“Lo scandalo della mafia a Roma è l'ulteriore conferma che la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione sono due vere e proprie emergenze nazionali. Il Governo in pochi mesi ha già fatto più di tutti quelli che l'hanno preceduto con il varo dell'Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone e le leggi contro il voto di scambio e l'autoriciclaggio e sono convinto che non si fermerà qui. Tutto questo però non è sufficiente se non si lavora per diffondere una vera cultura della legalità e s'intensifica il sistema di controllo sugli appalti pubblici”. Lo ha dichiarato oggi Federico Gelli deputato PD e membro dell'ufficio di presidenza della Fondazione Antonino Caponnetto, durante Factory365, la kermesse dei Giovani Democratici all'ex Mattatoio di Roma tra i relatori del tavolo su mafia e legalità.
“Dobbiamo portare questi temi in tutte le scuole – ha aggiunto Gelli – con incontri o appuntamenti fissi organizzati secondo le esigenze didattiche. Per quanto riguarda gli appalti dobbiamo invece dotarci di strumenti più efficaci, magari affidando ancora più poteri all'Autorità Anticorruzione, per monitore le gare su tutto il territorio nazionale, l'esecuzione e i contratti pubblici per avere la possibilità di avviare interventi ispettivi in caso di insufficienze, ritardi o atre anomalie. Per quanto poi riguarda l'inchiesta romana – ha proseguito il deputato democratico – sono fatti che mi riempiono d'indignazione ma non dobbiamo mettere tutti i partiti sullo stesso piano. Il PD ha già avviato una profonda pulizia interna e se non basta faremo di più perché con mafia e corruzione non si può convivere. Mi auguro – ha concluso Gelli – che anche gli altri partiti facciano lo stesso”.
Fonte: Ufficio stampa
