come annunciato dal capogruppo, Giovanni Santini, non si sente rappresentato dall’Ufficio di presidenza e dunque  non partecipa alla votazione degli atti presentati da questo. Forza Italia ha comunque chiesto e ottenuto che la votazione avvenisse con voto elettronico.

Ad illustrare brevemente gli atti lo stesso presidente, Alberto Monaci, che ha ricordato comela previsione di fabbisogno per il 2015 sia sostanzialmente invariata rispetto al 2014: “Il fatto potrebbe sembrare scontato, se non addirittura insufficiente, ma non è così”. Monaci ha affermato che “mantenere invariata la richiesta di fabbisogno, confermando i 5,4 milioni di taglio sulla previsione di spesa, non è stato facile”. Infatti il 2015 è l’anno nel quale scatta l’obbligo giuridico di erogare l’indennità di fine mandato: “Si tratta di circa 2,5 milioni – ha chiarito il presidente – per i quali nel quinquennio è stata operata la trattenuta sulle indennità dei consiglieri regionali e degli assessori”. Monaci ha quindi ricordato che con l’entrata in vigore della riforma della contabilità pubblica non è più possibile considerare tra le entrate di bilancio l’avanzo di amministrazione presunto dell’esercizio precedente, stimato in circa 3 milioni di euro. Ecco perché mantenere invariata la richiesta di fabbisogno rispetto all’anno precedente, confermando il taglio di spesa di 5,4 milioni, “non è poca cosa”.

Come precisa la relazione tecnico illustrativa agli atti, per il Consiglio si è resa necessaria “una consistente quanto complessa revisione delle proprie previsioni di spesa”. In questo senso si può anche collocare il piano triennale di risparmi (2013-2015): per il 2014 si è raggiunto il livello di risparmi di almeno 170mila euro sulla spesa corrente del 2012. A questo risultato ha contribuito il processo di digitalizzazione documentale, avviato negli ultimi anni; e soprattutto la costante, decisiva, azione di monitoraggio sulla spesa.

Il 2014 è stato anche l’anno dell’avvio di un processo di razionalizzazione delle risorse professionali, con un’ampia analisi organizzativa finalizzata anche alla possibile assunzioni di decisione in tema di cosiddette “eccedenze” (d.l. 31 agosto 2013), che potrebbe produrre una riduzione di costi del personale pari a 1,2 milioni di euro su base annua, e di circa complessivi 4,5 milioni di euro.

L’anno che verrà sarà caratterizzato dall’importante modifica dell’assemblea (da 55 a 40 consiglieri), determinata con le modifiche statutarie del 2013: la riduzione di consiglieri e assessori (scendono a 8) comporterà un risparmio stimato di circa 1milione e 400mila euro.

L’andamento dell’attività finanziaria e contabile conferma la razionalizzazione dell’impegno delle risorse. Tra i  versanti sui quali si è manifestato l’impegno per il contenimento delle spese ci sono gli immobili: la dismissione, anticipata, di palazzo Vettori comporta un risparmio di 200mila euro (550 mila euro di risparmio di locazioni e utenze se proiettati su base annua); dal settembre 2015 è stata definita la dismissione di palazzo Pucci (370mila euro di economie su base annua); il rilascio di palazzo Gerini, sede della biblioteca del Consiglio regionale, porterà un ulteriore risparmio per il bilancio regionale di 320mila euro.

La riduzione delle locazioni si è accompagnata ad un impegno importante per la  manutenzione degli immobili (rifacimento di parte delle copertura di palazzo Panciatichi, il restauro degli affreschi della sala Barile e della Galleria di palazzo Covoni).

Disco verde anche alla Finanziaria

Con 29 voti favorevoli e 19 contrari espressi per appello nominale il Consiglio regionale ha approvato la legge finanziaria 2015 ed il bilancio di previsione per l’anno finanziario 2015 e la relativa proiezione pluriennale 2015-2017, con due risoluzioni collegate relative agli stanziamenti per la promozione della cultura e per l’edilizia scolastica. Si è conclusa così una lunga giornata di dibattito, nel corso della quale è stato anche approvato a maggioranza il Documento annuale di programmazione. Un ordine del giorno collegato, approvato all’unanimità, impegna la Giunta a verificare le informazioni sul disegno di legge per le concessioni demaniali e l’aumento del canone e, nel caso, a mettere in atto tutte le azioni politico istituzionali affinché venga scongiurata tale evenienza. Sempre all’unanimità il Consiglio ha approvato un ordine del giorno, fra i molti altri, sull’occupazione dei dipendenti delle Province, che impegna la Giunta ad operare presso il Governo ed il Parlamento per mantenere inalterati l’efficienza dei servizi al cittadino insieme al mantenimento dei livelli occupazionali.

Finanziaria: programmazione economica, le nuove procedure

Per adeguarsi alle nuove disposizioni statali sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, il Consiglio regionale ha approvato una revisione dell’attuale normativa regionale per la programmazione economica e finanziaria, con le relative procedure contabili. Contestualmente sono state riviste anche alcune norme relative alla programmazione di settore. Le due leggi hanno superato l’esame dell’aula con ventisette voti favorevoli e un’astensione. I gruppi di opposizione, infatti, non hanno partecipato alla votazione.

La principale novità è costituita dal Documento di economia e finanza regionale (Defr), che sostituisce l’attuale Documento annuale di programmazione (Dap), in modo da rendere coerenti gli obiettivi che annualmente l’ente si propone di perseguire e gli stanziamenti del bilancio di previsione. In particolare, il Defr aggiorna il contesto strutturale del Piano regionale di sviluppo (Prs) e definisce le priorità programmatiche. È uno strumento preliminare di indirizzo alla legge di bilancio ed alla legge di stabilità, che viene approvato dal Consiglio regionale, eventualmente dando indirizzi specifici. La Giunta lo trasmette all’assemblea entro il 30 giugno di ogni anno.

Con la nuova legge vengono ricalibrati i tempi per l'approvazione dei diversi atti, introducendo elementi di razionalizzazione e semplificazione, favorendo l’integrazione delle politiche settoriali. I principi generali ed i criteri guida della programmazione regionale vengono sostanzialmente confermati, come pure la concertazione ed i raccordi con la pianificazione del territorio e quella locale.

L’obbiettivo è di snellire i tempi della programmazione regionale, coordinandone al tempo stesso le cadenze con quelle degli atti europei e nazionali che condizionano le scelte e le disponibilità finanziarie. Alla programmazione sarà affiancato un sistema di monitoraggio e di valutazione, per fornire al Consiglio regionale, ma anche alla stessa Giunta regionale, gli strumenti di conoscenza indispensabili per un esercizio consapevole delle proprie competenze.

La novità più importante della programmazione di settore, ossia i piani ed i programmi di durata pluriennale, consiste nella possibilità per il Prs di indicare tra i piani previsti da normativa nazionale o dell’Unione europea quelli eventualmente da prorogare per l’attuazione dei propri indirizzi.

Per quanto riguarda la copertura finanziaria delle leggi regionali, nel caso in cui lo scostamento rispetto alle previsioni possa alterare gli equilibri di bilancio, sarà introdotta una clausola di salvaguardia per la compensazione degli effetti, da disciplinare in dettaglio con regolamento.

