Le città e le metropoli sono l’habitat prevalente dei bambini e adolescenti in Italia: il 37% di essi - 3 milioni e 700 mila – si concentra nel 16,6% del territorio nazionale, cioè nei grandi centri urbani o nelle aree circostanti – fra cui Firenze, con i suoi oltre 157.843 under 18, pari a 45 per chilometro quadrato.
Città e territori spesso invasi di macchine e privi di spazi per i più piccoli. Solo a Firenze circolano più di 2.889 automobili per chilometro quadrato: appena il 10.6% di bambini tra i 3 e i 10 anni in Toscana gioca libero in strada e solo il 28.4% può scendere in cortile.
Per molti bambini la disponibilità di luoghi di vita e gioco accettabili non esiste neanche in casa: quasi 1 minore su 4 vive in famiglie che dichiarano di abitare in appartamenti umidi o con tracce di muffa alle pareti e sono 1 milione e 300 mila i minori le cui famiglie denunciano situazioni di sovraffollamento. Nel Paese anno dopo anno cresce l’emergenza abitativa: nel 2013 sono ben 65 mila i nuclei familiari (molti dei quali con bambini) ad aver ricevuto un’ingiunzione di sfratto per morosità incolpevole (+8,3% rispetto all’anno precedente).
Questi alcuni dati diffusi oggi da Save the Children e tratti da Gli orizzonti del possibile. 5° Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia, la pubblicazione annuale che – con l’aiuto di circa 40 mappe e con i suggestivi scatti del noto fotografo Riccardo Venturi – analizza la condizione dell’infanzia nel nostro paese, nell’ambito della campagna per il contrasto della povertà educativa“Illuminiamo il Futuro”.
In Toscana 5.593 le famiglie sotto sfratto (+91 nuclei rispetto al 2012), a fronte di oltre 13.000 in Lombardia, quasi 8.000 nel Lazio e circa 7.000 in Emilia Romagna. D’altra parte, come indicano i dati sui consumi, povertà e deprivazione riducono gli spazi d’azione di migliaia di minori e famiglie: quasi 46.000 bambini e adolescenti in Toscana vivono in povertà assoluta (7.4%), in diminuzione dello 0.9% rispetto al 2012 e sotto la media nazionale del 13,8%. Il 64,4% di famiglie in Toscana ha dovuto ridurre la spesa per alimenti o comprare cibo di qualità inferiore, a fronte del dato nazionale del 68%.
Ma la povertà dei minori in Italia non è solo materiale. In Toscana nel 2013, il 38% di bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni non ha letto un libro durante tutto l’anno, (47,9% nazionale), il 53.9% non ha visitato una mostra o un museo (il dato nazionale 60,8%), il 74% mai andato a teatro (72,1% dato nazionale), il 19.7% mai al cinema (26,3% dato nazionale), l’84.2% a un concerto (contro l’84,9% del dato nazionale), il 72.6% non ha mai visitato un sito archeologico (73,7% il dato nazionale). Non viaggia né si apre a nuovi mondi e persone il 53.6 % di under 18 della Toscana (51,6% nazionale) che vive in famiglie che non possono permettersi nemmeno una settimana di ferie l’anno lontano da casa. Lo sport praticato in modo continuativo ed extra scuola è assente nei pomeriggi del 52.4% dei bambini e ragazzi toscani (a fronte del 45% nazionale). Pomeriggi non occupati neanche da attività scolastiche, dato che il tempo pieno è garantito solo nel 43,4% delle classi della scuola primaria e il 15,9% delle secondarie.
Mancanza di stimoli che ha inizio già nella prima infanzia: nell’anno scolastico 2012/2013, infatti, soltanto il 22.8% di bambini tra 0 e 2 anni in Toscana frequentavano i nidi pubblici e convenzionati (a fronte del 13,5 % nazionale), con un aumento del 2,7% rispetto all’anno scolastico precedente.
Questo insieme di fattori spiega le scarse competenze di molti studenti italiani nei test di valutazione internazionali e gli alti livelli di dispersione scolastica: il 16.3% dei giovani in Toscana interrompe il percorso scolastico fermandosi al diploma della scuola secondaria, a fronte del 17% del dato nazionale italiana.
“Si riducono gli spazi di autonomia, socialità, svago dei nostri bambini e si comprimono gli spazi mentali, le opportunità di formazione e crescita intellettuale, spingendo l’infanzia sempre più ai margini”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti. “Il disagio di tante periferie è sotto gli occhi di tutti: territori deprivati del verde, di aree comuni, di trasporti, di scuole a tempo pieno, di biblioteche, di spazi sportivi, e tuttavia sempre più popolati da giovani coppie con bambini. Le periferie sono le nuove città dei bambini”, aggiunge Neri. “E’ da qui che dobbiamo ripartire per offrire loro un futuro”.
La quinta edizione dell’Atlante dell’Infanzia dà voce anche a una molteplicità di interventi e pratiche coraggiose e innovative, per dimostrare che il cambiamento è possibile: esperienze come quelle delle scuole che aprono i cortili al quartiere o dei ragazzi che sfidano gli ostacoli della città per impossessarsi dello spazio facendo parkour, o dei Punti Luce di Save the Children sul territorio nazionale.
Nell’ambito della campagna Illuminiamo il Futuro, Save the Children ha aperto nel 2014 11 Punti Luce in in 8 regioni . Si tratta di spazi ad alta densità educativa, dove bambini e adolescenti possono studiare, giocare, fare attività sportive, culturali e creative. Inoltre i minori in condizioni accertate di povertà, vengono sostenuti da una dote educativa, cioè un piano formativo personalizzato che consente l’acquisto di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a corsi di musica o sport. Sono circa 1.800 i bambini che nel 2014 hanno frequentano i Punti Luce aperti da Save the Children in Italia. La previsione è di supportarne 4.000 entro il 2015, assegnando 1.000 doti educative e aprendo nuovi Punti Luce.
“La situazione dei minori in Toscana è, sotto certi aspetti, migliore rispetto ad altre regioni. Tuttavia rileviamo anche allarmanti criticità come il numero di famiglie sotto sfratto, la povertà assoluta fra tanti bambini e livelli significativi di “disconnessione culturale” con tanti bambini che non hanno l’opportunità di leggere un libro, navigare su Internet o, più semplicemente, stare con dei compagni in un ambiente stimolante, giocoso e creativo. Spiega Raffaela Milano Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.
“Chiediamo un’assunzione di responsabilità collettiva contro la povertà educativa”, prosegue Raffaela Milano. “Serve un piano nazionale di contrasto della povertà minorile, che preveda, tra l’altro, l’estensione della nuova social card a tutte le famiglie in povertà assoluta con minori, semplificando i criteri di accesso e rafforzando le misure di accompagnamento e valutazione. Vanno inoltre previsti interventi mirati per le aree più deprivate sul piano dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza. Per le periferie urbane più carenti proponiamo di attivare “aree ad alta densità educativa”, sul modello francese delle Zones d’Education Prioritaires, per garantire un rafforzamento delle offerte formative, scolastiche ed extrascolastiche, valorizzando le risorse locali e mobilitando fondi europei”.
Fonte: Ufficio stampa Save the Children Italia
