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Mobilitazione dei lavoratori della Provincia, l'Rsu: "Si garantiscano i servizi attuali"

Palazzo Ducale, sede della Provincia

Come dipendente provinciale e delegato Rsu intervengo a nome di TUTTI i lavoratori e le lavoratrici della Provincia di Lucca: tempi indeterminati, tempi determinati, collaboratori a progetto e lavoratori degli appalti, che insieme, da almeno tre anni, vivono e condividono tutte le preoccupazioni, i disagi e le incertezze dellacondizione di lavoratori che hanno subito e subiscono gli esiti distruttivi di una campagna denigratoria generalizzante e indegna, additati come fannulloni, ed avviati ad un futuro indefinito e incerto!

Lavoratori e lavoratrici che nella propria storia di pubblico dipendente hanno già subito le conseguenze di scelte politiche inopportune e dettate da logiche contrarie alla garanzia dell’efficacia e della qualità dei servizi: dipendenti della Regione Toscana trasferiti in maniera coatta e con modalità talvolta molto diversificate, alla Provincia, dipendenti di altri enti (intercomunali, consorzi ed altro) che dopo essere stati creati in quanto ritenuti più efficienti di quelli esistenti, sono stati sciolti perché non più utili, dipendenti dei Ministeri trasferiti alle Province con le deleghe del Lavoro e delle strade, dipendenti che dopo anni di precariato nelle pubbliche amministrazioni con tutte le forme contrattuali possibili ed immaginabili sono riusciti a conquistare un lavoro a tempo indeterminato, lavoratori e lavoratrici che dopo tanti anni di precariato continuano ad essere precari, lavoratori e lavoratrici appartenenti alle categorie protette che meritano di essere accompagnati in questo percorso di riordino.

Quella attuale è una condizione insopportabile per chi è sempre stato in prima linea a garantire i servizi e ad intervenire nelle emergenze e che tutti i giorni, da anni, quotidianamente è sul proprio posto di lavoro e porta avanti comunque, e con sempre meno risorse, ormai quasi completamente annullate, le funzioni e i servizi di propria competenza continuando a farli funzionare: perché si tratta di servizi pubblici, spesso essenziali ed unici per i cittadini e per il territorio: la manutenzione delle strade, il servizio neve, la manutenzione e le utenze degli edifici scolastici, i servizi a supporto del lavoro dei Centri per l’impiego e della Formazione Professionale, i servizi a supporto delle imprese e degli enti locali territoriali; i servizi culturali, le biblioteche, i musei; i servizi sociali, di sicurezza, di controllo alle strutture ricettive e alle tematiche ambientali, i servizi che garantiscono risorse finanziarie provenienti dall’Europa, i servizi a supporto del commercio, dell’agricoltura, del terziario.

E’ arrivato il momento che tutto il territorio e i referenti delle istituzioni acquisiscano la consapevolezza che la situazione è cambiata, non è più come prima: il groviglio normativo legato alla gestione dei servizi in capo alle Province è tale ed è talmente evidente , che se non lo si risolve subito, trascinerà nel dissesto tutti gli enti pubblici: dal più piccolo Comune dell’entroterra, che nella Provincia ha sempre trovato risposte e collaborazione; ai Comuni più grandi che con la Provincia hanno sviluppato nel tempo importanti sinergie per lo sviluppo dei progetti; alle Regioni che hanno delegato storicamente alle Provincie funzioni e attività strategiche e fondamentali!

Nessuno può più pensare di potersi salvare da solo! Chiediamo quindi a tutti i presenti, di stare insieme in questa fase di trasformazioni istituzionali per garantire i servizi, lavoratori ed amministratori locali insieme, e di credere nei lavoratori della Provincia di Lucca, nelle nostre capacità, nelle competenze acquisite, nel nostro patrimonio di saper fare; chiediamo di valorizzare le nostre eccellenze nell’erogazione dei servizi -e ce ne sono tante!- perché solo con noi, solo riscoprendo e reinvestendo nel valore del lavoro pubblico, si può sperare di dare una nuova prospettiva al territorio, alla Regione e a tutto il nostro Paese.

Il processo di riordino istituzionale legato alla Legge Delrio sta inoltre risentendo nelle ultime settimane della Legge di stabilità: la situazione, se possibile, è resa ancora più grave e preoccupante per le pesanti conseguenze che avrebbero gli ulteriori tagli previsti dalla legge, a causa dei quali, se attuati, la Provincia di Lucca pur riuscendo a coprire i costi di funzionamento e i servizi fondamentali per il 2015 – grazie alla vendita di azioni – dal 2016 entrerà in una fase finanziaria molto critica con conseguenze pesantissime sul personale e la conseguente perdita di professionalità ed esperienze lavorative uniche.