Sul fronte dell’indebitamento, il ricorso al mercato finanziario è consentito, anche per anticipazioni a breve termine, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla legislazione nazionale e con espletamento di una gara, salvo che il mercato offra condizioni meno economiche del ricorso diretto alla Cassa depositi e prestiti. È consentito, per alcune tipologie di investimento, utilizzare i finanziamenti dalla Banca europea per gli investimenti (Bei).

Il presidente della commissione Affari istituzionali, Marco Manneschi (Toscana civica riformista), ha sottolineato la rilevanza di alcuni emendamenti da lui proposti insieme ai colleghi del gruppo Pd Ivan Ferrucci (capogruppo) e Marco Spinelli, in particolare quello che introduce un fondo speciale destinato a coprire le spese derivanti da leggi d’iniziativa consiliare, che si perfezionano dopo l’approvazione del bilancio. Alberto Magnolfi (capogruppo Ncd) ha annunciato di non partecipare al voto, perché nel corso dell’esame in commissione non c’è stato modo di approfondire alcune questioni, che avrebbero meritato maggiore attenzione.

Finanziaria: il dibattito in Consiglio

La portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni (Forza Italia) ha sottolineato che “questo documento annuale di programmazione doveva essere il documento della chiarezza e della certezza delle scelte. Invece ci troviamo davanti a una fotocopia dei vecchi Dpef, evidentemente la chiarezza non è nelle intenzioni della Giunta”. Secondo la consigliera “si è persa una sfida, quello che si legge è che la Toscana si arrende, perché ci si limita a una rivoluzione organizzativa, mentre i problemi non sono certo solo quelli dovuti alla macchina amministrativa”. Fuscagni ha ricordato che la Toscana si classifica peggiore tra le migliori, e si piazza dietro Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sia per quanto riguarda il reddito, sia per quanto riguarda l’export, sia per quanto riguarda l’occupazione. “Ci sono tre priorità – ha proseguito la consigliera -: l’occupazione, per cui dovrebbero essere liberate risorse e che invece viene considerato l’ultimo degli interventi; l’immigrazione, perché si continua a non voler vedere che sono sempre più i toscani senza casa e che vanno a mangiare alla Caritas di nascosto; le infrastrutture, perché basti pensare che un toscano che vuole andare da Arezzo a Grosseto con i mezzi pubblici ci impiega otto ore e deve attraversare sei province. Ma le risposte a queste priorità non ci sono”.

“Questa è una manovra politicamente irrilevante, perché non è in grado di cambiare in alcun modo il segno di questa legislatura”. È il giudizio di Alberto Magnolfi (capogruppo Ncd), secondo cui siamo davanti “all’espressione di una grave crisi e soprattutto della mancanza di una strategia per superarla. Le decisioni ormai si prendono da altre parti e il messaggio che sta passando è quello che le Regioni siano enti inutili. Ci stupisce che chi ha la forza e il ruolo per affrontare i problemi preferisca rinunciare e rassegnarsi a questo declino pericoloso”. Il consigliere ha proseguito ricordando la necessità di riforme, e che questo processo è tutt’altro che concluso come vuol fare credere Rossi. “Davanti agli scintillii della comunicazione sempre più gente che soffre in Toscana oppone il detto della saggezza popolare ‘tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare’ – ha commentato ancora Magnolfi –. Per cambiare pelle occorre mettere mano ad alcune cose: la revisione della spesa storica, la rilettura delle priorità degli investimenti, la filosofia della semplificazione, il disboscamento delle partecipate, il superamento della concertazione, la sburocratizzazione del sistema sanitario regionale, un nuovo approccio al welfare, l’ambizione di riscrivere il ruolo e lo spazio della Toscana nel contesto globale”.

Anche secondo Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) “oggi avremmo dovuto discutere un documento che stabiliva degli obiettivi, invece questo è una fotocopia sbiadita dei precedenti”. “Non c’è alcuna priorità – ha detto Marcheschi -, alcuna consapevolezza del fatto che la Toscana in questi anni è molto cambiata, ci sono solo annunci e un’indeterminatezza sugli obiettivi e sulle strategie. I toscani pagano i cinque anni del non fare, oppure dei grandi ritardi, della giunta Rossi. Ritardi sulle infrastrutture, mancanza di sostegno alle piccole e medie imprese, scarso sostegno alle famiglie che si trovano a carico gli anziani con pensioni irrisorie e i giovani che non trovano lavoro”. “Le uniche risorse spese – ha aggiunto il consigliere – sono quelle per le emergenze, come se Rossi fosse un liquidatore delle assicurazioni. Emergenze che, se si fosse fatta prevenzione, non si sarebbero verificate”. Sarebbe stato necessario, ha concluso Marcheschi, dare alcune risposte sull’occupazione, sulla concorrenza sleale, sulla forbice dei redditi che si allarga sempre di più, sui nuovi poveri.

Diversi i dati presentati da Marta Gazzarri (Toscana civica riformista), secondo la quale “dal punto di vista economico e occupazionale la Toscana sta andando meglio rispetto ad altre realtà in Italia, per la capacità di intercettare la domanda internazionale da parte delle nostre imprese”. Gazzarri ha detto che dal 2008 l’export in Toscana è cresciuto del 20%, la percentuale più alta in italia, e che la parte del leone le fanno i settori più inclini all’innovazione e al progresso tecnologico, moda e turismo in testa. Per la consigliera, “nonostante una crisi di così lunga durata la nostra regione ha retto meglio delle altre, e questo è un incoraggiamento a migliorare ancora. In questo senso le risorse messe a disposizione da parte della Regione per le imprese sono una buona medicina, così come la riforma della formazione varata recentemente, che cerca di eliminare gli aspetti negativi registrati favorendo lavoratori e imprese”. La chiave dello sviluppo, ha aggiunto Gazzarri, sta nella capacità di fare rete, di attrarre nuove risorse dall’estero, di porre attenzione alla questione ambientale. “Il cammino è lungo – ha concluso – ma la strada intrapresa è quella giusta”.

“La Regione Toscana si è adeguata alla poltica di tagli e di riforme annunciati o adottati dal Governo nazionale”. Lo ha dichiarato Monica Sgherri (capogruppo Rc-Ci), definendo la manovra finanziaria regionale come uno strumento che “aumenta il divario delle disegueglianze tra i cittadini”. Sgherri ha aggiunto di nutrire “dubbi sull’efficacia del Progetto GiovaniSì, di cui non si riesce a conoscere il quadro reale di interventi e ricadute” e ha criticato la scelta “di riconfermare tante grandi opere inutili e dannose come il sottoatraversamento fiorentino dell’Alta velocità e l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze”. Sgherri, infine, ha parlato di “colpo pesante alla Sanità toscana con l’annuncio di riorganizzazioni e tagli che fanno solo immaginare uno snaturamento del sistema”.

