Cibo giusto, cibo buono e pulito, cibo per tutti. E' su questo tema – così centrale per la giustizia e la convivenza nel mondo – che sul palcoscenico del Palamandela questa mattina si sono succeduti interventi e testimonianze. Altrettante finestre su un modo che ancora non ha saputo affrontare e risolvere la questione della fame, nonostante lo sradicamento di questa piaga fosse l'obiettivo che la comunità internazionale si era proposta di raggiungere entro il 2015.
"Spesso si pensa che la fame sia un problema di chi nasce e muore povero – ha ricordato Vichi de Marchi del Programma alimentare mondiale – Questa è solo una parte della verità. La fame può essere anche il destino di chi non è povero, ma viene colpito da una guerra o da un terremoto, come in Siria o in Nicaragua". E se Vichi De Marchi conclude con una citazione di Mandela - "L'istruzione è l'arma più potente che avete per cambiare il mondo" –, Francesco Mele di Slow Food propone l'evidenza delle cifre. "Al mondo siamo sette miliardi e mezzo e produciamo cibo per 12 miliardi persone, eppure una persona su sette soffre la fame. Ma la contraddizione più grande è che, secondo i dati della Fao, spendiamo 300 miliardi di dollari per disfarsi del cibo in discarica, otto volte di più di quanto spenderemmo per nutrire tutti". "Non bisogna salvare il mondo, ma avere un'idea del mondo. E questo significa cibo buono e pulito per tutti. Significa riconoscere il valore del lavoro dei contadini", conclude Mele.
E che questo non valga solo per terre lontane, ma sia una battaglia che investe tutti in prima persona, lo racconta Franco Diana, di Libera Terra. Un intervento, il suo, in rappresentanza di coloro che in Campania si stanno battendo contro gli avvelenamenti nella Terra dei Fuochi così come contro ogni pregiudizio. "Appartengo a una terra stuprata da patti scellerati con la criminalità organizzata, inquinata dai rifiuti di industrie di altre terre. Abbiamo imparato la forza della consapevolezza e della partecipazione e ora vi chiedo: non fatevi risucchiare dai luoghi comuni. Se rinascessi mille volte per mille volte vorrei appartenere alla mia terra, però sentirmi meno solo".
Infine Roberto Barbieri di Ofxam, che ha richiamato l'importanza dell'informazione nella battaglia per il cibo e illustrato la campagna "Behind the brands", sul ruolo delle più importanti multinazionali del cibo. "Pensate solo che le coltivazioni di zucchero coprono 31 milioni di ettari, una superficie grande quanto l'Italia. Sono terreni sottratti alla produzione di cibo, solo per bevande gassate che contengono ognuna sei cucchiaini di zucchero. In realtà però siete voi a scegliere. E a volte le nostre scelte non solo impediscono ad altri di scegliere, ma anche di godere dei loro diritti. E si può scegliere davvero solo se informati".
Al Meeting sui diritti umani un finale dedicato a cibo e rifiuti
E' toccato a Rossano Ercolini di Zerowaste Italy aprire la terza ed ultima parte del Meeting sui diritti umani, dedicata a cibo e rifiuti.
Ercolini ha detto che i numeri rivelano che se tutti gli abitanti della terra consumassero quanto gli statunitensi le risorse non basterebbero e servirebbero 4 pianeti, mentre se tutti consumassero come gli europei di pianeti ne occorrerebbero due e mezzo. Da qui la sua invettiva contro l'inciviltà dell'usa e getta e l'invito a ridurre i rifiuti e a non utilizzare imballaggi che non siano compostabili o riciclabili.
"Meno competizione e più condivisione – è stato il suo appello finale – perché il vento deve tornare a fischiare e tutti insieme ce la possiamo fare a far sì che questo sogno diventi realtà".
Sonia Massari, del Gustolab institute, ha parlato di una doppia possibilità di scelta e di una presenza al Meeting di 50.000 0 70.000 e non "soltanto" 10.000 giovani, visto che ognuno dei presenti era collegato via web con numerosi amici. E ha invitato gli studenti a diventare attivi perché "il mondo è malato di cibo e occorre far fronte allo spreco alimentare recuperando e redistribuendo lungo tutta la filiera alimentare. Siate insomma dei nativi sostenibili".
Chiara Marzaduri di Alce nero, che pratica l'agricoltura biologica, ha detto che il cibo lo si deve produrre per nutrire i popoli in modo corretto e ha citato l'esempio delle cooperative peruviane che stanno dismettendo le piantagioni di cocaina per produrre zucchero di canna biologico. "Per questo è importante – ha spiegato agli studenti – che voi chiediate chi ha fatto il vostro cibo e da dove viene".
L'appuntamento al prossimo anno lo ha dato, in veste di presentatore, Roberto Vecchioni. "Il prossimo 10 dicembre – ha detto – avrò 72 anni, ma mi sembra di averne ancora quaranta". Poi ha salutato tutti cantando la sua applaudissima "Sogna ragazzo, sogna" in cui tra l'altro confessa di conoscere poeti che spostano i fiumi con il pensiero. Un bell'invito e uno straordinario augurio ai diecimila presenti e festanti.
Il Meeting 2015 si farà in tre: è previsto infatti in contemporanea a Firenze, a Pola in Istria e a Caen in Normandia.
Fonte: Regione Toscana
