Uno Statuto snello e incisivo che disegna una Città Metropolitana di Firenze come strumento di servizio ai Comuni e alle comunità che la compongono, in particolare attraveso il Piano strategico Metropolitano triennale come atto di indirizzo per l’Ente e per l’esercizio delle funzioni dei Comuni e delle Unioni di Comuni compresi nell’area; il Piano territoriale della Città e il Piano strutturale metropolitano. Il Consiglio metropolitano di Firenze ha approvato mercoledì sera lo Statuto della Città Metropolitana. Favorevoli i consiglieri del Pd, contrari Forza Italia, Territori Beni Comuni e il Movimento Cinque Stelle.
La votazione è stata preceduta dalla votazione di emendamenti al testo, già sottoposto al vaglio dell'Assemblea in una seduta precedente. "I tempi sono stati stretti - ha spiegato il Sindaco Metropolitano Dario Nardella - tuttavia questo non ha limitato il dialogo e la libertà di ciascuno nel portare il proprio contributo, consentendo convergenze e anche posizioni unanimi. Il passaggio dello Statuto è estramente importante ma è il primo punto di una fase costituente che attraverserà i prossimi mesi, per far crescere un nuovo soggetto che si misurerà con problematiche complessissime e strumenti innovativi come il Piano strategico. Questo spirito costruttivo e pragmatico offerto da tutti non deve venire meno".
Lo Statuto rimanda al Regolamento del Consiglio (al momento è in vigore quello provvisorio) per disciplinare il funzionamento degli organi consiliari, le garanzie per le minoranze, le forme di controllo politico amministrativo.
Punto qualificante e originale dello Statuto è tra l'altro l'articolo 18 che impone il divieto di istituire enti strumentali e società di diritto privato o assumere partecipazioni in enti e società diverse da quelle già esistenti, con esclusione di quelle senza scopo di lucro. Inoltre la Città promuove l’accorpamento, la fusione e la dismissione delle società e delle partecipazioni non funzionali ai fini istituzionali allo scopo di conseguire risparmi o una migliore funzionalità nello svolgimento delle attività.
D'altra parte il Sindaco metropolitano istituisce presso la Città Metropolitana l'Osservatorio sul lavoro pubblico dipendente al fine di favorire la piena valorizzazione delle risorse umane presenti nel territorio metropolitano (art. 23).
Nel corso del dibattito sono stati presentati quattro ordini del giorno, tre dei quali del Pd.
Con il primo si chiedono "risorse adeguate", da assicurare mediante la legge di stabilità, perché la Città metropolitana possa essere correttamente operativa; con il secondosi dà pieno mandato al Sindaco Metropolitano Dario Nardella ad operare per concretizzare le condizioni di applicazione della legge Delrio, anche in modo da "evidenziare la discontinuità nella governance rispetto all'esperienza delle Province"; con un altro, approvato all'unanimità, si chiede di mettere in campo ogni azione possibile, nonostante la capacità di spesa ridotta, per salvaguardare l'occupazione di tutto il personale, compreso quello precario.
Respinto un ordine del giorno dei consiglieri di minoranza (Territori Beni Comuni, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Liste Civiche per la Città Metropolitana) per istituire un gruppo di lavoro per reintroduzione del suffragio universale.
Martedì 16, alle 16, in Palazzo Vecchio, lo Statuto sarà presentato alla Conferenza Metropolitana.
Il voto nella tarda serata di mercoledì dopo un lungo confronto. Il dibattito
Il Consiglio metropolitano di Firenze ha approvato mercoledì sera lo Statuto della Città Metropolitana. Favorevoli i consiglieri del Pd. Hanno votato contro Forza Italia, Territori Beni Comuni e il Movimento Cinque Stelle.
La votazione è stata preceduta dalla votazione di emendamenti al testo, già sottoposto al vaglio dell'Assemblea in una seduta precedente.
"Dobbiamo rafforzare valore democratico della Città metropolitana - ha detto il consigliere Pd Sandro Fallani - Puntiamo a migliorare la qualità istituzionale e la qualità della vita
di ciascun residente nella città. Ogni cittadino di ogni parte del territorio deve avvertrire che la città metropolitana gli è utile".
Per Marco Semplici (Forza Italia) "il percorso è stato faticoso. Siamo riusciti ad arrivare a una sorta di conferenza dei capigruppo. Statuto low cost? D'accordo, ma andava fatto bene. Mi sono sempre definito minoranza, senza definirmi forza di opposizione proprio per sottolineare la volontà costruttiva, alla ricerca di uno spirito unanime. Sarebbe stato bello avere avuto un contatto con le altre Città costituenti. Per avere una visione di insieme si è faticato tanto, ma faremo gli stati generali a gennaio, a Statuti approvati". Dunque Semplici ha annunciato voto contrario allo Statuto.