Secondo Paolo Enrico Ammirati (Forza Italia), “solo la consilgiera Gazzarri vede una Toscana bella, capace e propositiva, quando la realtà dei fatti è ben diversa”. Ammirati ha sottolineato che il Pil e il tasso di disoccupazione della Toscana sono assai peggiori di quelli registrati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che sono “le regioni a cui la Giunta fa sempre riferimento per dire di essere in linea con le loro performance. I numeri dicono che non è così”. E ha aggiunto: “Il cambio di passo tante volte annunciato dalla Giunta non è mai avvenuto e, dunque, non si può che dire che ha fallito i suoi obiettivi”. “Purtroppo”, ha concluso, “la Toscana è senza idee, con crescente disoccupazione e lontana dai bisogni dei cittadini”.

“Tante critiche sono condivisibili, ma non tutti i problemi sono imputabili alla Regione. La crisi economica non è colpa della Regione”, ha esordito Paolo Bambagioni (Pd). Ricordando l’impegno profuso nel tagliare i costi della politica e a mantenere in vita il trasporto pubblico locale su gomma, la riforma delle formazione professionale e l’anticipazione dei fondi europei, Bambagioni ha affermato che anche “la Regione Toscana è in una fase di grande riforma e gioca così un ruolo all’interno della più generale riforma dello Stato”. A proposito del taglio al fondo sanitario, infine, Bambagioni ha affermato “che non si tratta di un taglio in quanto tale, ma dell’inizio di un percorso di riorganizzazione che renderà più efficiente il sistema”.

Il dibattito è proseguito con l’intervento di Stefano Mugnai, Forza Italia, il quale ha affermato che “le risorse vanno trovate nel comparto Sanità”. Secondo Mugnai, infatti, “se si pensa alla materia sanitaria, che di tutti questi documenti occupa appena cinque articoli dove la sola cosa chiara è lo stanziamento per consentire agli Estav di restare in piedi in attesa di accorparli nell’Estar, si capisce che siamo di fronte a discorsi, forse utili a chiudere i bilanci, visto che ancora siamo a quelli del 2012, ma non certo per fare gli interessi dei cittadini”. La ritardata chiusura degli Estav, secondo Mugnai, comporterà un inutile aggravio di spesa. Così come un risparmio lo si potrebbe trovare nell’effettiva riduzione del personale, cosa che “invece sarà difficile specie per le figure apicali del servizio sanitario”. Per non parlare degli impianti di robotica: “In Germania ci sono sei impianti di robotica per interventi ad alta chirurgia, in Francia cinque, in tutto il Regno Unito appena due. In Italia, ben 57, di cui nove in Toscana. E il piano sanitario vuole aumentarli ancora. Sapete perché? Perché laddove esiste una postazione robotica, ci sono le posizioni apicali. Ecco perché!”.

Critico anche l’intervento di Giuseppe Del Carlo, capogruppo Udc, secondo cui tuttavia le criticità già iniziano nel rapporto col Governo nazionale. Ha spiegato Del Carlo: “A volte tratta quasi con disprezzo le Regioni sminuendo le problematiche e la mancanza di risorse”. Detto questo, secondo Del Carlo, vi è anche una questione di natura regionale. Le politiche e la manovre economiche toscane, ha detto, dovrebbero favorire lo sviluppo e l’innovazione nonché chiarire i rapporti con le partecipate ed anche con soggetti come il Monte dei Paschi e la Fidi Toscana.

Giovanni Santini, capogruppo Forza Italia, ha aggiunto che “questi interventi ripropongono programmi già finanziati dalla Regione”. Secondo Santini, a tal proposito, “il fatto che dopo la pesante manovra dello scorso anno si proponga adesso una manovra siffatta, significa che la Toscana è vessata da tasse e tributi regionali”. Esiste inoltre, per Santini, il problema delle aziende partecipate, che va affrontato e risolto. Nel complesso, questa la sua chiosa: “Al di là delle enunciazioni di principio, la Toscana non ha cambiato verso!”.

Nicola Nascosti, anche lui Forza Italia, ha aggiunto che “la manovra è sbagliata” e ha spiegato perché: “Il deficit di 1 miliardo e 618 milioni di euro serve a finanziare opere pubbliche. Ciò è sbagliato. Non solo perché dal prossimo anno una cosa del genere non sarà più possibile in quanto gli investimenti dovranno essere coperti da risorse proprie, ma perché quanto sta avvenendo a livello di politica finanziaria ed economica in Toscana, al di là dei discorsi, oggi non garantisce i cittadini”. Piuttosto, secondo lui, siamo di fronte a una “manovra finanziaria creativa”.

Finanziaria: l’illustrazione dei provvedimenti per il 2015

Il Documento annuale di programmazione, la legge finanziaria ed il bilancio per l’anno 2015 sono al centro della seduta del Consiglio regionale della Toscana. È stato il presidente della commissione Affari istituzionali, Marco Manneschi (Toscana civica riformista), ad illustrare gli atti ed avviare così il dibattito in aula. Il relatore ha rilevato che con il Documento annuale di programmazione vengono individuate alcune priorità per la competitività del sistema regionale: il rafforzamento della ricerca, innovazione e traferimento tecnologico; il sostegno alle piccole e medie imprese; progetti di riconversione e qualificazione delle aree di crisi industriale, con particolare riferimento alle aree di Piombino e Massa Carrara; creazione di lavoro qualificato e riduzione della precarietà; promozione di percorsi di autonomia dei giovani; riorganizzazione del sistema della formazione; sviluppo dei servizi educativi e crescita qualitativa del sistema scolastico; competitività del sistema agro-forestale; promozione di un’offerta turistica e commerciale d’eccellenza; valorizzazione e qualificazione dell’offerta e del patrimonio culturale. Il relatore si è poi soffermato sul tema della sostenibilità, qualità del territorio ed infrastrutturazione, articolato in quattro punti: adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione e gestione dei rischi; sostegno alla diffusione della green economy; politiche della mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale; sviluppo e promozione di politiche territoriali integrate.

“Si accenna all’attuazione del parco agricolo della Piana – ha sottolineato Manneschi – All’avvio delle procedure per il progetto di rigenerazione urbana di Chianciano e del progetto di paesaggio Cecina-Volterra, oltre a quelle per la selezione di Progetti di innovazione urbana (Piu)”. “Abbiamo una strumentazione urbanistica che ci consente di affrontare solo ciò che c’è da fare – ha osservato – senza ridisegnare tutto il passato. Un compito che la Regione assolve per tutti gli enti locali”.

Tra gli altri obbiettivi tematici il presidente si è soffermato quindi sui diritti di cittadinanza e di coesione sociale (con il riordino del sistema sanitario regionale, le politiche di contrasto alla povertà ed alle disuguaglianze, la valorizzazione e qualificazione del patrimonio edilizio), la governance e l’efficienza della pubblica amministrazione (con la riforma del sistema istituzionale e la promozione della politica della montagna, la cooperazione finanziaria Regione-Enti locali, la semplificazione dell’amministrazione pubblica, l’attuazione dell’agenda digitale), l’attività internazionale ed il rafforzamento della protezione civile.

