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Riorganizzazione ASL, Sgherri (PRC): "Rischia di minare il nostro sistema sanitario"

Monica Sgherri

Riforma della sanità toscana. “Come avevamo già avuto modo di dire gli annunci non portano bene al governatore Rossi. E evidentemente manco la professata “lealtà” al governo Renzi gli fa acquistare considerazione agli occhi dell’esecutivo. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale.

Dopo aver infatti annunciato, per lo più sui giornali, la rivoluzione copernicana della sanità toscana: 3 aziende al posto delle attuali 16; il 10% di esuberi forzosi del personale (ad occhio 5mila tra medici, infermieri, personale tecnico e amministrativo sui 52mila dipendenti del sistema sanitario regionale); il superticket sulle cure ospedaliere, ecc ed aver incassato diverse critiche e pesanti no (tra cui anche il nostro) ora anche il Governo, nonostante la reiterata professata lealtà allo stesso da parte del Presidente, gli rema contro, rigettando l’emendamento (fortissimamente richiesto Rossi), di modifica della normativa nazionale che gli avrebbe permesso l’accorpamento tra aziende sanitarie e aziende ospedaliere universitarie.

Dall’annuncio della riorganizzazione, si sono espressi in ordine: contrari l’intersindacale medica, le associazioni dei cittadini, il Tribunale del Diritti del Malato, diverse organizzazioni sindacali, eccetera, eccetera. Tiepido, buona parte del PD del  Consiglio regionale. Prudenti i “suoi” in Commissione sanità.

Tutto ciò  - conclude Sgherri - dopo aver umiliato e ridicolizzato il Consiglio regionale che ha dovuto votare un piano sanitario in cui della riorganizzazione non c’era traccia, e che evidentemente è presente solo  negli annunci spot del governatore, che hanno come unico risultato quello di  mettere in profondo stress il nostro sistema sanitario, rischiare di minarne i fondamentali e risolversi, in ultima analisi, in un taglio, quello si reale, di prestazioni e servizi.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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