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Province, Rossi convocherà i sindacati. Dipendenti pronti allo sciopero a oltranza

La protesta dei dipendenti della Provincia di Pisa

Da Roma arriva la notizia che probabilmente verrà presentato un emendamento che consentirebbe 2 anni di " slittamento " degli esuberi.

Lunedì 22 dicembre alle 17 il Presidente della Regione Enrico Rossi ha convocato i sindacati per un incontro sul tema.

Continua infine l'occupazione anche stanotte delle sedi delle province toscane da parte dei lavoratori.

"Attendiamo con attenzione l'evoluzione della legge di stabilità - affermano Becattini e Borgheresi per la UIL FPL - ringraziando tutti i lavoratori delle Province che stanno dimostrando caparbietà ma anche sobrietà' nella protesta".

Seconda notte di occupazione a Firenze

Proseguirà anche stanotte la protesta dei dipendenti della Provincia di Firenze che ieri hanno occupato alcuni locali della sede provinciale per protesta contro i tagli al personale previsti nell'ambito della riforma Delrio.

"Portiamo avanti la nostra protesta - ha spiegato Giuseppe Aloi della Rsu - domani ci riuniremo in assemblea per decidere cosa fare". I lavoratori stanno seguendo attentamente il dibattito parlamentare per capire i contenuti del maxi emendamento alla legge di stabilità. Sarà la seconda notte che i dipendenti trascorrono all'interno della Provincia.

Sindacati pronti a occupazione Province a oltranza

Sindacati pronti all'occupazione delle Province ad oltranza contro la Legge di Stabilità. Lo annunciano in una nota unitaria i sindacati della P.a. "Oggi la mobilitazione si estende a tutte le Province italiane, e senza un intervento del Governo, un passo indietro su provvedimenti dannosi e insensati, non si fermerà''.

"Chiediamo al Parlamento di evitare il peggio, alle Regioni di fare la loro parte", proseguono nella nota i segretari generali di Fp-Cgil, Rossana Dettori, di Cisl-Fp, Giovanni Faverin e di Uil-Fpl, Giovanni Torluccio, rilanciando la mobilitazione dei lavoratori delle province "contro il rischio di esuberi per 20 mila lavoratori a tempo indeterminato e del licenziamento per oltre 2 mila precari" La protesta si estende anche contro i "pesanti tagli previsti in Legge di Stabilità".

Tagli che per i sindacati "mettono a rischio il funzionamento dei servizi di area vasta, dalla sicurezza scolastica alla tutela ambientale, passando per la viabilità e le politiche attive sul lavoro". Insomma, avvertono, "la mobilitazione che è cresciuta in queste settimane oggi raggiungerà il suo apice in tutto il Paese, dopo le prime occupazioni di ieri". E assicurano: "Senza un dialogo vero la mobilitazione continua". Le sigle del pubblico impiego spiegano di volere "un riordino vero", ma, aggiungono, "il Governo abbandoni certi toni".

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