“Quest’anno la situazione è lievemente più difficile, per i tagli continui che arrivano da Roma e per la crisi economica, che restringe la base impositiva”, ha rilevato Manneschi illustrando la legge finanziaria. Ecco i dati principali. La Regione è autorizzata a contrarre mutui od emettere obbligazioni per 165 milioni e 26mila euro, a fronte di entrate/uscite pari a 9 miliardi 925 milioni. “Rispetto ai bilanci di inizio legislatura sono venuti meno complessivamente 2 miliardi e 700 milioni – ha rilevato – Lo sforzo è di non ridurre le attività, che rimangono tantissime ed alcune molto qualificanti, a fronte di situazioni di grave disagio e difficoltà”. Il relatore ha ricordato la riduzione della tassa di concessione per l’attività venatoria, a fronte di una riforma degli ambiti terroritoriali di caccia, e l’intervento sull’Irap con riduzioni (0,5 punti percentuali) per gli esercizi commerciali che rinunciano ai videogiochi e per le imprese che entrano a far parte di reti d’impresa o di protocolli d’insediamento, mentre viene azzerata l’aliquota per le start up di alta tecnologia costituite nel 2015.

Sul fronte della viabilità sono previsti interventi su tutto il territorio regionale, mentre, per quanto riguarda il servizio sanitario regionale sono previste norme per gestire la transizione ad un unico Ente di supporto tecnico amministrativo. Fra i vari interventi, Manneschi ha ricordato il fondo di 2 milioni e mezzo per la lotta alla povertà, i contributi straordinari per Pisa, la partecipazione nella società logistica toscana, i fondi per le mura di Magliano, l’interporto di Gonfienti ed Enoteca italiana di Siena, ma soprattutto quelli sui vitalizi degli ex consiglieri: l’innalzamento dell’età per il godimento a 65 anni, con decurtazioni se viene chiesto il decorso dopo i sessant’anni, ed un contributo di solidarietà sugli importi per il triennio 2015-2017, sulla base di un’aliquota proporzionale e progressiva (6% da mille a mille e 500 euro, 9% da 1501 a 3mila 500 euro, 12% da 3501 a 6mila, 15% per importi superiori a 6mila euro). Tali aliquote sono maggiorate del 40% se il beneficiario è titolare di un altro vitalizio del Parlamento italiano od europeo. I risparmi confluiranno in un fondo speciale del Consiglio regionale per fronteggiare emergenze sociali ed ambientali. È prevista la possibilità di rinunciare al vitalizio, previa restituzione dei contributi versati.

“Vorrei una classe politica capace di cambiare orientamento ed invece siamo ancora di fronte al gioco delle parti, non solo in Consiglio regionale ma anche in Parlamento”. Così ha esordito Pieraldo Ciucchi (Gruppo misto), invitando tutti alla responsabilità, “se non vogliamo correre il rischio che l’unico attore politico in campo resti il governismo”. “Oggi siamo arrivati ad una crisi acuta e ad un declino profondo perché abbiamo lasciato marcire il processo di riforma – ha continuato – a tutti noi il compito di costruire il futuro, di riavvolgere il nastro della storia, investendo nella cultura riformista, per tornare a dare risposte alte all’intero sistema paese”.

Di “documento pensato più per affrontare la prossima campagna elettorale che per risolvere effettivamente i problemi” ha parlato Antonio Gambetta Vianna (Più Toscana) che, nel periodo caratterizzato da notevoli ristrettezze economiche, si è soffermato sui tagli operati. Soprattutto tagli in sanità e nelle “rappresentanze del volere popolare”. “Non si risparmia tagliando i politici – ha affermato il consigliere – che sono i rappresentanti del volere del popolo attraverso l’espressione democratica del voto, bensì andando a limare la struttura, andando a fare programmazione degna di nota, capace di disegnare il futuro in maniera concreta, e invece, ancora una volta, dobbiamo accontentarci di documenti in cui si prosegue a commettere gli errori del passato, con investimenti fatti a casaccio e unidirezionali”. “Come dicevo un anno fa – ha concluso Gambetta – c’è ancora tanto da lavorare per il bene della nostra Toscana”.

Bilancio di previsione 2015

Lo stato di previsione della competenza dell’entrata e della spesa per l’anno 2015 è di euro 16.711.170.640, al netto delle contabilità speciali, mentre il totale complessivo del triennio 2015-2017 a legislazione vigente è di euro 30.447.800.557.

Il disavanzo per l’esercizio 2015 è di euro 3.927.610.836, di cui euro 2.651.670.505 di disavanzo presunto per l’esercizio 2014 ed euro 1.275.940.331 di disavanzo presunto per l’esercizio 2015.

La Giunta regionale nel triennio di riferimento potrà contrarre mutui od emettere obbligazioni per l’importo complessivo di euro 1.275.940.331. I mutui ed i prestiti dovranno estinguersi nel periodo massimo di trent’anni e potranno essere assunti anche con la cassa depositi e prestiti e con la Banca europea per gli investimenti. La Giunta regionale potrà contrarre mutui o emettere obbligazioni nel solo 2015 per tutto il triennio. Per l’attuazione del programma pluriennale degli investimenti il tetto è fissato ad euro 177.609.642. Per il finanziamento di spesa per investimento nel settore sanitario l’importo massimo è fissato in euro 165.026.720, con mutui e prestiti che dovranno estinguersi in un periodo massimo di 10 anni per l’acquisto di attrezzature sanitarie, con un tasso massimo del 5% annuo ed in 20 anni per tutti gli altri investimenti ad un tasso massimo del 6% annuo.

Gli oneri derivanti dagli strumenti finanziari ammontano ad un saldo netto negativo di euro 40.828,758 nel triennio 2015-2017. L’ammontare massimo teorico del debito contraibile è di euro 19.070.000, con una residua capacità di indebitamento di euro 7.037.409 nel 2015, 4.124.047 nel 2016 e 2.067.452 nel 2017.

Il quadro generale dell’entrata e della spesa del bilancio di previsione 2015 è, in milioni di euro, di 9.925,33. Sul fronte entrata: 7.481,24 tributi propri; 473,10 trasferimenti correnti da Stato, Ue ed altri soggetti; 11,74 entrate extratributarie, 47,09 alienazioni, riscossione crediti e trasferimenti in conto capitale; 1618,58 ricorso al credito; 293,58 applicazione avanzo. Sul fronte spesa: strategia istituzionale 260,50; strategia territoriale 1.420,26; strategia ambientale 252,62; strategia economica 206,14; strategia culturale e formativa 289,90; amministrazione regionale 765,90.

L’avanzo di amministrazione del 2015 è pari ad euro 293.579.175. La differenza tra il totale degli stanziamenti dell’anno 2014 con quelli del 2015 è pari a 980,55 milioni di euro.

Legge finanziaria per l'anno 2015 - Scheda dei principali interventi previsti

Tassa automobilistica regionale. Esenzione dal pagamento per tre annualità a favore dei autoveicoli ed i veicoli per trasporto merci con massa inferiore alle 3,5 tonnellate (categorie M1 e N1) su cui viene installato un sistema di alimentazione a gpl o metano tra il 1 gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2015 e che il collaudo del sistema sia effettuato entro 31 gennaio 2016. Contrazione del gettito stimata in euro 1.700.000,00 per l'anno 2015 ed euro 1.900.000,00 per le annualità 2016 e 2017.