Il Sindaco Dario Nardella è intervenuto a riguardo, spiegando che le scadenze sono state indicate dalla legge. Certo il tempo è stato poco, tuttavia questo non ha limitato il dialogo e la libertà di ciascuno nel portare il proprio contributo, consentendo convergenze e anche posizioni unanimi. Questo passaggio è estramente importante ma è il primo punto di una fase costituente che attraverserà i prossimi mesi, per far crescere un nuovo soggetto che si misurerà con problematiche complessissime e strumenti innovativi come il Piano strategico. Questo spirito costruttivo e pragmatico offerto da tutti non deve venire meno.
Saverio Galardi (Movimento Cinque Stelle) ha lamentato "una fretta dettata in modo artificioso da una legge creata da un gruppo politico. Si vara un nuovo ente che avrà grande importanza ma si è voluto farlo in tre mesi senza risorse, senza funzioni, dettando tempi ridicoli per un atto fondamentale come lo Statuto. Si sta creando una sorta di oligarchia dei vincitori. Questo ente sancisce l'autoreferenzialità della politica. Non condivido questo percorso e perciò voterò contro l'approvazione di questo Statuto".
Alessio Biagioli (Pd) ha sottolineato per parte sua che "ho partecipato a questo percorso sapendo qual era la legge. Non siamo a fare la Costituzione dello Stato ma a redigere uno statuto più vicino a quello di un'Unione dei Comuni piuttosto che a quello un ente eletto a suffragio universale. Non dobbiamo fare l'errore di non comprendere questo. Questo Statuto ci consente di cominciare".
Benedetta Albanese (Pd): "Questo Statuto è perfetto nella sua architettura. Non gli mancano braccia e gambe. Abbiamo scelto una strumento snello che ci consentirà di dare corso a una disciplina di dettaglio. Non condivido le critiche. Ci attende responsabilità per quello che dobbiamo fare con un progetto che è in costruzione. Il fatto che i tempi siano stati stretti non ha reso superficiale quello che abbiamo fatto. Tutti qui rappresentiamo una parte del territorio in maniera non autoreferenziale. Non siamo un Consiglio di nominati, ma di persone elette con elezioni di secondo grado".
Riccardo Lazzerini (Territori Beni Comuni) ha espresso voto contrario: "Ho trovato interlocutori con idee chiare. Non condivido un'impostazione che limità l'agibilità politica e su questo aspetto non ho trovato risposte concrete".
Emiliano Fossi (Pd): "Abbiamo fatto un percorso importante. Capisco la dialettica politica, ma non vorrei che si disperdesse il senso di un lavoro che ha richiesto impegno e capacità di ascolto reciproco. Questo non va sciupato, ma valorizzato. Dobbiamo mettere la testa fuori di qui per evitare corto circuiti con le Istituzioni e con i cittadini. C'è un deficit di fiducia che va superato. La Città metropolitana deve essere sentita, percepita dai cittadini".
"I cittadini guardano al futuro", sottolinea Massimiliano Pescini: "Nessuno mi ha chiesto perché non si è votato per la Provincia, ma i cittadini mi chiedono cos'è la Città Metropolitana. Siamo in questo nuovo Ente con un fortissimo spirito di servizio, non perché sentiamo che ci viene tolto tempo, ma per spenderci in una sfida nuova. O si naviga in mare aperto o si finisce per stare in uno stagno chiuso. Noi dobbiamo puntare alla stabilizzazione di un sistema diverso da quello precedente, che è stato superato innanzitutto da una fortissima volontà popolare. Lo Statuto è una base di partenza importante".
Il Pd: "Capacità di spesa ridotta, ma salvaguardare il personale"
La Città Metropolitana di Firenze, attraverso il suo nuovo Statuto, garantisce i livelli occupazionali e le funzioni già svolte al 31 dicembre 2014 dalla Provincia di Firenze. Viceversa non sono certe le prospettive per il personale precario. Ad oggi, peraltro, non sono state definite a livello regionale le funzioni da attribuire alla Città Metropolitana e quelle che eventualmente assorbiranno il personale dipendente a livello regionale, così come non sono state individuate le funzioni che eventualmente saranno attribuite ai Comuni.
Anche per questo motivo nelle disposizioni transitorie del nuovo Statuto pur sottolineando la garanzia dei livelli occupazionali e le funzioni svolte dalla Provincia di Firenze, l'Assemblea ha cassato dal testo originale l'espressione "con il relativo personale".
Tuttavia con un ordine del giorno presentato dal gruppo Pd, illustrato dalla consigliera metropolitana Stefania Collesei, e approvato da tutti i gruppi politici presenti nell'Assemblea, il Consiglio invita il Sindaco, anche in veste di coordinatore delle Città Metropolitane, ad adoperarsi perché a questo livello istituzionale "possano essere garantiti i servizi, i livelli occupazionali e le funzioni già svolte al 31 dicembre 2014, con il relativo personale", pur restando evidenziato "che nella legge di stabilità sono presenti elementi che riducono sensibilimente la capacità di spesa delle Città metropolitane appena istituite".
LO STATUTO DELLA CITTA' METROPOLITANA
Fonte: Provincia di Firenze