La legge di stabilità prevede, a livello nazionale, un ulteriore taglio di un miliardo di euro alle Province, che si somma a quelli già effettuati nei mesi e negli anni scorsi in corrispondenza di tutti i principali interventi finanziari. Considerato che non esistono più i trasferimenti dallo stato centrale alla Provincia questo ulteriore intervento sarà un vero e proprio prelievo. Un prelievo di senza le quali non si potrà continuare ad erogare servizi essenziali come la manutenzione delle scuole o delle strade provinciali, né le Politiche del Lavoro o i corsi di Formazione Professionale, il trasporto pubblico locale e il monitoraggio e la prevenzione del dissesto idrogeologico.

La legge Delrio aveva indicato un percorso per la costituzione dei nuovi Enti di area vasta che rischia di arrestarsi con pesanti conseguenze per i cittadini, sia per la mancanza di risorse, sia perché la politica locale si è finora largamente disinteressata del problema, nonostante le costanti sollecitazioni unitarie delle OO.SS., che hanno richiesto fin dai giorni immediatamente successivi al Decreto Monti l’apertura di un confronto locale, la costruzione di una modalità di governance locale del riordino, attraverso una cabina di regia che potesse avvalersi dei soggetti istituzionali e sindacali del territorio per formulare una proposta organica di riordino, da trasferire poi a livello regionale e superiore.

A questo incontro abbiamo invitato i parlamentari eletti nei collegi della Provincia di Lucca e a loro ci rivolgiamo, affinché si adoperino per bloccare la legge in corso in quanto l’impatto prospettato dalla legge di stabilità non è sostenibile per la Provincia di Lucca, come per tutte le province italiane, ed è in palese contraddizione col percorso avviato non più tardi di 8 mesi fa dalla L. 56.

La Legge Delrio infatti, attribuisce alle Province funzioni fondamentali in ambito di:

Pianificazione territoriale

Tutela e valorizzazione dell’ambiente

Servizi di trasporto pubblico

Costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;

Programmazione provinciale della rete scolastica

Assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali;

Gestione dell’edilizia scolastica;

pari opportunità;

Sviluppo strategico del territorio e gestione di servizi in forma associata;

Funzioni importanti, di supporto al processo di fuoriuscita dalla crisi attuale, una spinta positiva e innovativa per l'avvio della ripresa economica e sociale per il nostro Paese.

 

A tal fine la legge prevede che le Province/enti di area vasta, d'intesa con i comuni, possano esercitare le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive e possano vedersi attribuite altre funzioni volte a conseguire le seguenti finalità: individuazione dell'ambito territoriale ottimale di esercizio per ciascuna funzione; efficacia nello svolgimento delle funzioni fondamentali da parte dei comuni e delle unioni di comuni; sussistenza di riconosciute esigenze unitarie; adozione di forme di avvalimento e deleghe di esercizio tra gli enti territoriali coinvolti nel processo di riordino, mediante intese o convenzioni.

Otto mesi dopo l’approvazione della legge e a poche settimane dall’Accordo e dal DPCM attuativo del riordino, siamo di fronte alla prospettiva di nuovi tagli devastanti, che accomunano enti “nuovi” come le nuove province e “vecchi” come i Comuni e le Regioni; e queste ipotesi delle quali richiediamocon forza, un totale ripensamento, si accompagnano, però, ad altre ipotesi –che trovano sempre più riscontro nel mondo politico e nella stampa - che prefigurano addirittura il taglio di metà del personale delle “vecchie” province, ampliamento del diritto al pensionamento pre-Fornero per gli esuberi, modalità di possibile ricollocazione in enti ministeriali periferici, fino ad arrivare alla possibilità di applicazione della messa in disponibilità per 24 mesi all’80% dello stipendio al termine dei quali viene meno il contratto di lavoro.

Ci sembra una palese contraddizione sulla quale invitiamo il Governo a riflettere, a cambiare direzionee a rivolgere, invece, maggiore attenzione alle proposte emendative richieste da Amministratori regionali e locali, forze sindacali e altri, per ridurre comunque l’impatto dei tagli previsti.

Non possiamo però, in questa sede, non rivolgere precise richieste, e anche critiche, agli Amministratori regionali e locali.

E’ passato molto tempo da quando avevamo invitato i Consiglieri Regionali eletti nel territorio provinciale alla nostra assemblea, desiderosi di essere informati del riordino in corso e di significare l’importanza del mantenimento dei servizi di competenza della provincia sul territorio e della gestione territoriale delle importanti deleghe della Regione. A quel tempo ci era stato risposto che non dovevamo preoccuparci, che tutto sarebbe rimasto come prima, che il nostro lavoro e la nostra professionalità non erano a rischio e che la cittadinanza non aveva niente da temere.