  1. Una maggiorazione di 0,3 punti percentuali per gli esercizi pubblici e commerciali ed i circoli privati in cui sia prevista offerta di apparecchi da gioco ed una riduzione di 0,5 punti percentuali per gli esercizi commerciali di cui sopra che rimuovono tali apparecchi. Tale riduzione è applicata per il periodo in cui avviene la rimozione e per i due successivi. Non viene confermata l’agevolazione per le imprese certificare Emas.

Avvocatura regionale. Per il personale si confermano i compensi stabiliti nella contrattazione decentrata integrativa regionale, adeguandoli ai limiti fissati a livello nazionale L'attribuzione dei compensi avverrà in base al rendimento individuale, secondo criteri oggettivamente misurabili; a tal fine verrà utilizzato il sistema delle valutazioni già vigente per il personale della Regione Toscana, limitatamente alla parte relativa alla valutazione delle prestazioni individuali.

Assegno vitalizio. Viene riconosciuto a consiglieri e assessori regionali cessati dal mandato e che abbiano compiuto 65 anni di età. Per coloro che abbiano corrisposto i contributi per più di 5 anni, la decorrenza dell’assegno può essere anticipata, su richiesta dell’interessato e fino al limite del sessantesimo anno d’età, di un anno per ogni anno di contribuzione oltre i cinque anni. Per chi ha corrisposto solo 5 anni di contributi, l’assegno può essere anticipato, con gli stessi limiti esposti in precedenza, con una decurtazione a scalare dell’importo del 3% per ogni anno di anticipazione richiesto. La decurtazione decade al raggiungimento dei 65 anni. L’assegno è cumulabile, senza detrazione alcuna, con ogni eventuale trattamento di quiescenza spettante, a qualsiasi titolo, al consigliere cessato dal mandato. I requisiti si applicano a tutti coloro che non hanno ancora maturato il diritto alla corresponsione dell’assegno vitalizio. I soggetti che intendano rinunciare al vitalizio non ancora percepito dovranno presentare domanda al Presidente del Consiglio regionale per la restituzione di tutti i contributi versati. La domanda dovrà essere presentata entro 30 giorni dal termine della legislatura. La restituzione dei contributi determina la decadenza al conseguimento dell’assegno vitalizio. Non è ammessa la restituzione dei contributi per coloro i quali è stata sospesa, per qualsiasi motivo, la percezione del vitalizio già in essere. L’applicazione della misura avverrà entro i limiti di disponibilità del bilancio regionale.

Ambiente. la Regione potrà concedere finanziamenti ai comuni, con obbligo di restituzione, per interventi di bonifica, compresi quelli d’emergenza. Nel caso i comuni non abbiano una capacità economica adeguata, i contributi possono essere a fondo perduto. La spesa massima è fissata in 9 milioni e 400mila euro.

Sicurezza sismica. Per sostenere e promuovere interventi per la messa in sicurezza sismica, il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici nonché degli investimenti in energie rinnovabili è necessario rifinanziare anche per il 2015 il fondo per la concessione di garanzie finanziarie e la concessione di contributi in conto interessi, . Previsione 3 milioni di spesa massima autorizzata. Si stima di finanziare circa 500 interventi e coprire le spese del soggetto gestore.

Depurazione in Versilia. Per l'abbattimento della carica batterica immediatamente a monte della foce del Fosso dell'Abate, Fosso Fiumetto e Fosso Motrone, rimodulando le risorse ivi previste in particolare col riporto all'esercizio 2015 di stanziamenti previsti per il 2016, anno nel quale in virtù delle nuove norme nazionali non può essere previsto indebitamento.

Viabilità. Viene definita una diversa articolazione temporale degli interventi ed una rimodulazione della copertura finanziaria per la rete viaria locale (29 milioni e 500 mila), per la tangenziale di Lucca (15 milioni), la viabilità di Sansepolcro (3 milioni), polo tecnologico e svincolo est di Empoli (1milione e 448mila), variante Sr 65 tra Scarperia e San Piero, che interessa l’area della Villa medicea di Cafaggiolo. (9 milioni). Contributo straordinario per le aree logistiche di Arezzo (950mila) e sarà incrementato il finanziamento per il parcheggio scambiatore di Pistoia per complessivi 3milioni e 400mila.

Ferrovie. Per la tratta Pistoia Lucca sono stanziati 200 milioni destinati a Rete ferroviaria italiana per cantierare, entro il 2015, la tratta Pistoia Montecatini.

Porto di Livorno. Contributo all’Autorità portuale di 170 milioni per la realizzazione della Darsena Europa. in attuazione dell’Intesa Generale Quadro tra Governo e Regione Toscana del 22 gennaio 2010 e al successivo atto integrativo del 2011.

Contratto autoferrotranvieri. In attesa della stipula del contratto con l'aggiudicatario della gara per il trasporto pubblico locale, sarà stanziato l’importo di circa 31 milioni e 837mila destinato alle aziende di trasporto per il rinnovo del CCNL autoferrotranvieri

Fondo per progettazione viabilità. Contributi straordinari fino a 1 milione per interventi inseriti nel Dap, quali quelli relativi ad un nuovo ponte sull’Arno, che interessa i comuni di Signa, Lastra a Signa e Scandicci e la viabilità nei Comuni di Terranuova Bracciolini e Montevarchi.

Viabilità per Diga di Levane. Per interventi urgenti sul Ponte Catolfi, che collega l'abitato di Laterina con quello di Ponticino, 1 milione e 750mila

Viabilità comune di Zeri. Interventi per 320 mila euro sulla viabilità danneggiata dalle alluvioni.

Viabilità Arezzo. Interventi per complessivi 1 milione e 100mila euro: 700milaper il primo lotto “Ponte Buriano” sulla Sp1 Setteponti; 300 mila al Comune di Poppi per la mobilità verso le scuole; 100 mila ai comuni di Capolona e Talla per la viabilità locale.

Viabilità Prato. Contributo straordinario di 600mila euro per il completamento della seconda tangenziale di Prato e le connessioni ai comuni limitrofi.

Servizio sanitario: I commissari e i collegi degli Estav rimangano in carica con il solo compito di chiudere la situazione contabile per una spesa di 115 mila euro.

C’è un incremento di 8 milioni e 600 mila euro per il 2015 e si procede ad una rimodulazione delle risorse già stanziate per complessivi 160 milioni e 100mila euro per il rinnovamento del patrimonio strutturale e strumentale delle aziende sanitarie, in particolare azzerando lo stanziamento per l'anno 2016 e riportandolo al 2015.

Si istituisce un tavolo di monitoraggio regionale, attraverso il quale la Regione procede periodicamente alla verifica del raggiungimento degli obiettivi sanitari, economico finanziari e di investimento degli enti e delle aziende del servizio sanitario regionale.

Conferma del tetto alla spesa per il personale degli enti e delle aziende del servizio sanitario regionale pari a quella del 2004, diminuita dell’1,4 per cento.

