"E' semplicemente folle pensare di costruire qualcosa di sinistra fuori dal Pd o, più semplicemente, sbagliato non prendere atto dei risultati congressuali e sviluppare azioni di contrasto verso la maggioranza, anziché di dialogo e contributo all'elaborazione della linea politica". Lo ha detto il governatore della Toscana Enrico Rossi nel suo intervento oggi alla direzione del Pd, così come si legge in un testo diffuso successivamente.
"Per questo credo - ha aggiunto Rossi - che Renzi abbia il diritto e il dovere di governare il paese e di fare le riforme, provare ad uscire dalla crisi economica. Non ci sono alternative". E ancora: "Diversamente, vedo una prospettiva catastrofica", "sarebbe la sconfitta totale del Pd".
"Abbiamo il dovere di sostenere questo partito lealmente e il diritto di esercitare all'interno della discussione la critica e il dissenso; ma non di rallentare il ritmo dei cambiamenti con tatticismi politici e pratiche parlamentari che hanno già portato il paese nella palude dell'immobilismo e dato fiato all'antipolitica", ha rilevato Rossi che aveva aperto il suo intervento ricordando di non essere, "come noto", un renziano: "Renzi esplicitamente s'ispira al blairismo, mentre io credo che molti nodi irrisolti della storia di questo paese possono trovare spunti e linee di risposta nel pensiero di Enrico Berlinguer".
"Se è possibile paragonare l'esperienza del governo regionale in Toscana con la politica nazionale, la richiesta di lealtà che oggi Renzi avanza non è molto diversa da quella che anche io mi sono ritrovato a formulare a dicembre dello scorso anno, quando i mutamenti intervenuti all'interno del Pd, e nel quadro politico, lasciavano pensare ad un finale di legislatura declinante e improduttivo". Lo ha detto il governatore della Toscana Enrico Rossi in occasione della direzione del Pd.
"Fu giusta la scelta di presentarsi in Consiglio e richiedere alla maggioranza di impegnarsi a sostenere su una precisa tabella di marcia le riforme più importanti; come quella dell'uso del territorio e del piano paesaggistico, della 'formazione', del sostegno alle imprese e della sanità. Gran parte degli obiettivi sono già stati raggiunti. Le posizioni si sono via via chiarite dando nuovo slancio all'azione di governo regionale", ha spiegato Rossi che ha aggiunto: "Qualcosa di analogo deve avvenire a mio parere anche per il governo nazionale, che ha bisogno di lavorare sino al 2018. In tutto questo periodo la sinistra potrà e dovrà dire la sua, sostenendo Renzi con lealtà e lavorando a costruire una cultura politica autonoma da quella egemonica della destra e più avanzata del blairismo".
A margine dei lavori dell'assemblea nazionale del Partito Democratico in corso a Roma il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini e il responsabile enti locali Stefano Bruzzesi hanno parlato con il senatore Andrea Marcucci in merito all'emendamento alla Legge di Stabilità presentato in Parlamento da Marcucci stesso circa l'accorpamento delle elezioni regionali con la tornata amministrativa che coinvolgerà circa mille comuni nel 2015. Da tutti è stata condivisa tale opportunità vedendo nell'election day un elemento di riduzione di costi e una spinta anti-astensionistica.