Ora siamo arrivati all’emergenza. Entro il 31/12 la Regione Toscana presenterà il proprio progetto di riordino che però a causa dell’ assenza delle necessarie risorse finanziarie per la gestione dell’attività e per la retribuzione del personale connesso non potrà partire, lasciando in capo alle Province tutte le funzioni attuali con le casse vuote.

In questo quadro, come Rsu e OO.SS., respingiamo con forza il tentativo di rappresentare i Lavoratori delle Province come “dipendenti in esubero” di Enti in disfacimento, anche perché le norme vigenti ancora tutelano il personale trasferito a chi ne eserciterà le funzioni garantendointeramente e per Legge la posizione giuridica ed economica , nonché il salario accessorio.

Pare però che la legge (in questo caso quella di stabilità, ancora in discussione) non tutelerà allo stesso modo né il personale, né i servizi erogati.

È un paradosso che interroga immediatamente i rappresentanti dello Stato ma anche l’intera comunità locale.

Per questo chiediamo a tutti coloro che oggi partecipano a questo incontro – nessuno escluso e ognuno per il ruolo e le competenze che riveste- di condividere e sostenere la strada che noi indichiamo da sempre: quella di voler finalmente costruire un assetto delle Istituzioni locali organico e sostenibile, rispettoso delle esigenza delle Comunità e capace di tutelare non solo i posti di lavoro ma anche di valorizzare e salvaguardare le professionalità di tante lavoratrici e lavoratori che oggi vivono in una situazione di incertezza.

Solo la definizione di un quadro "certo" delle funzioni e delle competenze potrà garantire servizi e sicurezza occupazionale nel tempo!

Siamo consapevoli che questo processo avrebbe bisogno di un tempo che ormai non abbiamo più!

Pertanto al fine di contenere i disagi e di far fronte ai disastri determinabili dalla legge di stabilità:

CHIEDIAMO AI PARLAMENTARI LUCCHESI :

  • che spingano il Governo a portare avanti il riordino istituzionale in corso salvaguardando i servizi sul territorio che rappresentano e contestualmente le risorse finanziarie e umane necessarie a garantirli;

  • che propongano emendamenti alla legge di stabilità volti a ridurre decisamente gli insostenibili tagli (media nazionale: 51% delle risorse 2014, fonte UPI) che la manovra impone a Province e Città Metropolitane: nessun ente o azienda pubblica o privata può vedersi dimezzate le risorse, già esigue, da un anno all’altro senza andare in fallimento o ridimensionare drasticamente le proprie attività, cioè in questo caso i servizi ai cittadini;

CHIEDIAMO AI COMPONENTI LUCCHESI DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA

  • che le competenze che la legge 56/2014 attribuisce alle Regioni siano portate avanti nel rispetto della tempistica e nella salvaguardia dei servizi sul territorio e contestualmente delle risorse finanziarie e umane necessarie a garantirli;

  • che si facciano portavoce dell’importanza che la riflessione attualmente in corso in Regione sulle funzioni fino ad oggi delegate alle province toscane rispetti i territori, i lavoratori e non sia guidata puramente da una logica di convenienza secondo la quale si vorrebbero riprendere le risorse economiche ma non il personale ;

  • che la PROVINCIA DI LUCCA (AREA VASTA) MANTENGA LE ATTUALI FUNZIONI o che, in caso di trasferimento ad altri enti di funzioni non assegnate dalla legge, vengano trasferite anche le risorse e i LAVORATORI interessati con la SALVAGUARDIA DELLA PROFESSIONALITÀ ACQUISITA E DEL LORO SALARIO ACCESSORIO, così come previsto dalla L. 56/2014 e dal protocollo d’intesa sottoscritto con le OO.SS. Confederali anche dalla Conferenza delle Regioni nel novembre 2013.

CHIEDIAMO AI SINDACI E AI PRESIDENTI DELLE UNIONI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI LUCCA

  • che si adoperino, anche attraverso le loro rappresentanze regionali e nazionali, affinché siano salvaguardati sul territorio i servizi attualmente in capo alle province, sostenendo un processo di riordino che garantisca contestualmente risorse finanziarie necessarie per l'espletamento dei servizi e la retribuzione del personale la cui professionalità non può andare persa

Riteniamo infine imprescindibile, per la gestione di tali processi l’utilizzo della cabina di regia definita nell’accordo tra Regione, Anci, Upi e OO.SS. dell’8 luglio 2014.

Fonte: Ufficio Stampa

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