Equità sociale. Si esclude la cumulabilità del contributo una tantum di euro 700,00 per ogni figlio nato, adottato o collocato in affido preadottivo, con i contributi previsti allo stesso titolo da disposizioni nazionali.

Lavori socialmente utili. Previsto 1 milione di euro per l'impiego temporaneo e straordinario in lavori di pubblica utilità di soggetti inoccupati o disoccupati, anche in uscita da ammortizzatori sociali, come anticipazione a carico del bilancio di previsione 2015 delle future quote comunitarie, nazionali e di cofinanziamento regionale dei programmi comunitari.

Microcredito. Previsti 2 milioni e 500mila euro per iniziative di microcredito a favore di famiglie e persone fisiche, in condizioni di difficoltà, sulla base di progetti presentati da soggetti del terzo settore.

Violenza di genere. Si prevedono 250 mila euro per interventi contro la violenza di genere e contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale

Disabilità. Viene autorizzata la spesa di 300 mila euro per ciascuno degli esercizi 2015, 2016 e 2017 quale contributo straordinario per la realizzazione della Conferenza Regionale sulla Disabilità e per la realizzazione delle attività del CRID (Centro di documentazione sulle disabilità).

Commercializzazione dei fiori a Pescia. Contributo di 1 milione al Comune di Pescia per il trasferimento del Centro di Commercializzazione dei fiori per l'Italia centrale.

Demolizione vecchi ospedali.Rifinanziamento degli interventi a favore delle aziende sanitarie per gli oneri di demolizione dei presidi ospedalieri dismessi, la cui copertura finanziaria era pari a euro 7 milioni per l’anno 2014 e 3 milioni per l’anno 2015. La norma proposta attualizza la copertura finanziaria della norma sostanziale spostando il suo finanziamento interamente sull’annualità 2015.

Piana fiorentina. Rifinanziamento degli interventi per le zone umide, lo sviluppo della rete ecologica e la piantumazione della piana fiorentina la cui copertura finanziaria era pari a 4 milioni di euro. La norma proposta attualizza la copertura finanziaria della norma sostanziale spostando il suo finanziamento sull’annualità 2015.

Area archeologica di Gonfienti. Per acquisire l’area su cui insiste il sito archeologico etrusco, viene prevista una spesa di 3 milioni e 200 mila euro. Vengono inoltre rifinanziati i contributi per la sistemazione dell’area, la cui copertura finanziaria era pari a 500 mila euro per l’ esercizio 2013 e 100mila per ciascuno degli esercizi 2014 e 2015. La norma proposta attualizza la copertura finanziaria della norma sostanziale spostando il finanziamento degli interventi previsti per il 2014 sull’annualità 2015.

Scuola paritaria. Sostegno economico alle famiglie per la frequenza di scuole dell'infanzia paritarie, degli enti locali e private, con un intervento gestito dai comuni. Risultano presenti in Toscana circa 450 scuole dell’infanzia paritarie, private e degli enti locali, che sono frequentate da circa 26.500 bambini. L’intervento si affianca al Progetto Pegaso. L’'importo massimo di spesa previsto per l'anno 2015 diventa pari 2 milioni di euro.

Viareggio. Il finanziamento straordinario di 9 milioni di euro per la riqualificazione urbana della Passeggiata a mare avrà una diversa articolazione temporale, prevedendo in particolare 6 milioni per l'anno 2015.

Istituti musicali. Sostegno economico agli istituti superiori musicali "Rinaldo Franci" di Siena, "Pietro Mascagni" di Livorno e “Luigi Boccherini” di Lucca che garantiscono, con il Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze, l’offerta di alta formazione musicale sul territorio regionale. Con l’integrazione di 150 mila euro per l'anno 2015, l’importo complessivo del sostegno viene portato a 850 mila euro.

Pisa. Complessivi 13 milioni di euro per una serie di interventi a favore della città Pisa, ripartiti fra Università (4 milioni per interventi sul palazzo della Sapienza e per il polo museale storico di ateneo) e Comune (9 milioni per la cittadella galileiana).

Sistema neve. Contributi fino ad un massimo di 3 milioni di euro (2milioni e 500mila per investimenti e 500mila per spese correnti) per la qualificazione delle stazioni invernali e del sistema sciistico.

Edilizia scolastica: un importo complessivo di 2 milioni e 500 mila euro sarà assegnato ai comuni di Crespina Lorenzana per la nuova scuola secondaria di primo grado (1 milione), di Impruneta per la nuova scuola primaria (1 milione) di Uzzano per l’ampliamento del complesso scolastico La Pineta a Torricchio (500 mila).

Fondazione Carnevale di Viareggio. Intervento straordinario di 1 milione 600mila per il ripiano della perdita finanziaria sull'esercizio 2014 e per le spese di organizzazione del carnevale 2015.

Istituto superiore industrie artistiche di Firenze.Contributo di 1milione e 100mila, ad integrazione delle risorse ministeriali per la sistemazione del complesso di archeologia industriale ex Meccanotessile.

Impiantistica sportiva. Contributi straordinariper un importo massimo di 1milione e 20mila euro in conto capitale ad enti locali, istituti scolastici e universitari per interventi urgenti su impianti sportivi di loro proprietà.

Contenzioso Invaso di Bilancino: sono previsti 280mila euro perla copertura delle spese derivanti da contenziosi o da richieste stragiudiziali in relazione alla gestione del Commissario straordinario per l’invaso di Bilancino.

  1. Si autorizza la Giunta ad erogare contributi straordinari fino ad un milione di euro.

Parco della musica Torre del Lago Puccini. Contributo straordinario di 400 mila euro a parziale copertura della spesa per la costruzione del nuovo teatro all’interno del Parco della musica.

Enoteca italiana di Siena. Contributo straordinario a favore dell’Ente autonomo mostra mercato nazionale dei vini.

Mura di Magliano in Toscana. Assegnato al Comune di Magliano in Toscana un contributo straordinario una tantum di 300 mila euro, limitato all’anno 2015, per gli interventi necessari al ripristino e recupero della cinta muraria crollata nel corso di questo mese.

Governo del territorio. Per il finanziamento degli oneri previsti per “l’incentivazione per favorire la redazione dei piani strutturali intercomunali, si prevedono 800 mila euro per il 2014, un milione e 300 mila euro per il 2015 e 800 mila euro per il 2016.

Programmazione: per garantire la continuità delle politiche di coesione, si iscrive la somma complessiva di 11milioni e 940mila euro a carico del bilancio di previsione 2015 per le future quote comunitarie, nazionali e di cofinanziamento regionale dei programmi cofinanziati dall’Unione europea con il Fondo Sociale Europeo, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale ed il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, nonché del P.O. Italia-Francia Marittimo.

In particolare l'importo di 7milioni e 600mila euro è destinato al finanziamento delle seguenti misure del futuro POR FSE 2014/2020: 1 milione per promuovere forme di impiego temporaneo in lavori di pubblica utilità; 6 milioni per i tirocini; 100 mila per il co-working e 500 mila per spese di assistenza tecnica. L'importo di 3 milioni è relativo al finanziamento in anticipazione degli incentivi alle imprese per efficientamento energetico sia degli immobili che dei processi produttivi, mentre quello di 625mila euro è relativo a spese di assistenza tecnica, entrambi nell'ambito del futuro POR FESR 2014/2020. Gli importi rispettivamente di euro 500 mila e 215 mila euro risultano infine destinati al finanziamento delle spese di assistenza tecnica nell'ambito del FEASR 2014/2020 e del P.O. Italia-Francia Marittimo.

Atti finanziari 2015, Mugnai (FI): «La Regione punto di riferimento per i cittadini? Sì, ma dei loro anatemi»

«La Regione è diventata un punto di riferimento per i cittadini toscani? Eccome, ma per i loro anatemi, però… e non gli si può nemmeno dare torto se si pensa alla materia sanitaria che di tutti questi documenti occupa cinque soli articoli in cui la sola cosa chiara è lo stanziamento per consentire agli Estav di restare in piedi in attesa di accorparli nell’Estar. Il resto è tutta fuffa. Fuffa utile a chiudere i bilanci sanitari, forse, visto che ancora siamo a quelli del 2012…»: queste le valutazioni con cui il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (FI) è intervenuto in aula durante il dibattito sugli atti finanziari 2015 della Regione Toscana.

«Siamo ai numeri in libertà», ha attaccato Mugnai. «Certo – ha proseguito – siamo in attesa della salvifica riforma della sanità che era stata promessa per la fine di questo mese. Invece siamo ai ritagli di giornale, non c’è uno straccio di atto nemmeno di proposta. Perché Rossi aveva annunciato un muscolare assetto 3 aziende d’area vasta più 1, il Meyer, ma non si può fare. Non gliel’aveva detto nessuno, a Rossi, che la legge nazionale impedisce questa strada? E allora, dal 3+1 siamo al 3 aziende d’area vasta più 3 aziende ospedaliere, che poi però diventerà un 3+3+3 perché sennò Ispo, Monasterio e Meyer dove li mettiamo? Insomma, resterà giuppersù così diciamocelo… siamo a dare i numeri, ed è su questo standard di approssimazione che si basano gli atti finanziari che siamo chiamati a valutare».

Ma non sono solo quelli, i numeri in libertà: «Ci è stato prospettato un risparmio da urlo ottenibile con i prepensionamenti del personale sanitario. Bene: ma anche quello non si farà. I monitoraggi effettuati dalle aziende sanitarie, infatti, contano coloro che possono andare in pensione. Cioè io non vorrei dire, ma non hanno alcun obbligo, e molti primari hanno già ottenuto l’autorizzazione a prolungare la loro attività, dunque anche qui, annunci a parte, vedo poca prospettiva».

Annunci dopo annunci, poi, si scopre che: «Rossi è andato l’altro giorno a Massa a celebrare il pareggio di bilancio della Asl 1, quella dello storico crac rilevato a suon di bilanci certificati. Ma su che basi, ha dichiarato quello, se andando noi a verificare abbiamo scoperto che ancora nessuna delle aziende sanitarie della Toscana ha approvato il consuntivo 2013? Ivi compresa Massa… dunque: pareggio di che?»

Insomma, siamo seri, esorta Mugnai: «Parliamo di cose serie, per favore. In Toscana, lo sapete? Ci sono 9 impianti di robotica per gli interventi di alta chirurgia. In Germania ce ne sono 6. In Francia 5. In tutto il Regno Unito 2. In Italia 57, di cui 9 in Toscana. E il piano sanitario vuole aumentarli ancora, avvalorando questa anomalia. Come mai? Ve lo dico io: perché laddove esiste una postazione robotica, ci sono le posizioni apicali. Ecco perché. Allora affrontiamo questi, di nodi, perché il resto è fuffa. Poi per carità: è una fuffa utile a chiudere i bilanci e a farli certificare come quelli di Massa fino al 2009. Salvo poi scoprire, nel 2010 a elezioni passate, che lì c’era una voragine. E ora guarda caso, a un anno dalle elezioni, è tornato in pareggio. Il film è già visto, i cittadini lo hanno già imparato».

Bilancio Regione Toscana, Fuscagni (FI): «Giunta degna di Truman Show»

«Un bilancio che ci dà una certezza: la Giunta Rossi è degna di Truman Show, nel senso che vive dentro una realtà fittizia che davvero non ha un riscontro nel mondo reale. A dire il vero questa certezza l’avevamo da anni e il selfie  del Presidente Rossi con i suo vicini di casa rom ne era la plastica dimostrazione, ma dopo i numeri di questo bilancio siamo alla rimozione patologicamente politica della realtà».

Così Stefania Fuscagni, consigliere regionale di Forza Italia e Portavoce dell’Opposizione nel commentare il bilancio preventivo presentato dalla Giunta Rossi.

«Del resto quando in un tempo di crisi economica, la voce “economia” è la più povera di tutte; quando la spesa per l’amministrazione regionale supera le spese per la formazione, per le politiche ambientali e per le politiche di sviluppo; quando per alcune voci legate all’inclusione sociale si investono le stesse risorse che si investono per la salvaguardia dei valori della Resistenza, cioè circa 700 mila euro. Quando la voce legata alla sanità di continuità territoriale “pesa” zero mentre il complesso delle politiche internazionali e per la promozione della cultura di pace ammontano complessivamente a 18 milioni di euro, l’unica cosa che rimane da dire – incalza la Portavoce - è che davvero non ci resta che piangere. Non ci resta che piangere anche per la totale rimozione dinnanzi alle emerge toscane. Questa è una Regione che perde tutti i confronti sui punti fondamentali con l’Emilia Romagna, il Veneto e la Lombardia. Questa è una Regione che per 14 anni di fila si piazza come la peggiore tra le migliori. Questa è una Regione che fa “rimediare” il buco della ASL di Massa con il super ticket, che parla di prevenzione e fa aspettare 13 mesi per una mammografia, che parla di mobilità democratica ed intelligente quando per andare da Arezzo a Grosseto in autobus e treno si impiega di più che fare Roma-Toronto con l’aereo. Questa è la Regione che vorrebbe impedire ai cavatori di estrarre il marmo, ai viticoltori di fare ottimo vino, la Regione che preferisce l’agricoltura di cento anni fa al settore florovivaistico. Dopo dieci anni siamo al capolinea e siamo dinnanzi ad un testo incorreggibile che ci dice che ormai la Giunta Rossi, politicamente, è proprio fuori dal mondo», conclude Fuscagni.

Sgherri (PRC in Regione): "Appiattimento completo sul governo nazionale"

Questa manovra finanziaria è l’ultima della legislatura e rappresenta un’occasione mancata perché non c’è un bilancio degli anni passati. Si fa invece una mera fotocopia di annunci e interventi già visti senza una verifica di quale sia stata la loro efficacia. E una manovra con la quale la Regione Toscana continua l’allineamento alle politiche del governo Renzi, un allineamento nel merito e nel metodo. Stesse promesse, stessi annunci ai quali non corrispondono i fatti, stessi difetti, e la continuità con le politiche di rigore che hanno impoverito l’Italia e italiani, che significa accettare e giustificare i tagli in primis alla sanità pubblica, e la continuità di politiche di smantellamento e privatizzazione del welfare, così come la prosecuzione di scelte inutili dannose e costosissime come l’investimento nelle cosiddette “grandi opere”.

Al di là degli annunci insomma si continua il “lavoro” dei Governi Monti e Letta in ossequio alla troika europea, mentre si annuncia e si dichiara (a livello nazionale) che bisogna “cambiar verso” e in Toscana “cambiar pelle”.  Non lo cambia (e i fatti dicono che non lo vuol cambiare) il governo di Renzi, così lo accetta e lo condivide qui il Governo Rossi. Nessuna “anomalia toscana” ma una piena normalizzazione (in coerenza quindi con le dichiarazioni sempre più di condivisione delle scelte governative su compressione dei diritti del lavoro e della democrazia con le cosiddette riforme strutturali) e con l’idea di un modello di sviluppo che il proseguimento e l’inasprimento della crisi (anche in Toscana, basta guardare i drammatici dati di Irpet e CGIL – che parlano di una precarietà devastante: 16 % di contratti a tempo determinato che sono di un solo e o tre giorni, il 60% per meno di 30 giorni - e le ancora maggiormente peggiori previsioni per il 2015) ci dicono essere fallimentare oltre che profondamente ingiusto e foriero di incrementare le disuguaglianze e la forbice sociale.

Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale. Queste considerazioni sono sostanziate nella finanziaria regionale su tutta la linea. Si pensi ai tagli, in buona parte alla sanità, che gli atti oggi in votazione non dicono come verranno coperti (uno schiaffo al ruolo del Consiglio Regionale).

E nel contempo, per rimanere alla sanità, da una parte l’unica certezza di una sempre più progressiva privatizzazione (e quindi smantellamento) del servizio sanitario pubblico e dall’altra annunci continui di riforme e razionalizzazioni del sistema che si inseguono l’una all’altra – fatte a freddo e in maniera del tutto sconclusionata (con quel che è certo la messa a rischio di migliaia di posti di lavoro) e delle quali anche in questo caso si legge solo sulla stampa perché ad oggi non è dato avere nessun atto presentato.

Si pensi al settore della casa, dove l’allineamento a Renzi ha portato ad una proposta della Giunta che “criminalizza” chi si trova di fronte alla scelta fra occupare e dormire per strada, negando per sempre (in linea alla lettera alle scelte del Ministro Lupi e del Governo che nega la residenza e con essa gli allacciamenti a acqua luce e gas agli occupanti) a chi ha occupato dalle graduatorie per l’assegnazione delle case. Tutto ciò di fronte a 5000 sfratti per morosità annunciati il prossimo anno.

La crisi non ha neanche portato a riflettere su quali debbano essere oggi le priorità e sono riconfermate le risorse e le scelte per continuare su scelte devastanti per l’ambiente, inutili e costosissime, come è il caso della Tirrenica (Rossi e la giunta toscana veramente ultimi giapponesi a difesa di quest’opera che non vuole quasi più nessuno!), o il caso della pista dell’aeroporto di Firenze (…di 2400 metri! perché questa è la linea nazionale che certifica Enac…) o il sotto attraversamento di Firenze dell’alta velocità. Così come confermati i fondi alle scuole private, mentre non si sentiva certo la necessità di aumentare in maniera esosa le sanzioni per chi è trovato senza biglietto sui treni. Insomma la trasformazione della nostra Regione in uno dei tanti non luoghi che accettano e si fanno meri esecutori di scelte decise altrove e profondamente errate, inefficaci e profondamente ingiuste per la stragrande maggioranza dei cittadini. Ci vuole un alternativa che non si definisca solamente ma sia davvero di sinistra, altrimenti è evidente come l’errare sia umano ma il perseverare assolutamente no!

“Devo intervenire per sottolineare che, come spesso accade, si tagliano i finanziamenti alla cultura, che invece dovremmo sostenere per il mantenimento del nostro patrimonio artistico ma anche perché la cultura è l’unico strumento per cercare di capire la complessità della nostra epoca”. Lo ha dichiarato il consigliere Severino Saccardi (Pd) che ha giudicato troppo elevato “un taglio del 30% delle risorse al settore, che penalizza professionalità e competenze”. Saccardi ha auspicato che “ci possa essere una correzione importante e visibile per non mortificare un settore che è strategico”.

Giovanni Donzelli (FdI) ha parlato di una legge Finanziaria “surreale, che descrive un mondo che non esiste e che indica priorità che hanno agganci con la realtà”. Donzelli ha sottolineato che la crisi ha mutato la società, costruendo una platea di nuovi poveri “verso i quali non si è previsto alcun sostegno, esattamente come non si sostengono le imprese virtuose”. E ha aggiunto: “È incomprensibile tenere in piedi Fidi Toscana o continuare a impegnare risorse nelle Terme o finanziare l’Uncem, che poi si rifiuta di spiegarci come ha speso le risorse regionali”. Donzelli ha concluso affermando che “la finanziaria rappresenta il fallimento di questa classe politica”.

“Capisco i toni usati: è l’ultima finanziaria e si coglie l’occasione di aprire la campagna elettorale. Ma contano i fatti, e i risultati in questa legislatura ci sono stati”. Lo ha detto Ivan Ferrucci (Pd), ricordando che “la diminuzione del Pil toscano è stato meno della metà di quello nazionale, che la disoccupazione è meno alta che in altre regioni e che l’addizionale Irpef è tra le più basse d’Italia”. Ferrucci ha ammesso che “certo non si può essere soddisfatti, ma non si può parlare di fallimento”. Per Ferrucci, nonostante i tagli nazionali “la Regione ha mantenuto servizi essenziali come gli asili, il fondo per la non autosufficienza e il sostegno alle famiglie e alle imprese”. Adesso, ha aggiunto, “dobbiamo ridefinire la governance regionale con gli enti locali, anche per rispondere al problema del personale delle Province”. Ferrucci ha concluso che il Consiglio, “che nella prossima legislatura avrà 40 consiglieri, nei prossimi mesi dovrà scrivere un nuovo regolamento per garantire una ripresa dei lavori senza intoppi”.

“Con gli atti in approvazione oggi, noi proponiamo una nuova Regione”, ha detto l’assessore al Bilancio Vittorio Bugli nella sua replica. “È  una necessità che nasce dal perdurare della crisi economica e dalle indicazioni della legge di stabilità nazionale, ma l’affrontiamo con l’obiettivo di fornire la chiave con cui affrontare i prossimi anni”. Bugli ha ricordato che di fronte ai nuovi tagli nazionali, la Regione ha scelto “di non tagliare i servizi. Ha accettato la sfida di comprimere i suoi costi partendo dal livello politico”. Ci saranno meno consiglieri regionali e meno assessori e le segreterie politiche avranno tetti di spesa definiti e non aggirabili. “Allo stesso tempo”, ha aggiunto, “taglieremo i livelli apicali della struttura amministrativa e, infine, diminuiremo anche il numero del personale, riorganizzando la macchina regionale per fare in modo di incidere sui servizi a favore dei cittadini, perché siamo convinti che le Regioni devono ritrovare un ruolo positivo e propositivo per il bene del paese”. (lm) – fine –

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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